AUTORI
Simona Castiglione
26.08.2014

Mama Afrika

«Mazi, che stai cucinando?», Zenzi mi si avvicina e mi mette la mano sulla spalla. È curiosa, la mia bambina, è bella, intelligente, ha piedi lunghi e snelli, buoni per affondare nella terra e mettere radici. E ha sempre fame: è una fortuna che rimanga magra con quello che mangia: «Che cos’è, ha un buon profumo, mi fai assaggiare il sughetto con un pezzo di pane?».   «È il pojiekos. Tieni, su, assaggia. Da piccola ti piaceva molto». Glielo porgo su un pezzo di dombolo. Mentre Zenzi mastica assorta, spio dalla finestra un grigio mattino fiammingo e mi perdo negli aromi della mia terra che salgono dalla pentola.   «Anche adesso mi piace tanto, Mazi bella, posso abbracciarti?»  ...

22.08.2011

La frase più bella della lingua italiana

La luce è stroboscopica, l’aria opprimente tranne vicino ai banconi dei surgelati. Lì il freddo mi assale e rimpiango di non essermi portata un maglioncino. Non ce l’ho neanche per mio figlio piccolo, incastrato nel seggiolino del carrello, che si lamenta: “mmmm…mamma, freddo, ‘diamo bia”. Aspetta, cucciolo, la mamma deve scegliere fra le pizze surgelate, quella coi wurstel, che è la tua preferita, e i fagiolini già curati, e anche… ma certo, le patatine da forno, che piacciono a tutti e non fanno ingrassare. Se poi ti becchi un raffreddore, figlio mio, la mamma ti porta dalla pediatra, giusto 200 metri da casa nostra. Che sarà mai, una passeggiatina, ti ci porto anche in braccio se hai la febbre. Mia...

25.06.2011

Catania / Paesi e città

Catania è una signora in nero. Il fasto barocco della città nega se stesso, perché tende all’oscurità della pietra lavica della quale è intriso. Niente a che vedere con il tufo dorato di Noto, né col fragile calcare leccese, né tanto meno con i marmi e gli ori di quello romano. Ciò accade perché il barocco catanese non è nato solo come una scelta stilistica, un adeguamento alla moda dei tempi; è stato anzitutto una necessità: bisognava ricostruire la città dopo che l’Etna, nel 1669, decise di spalancare le bocche dell’inferno. Le colate laviche raggiunsero il centro, aggredendolo in più punti. Poi, nel 1693, un terremoto diede a Catania il colpo mortale: le vestigia greco...