AUTORI
Stefano Pascolini
12.08.2013

Oggetti d'infanzia | Vecchie biciclette

Ogni sabato, dopo aver pranzato , ci dirigevamo con mio padre verso il mondo bucolico che si svelava a tre minuti di macchina dalla zona urbana in cui abitavamo. Proprio all’inizio della pianura, tenuta ancora a campi vigne e orti, abitavano in una grande casa colonica gli ultimi due fratelli della mia nonna paterna, lo zio Nino e la zia Sandra, dell’antica famiglia gli unici ancora vivi, e soprattutto gli unici a non essersi mai mossi da quell’abitazione, contrariamente agli altri fratelli che macinati nel rullo compressore del secolo breve si sparpagliarono tra miniere e cave, buone per infilarcisi o da far saltare con la dinamite.   Costoro io non li conobbi mai: uno morì per mali da lavoro, l’altro cadde da un treno di ritorno dal Lussemburgo...