AUTORI
Umberto Eco
29.02.2016

Il costume di casa

In collaborazione con Bompiani, un ebook che raccoglie 13 saggi tratti da "Il Costume di casa" di Umberto Eco, selezionati da Gianfranco Marrone.   Il costume di casa è il sesto libro di Umberto Eco. Pubblicato nel 1973 da Bompiani, si tratta di una raccolta di scritti giornalistici, solo in apparenza legati all’occasione, in realtà vi si agitano questioni basilari della società italiana e della cultura contemporanea: il conformismo culturale nascosto dietro il linguaggio astruso dei politici, l’ipocrisia dei media, il sistema del provincialismo culturale, il dilagare del Kitsch e lo sperimentalismo letterario come possibile alternativa, l’eterno fascismo italiano, le dinamiche della società dei consumi e della...

02.06.2012

Le bugie d’acciaio

Argomenti curiosamente eterni. Malcostumi ostinatamente presenti. O forse, a ben vedere, atti significanti destinati, per struttura, a inanellarsi su se stessi, proclamando surrettiziamente la loro verità. Anche e soprattutto quando mentono. È il caso della parata militare del 2 giugno, ogni anno pronta a suscitare dubbi e dibattiti, a ripetersi nonostante tutto, mostrando suo malgrado le proprie verità, le proprie bugie. Lo abbiamo visto in questi ultimi giorni, lo vediamo da tempo. Vale la pena allora rileggere un articolo che Umberto Eco dedicava esattamente a questi temi sull’Espresso nel 1970. Un testo dimenticato, raccolto da Eco nel volume del ’73 Il costume di casa e mai più ristampato. Questo articolo fa parte dell’imminente e-...

20.02.2012

Speciale ’77. Una foto, mille cose

Sono trascorsi trentacinque anni dall'esplosione del movimento del Settantasette. Nel febbraio di quell'anno appare infatti un movimento studentesco dal profilo e dai comportamenti inediti; fa il suo debutto con le occupazione delle Università e ha il suo baricentro a Roma e Bologna, ma si estende in tutta Italia. Sarà una breve, ma intensa stagione, poi arriva il sequestro  e l'uccisione di Aldo Moro, il terrorismo impazza. La repressione è dura e il movimento implode lasciando tuttavia una forte memoria di sé come abbiamo visto nel mese scorso attraverso la raccolta delle foto di quella stagione a Bologna per opera di Scuro. Vogliamo ripercorrere quel periodo ripensando a temi e questioni differenti dalla politica all'arte e alla...

08.09.2011

Un messaggio chiamato cavallo

Tra il gennaio e il febbraio del 1973 nell’ambito dei grandi cambiamenti impostati da Franco Basaglia nel manicomio di Trieste – apertura e dissoluzione di quel Lager che era stato sin lì – nasce un laboratorio condotto da Giuliano Scabia con l’aiuto di varie persone, tra cui Vittorio Basaglia, pittore, scultore, fratello di Franco. Medici, infermieri, ricoverati si autodefinirono “artisti” e realizzarono in gruppo, nel laboratorio P del reparto abbandonato, un gigante di cartapesta ben presto diventato il simbolo dell’apertura del manicomio: Marco Cavallo. Venne gente da tutta Trieste, e anche da fuori, per dare una mano, discutere, dipingere, disegnare, fotografare, partecipare ai laboratori manuali e alla costruzione del cavallo...