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biblioteca

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Andrija Mutnjakovic / La biblioteca: centro o periferia?

Nell’epoca digitale la biblioteca è diventata un oggetto esotico. Meno si legge (nel senso tradizionale del termine, cioè meno si accede al sapere attraverso la carta stampata), più il contenitore tradizionale “biblioteca” diventa auratico, come se appartenesse ormai a un mondo lontano. La fotografa tedesca Candida Höfer ha svolto un ruolo significativo in questo contesto, re-auratizzando degli spazi, spesso sublimi, popolati da pochissime persone e caratterizzati da un senso di ordine quasi maniacale. Le immagini della Höfer celebrano delle “oasi del silenzio”, dei “templi della saggezza”, delle “cattedrali dell’intelligenza” in un momento storico in cui la valenza di queste istituzioni è entrata in crisi. Paradossalmente le fotografie gran formato della Höfer attirano l’attenzione e affascinano, mentre i luoghi originali, riguardanti l’esercizio della lettura, languono.   La valorizzazione nostalgica delle biblioteche rappresenta un tema letterario ricorrente, a partire dai miti collegati al “bibliotecario” Jorge Luis Borges: dalla storia, anch’essa molto borgesiana, della biblioteca privata dello scrittore Alberto Manguel, fino alle riflessioni recentissime nel felice...

Public library / Biblioteca, l’ultimo lusso democratico

Difficile trovare, negli Stati Uniti, un tema più popolare delle biblioteche. Gratuita e aperta a tutti, la public library è uno snodo centrale della comunità, un elemento del paesaggio come l'ufficio postale. Che un libro sulle biblioteche – anzi, semplicemente, The Library Book – diventi un best seller ha però dell'incredibile. A compiere il miracolo è stata, ancora una volta, Susan Orlean, staff writer del New Yorker già autrice di Saturday Night, Rin Tin Tin e soprattutto The Orchid's Thief – Il ladro di orchidee.  Con quest’ultimo, uscito negli Stati Uniti nel 1998, era riuscita a ricavare un clamoroso successo da uno dei temi più di nicchia che si possano immaginare, il collezionismo di orchidee. E a colmare la misura, poco dopo era arrivato un film – anzi il metafilm per eccellenza – Adaptation – Il ladro di orchidee diretto da Spike Jonze, che ne aveva fatto una celebrità. La sceneggiatura le sfilava la parte di...

Sui bordi di un universo in cui Dio gioca a dadi

"Non riesco neppure a pensare un universo in cui Dio gioca a dadi". È la folgorante metafora con cui Albert Einstein esprimeva i dubbi sul modo di guardare alla natura che le nuove scoperte della fisica quantistica stavano provocando. Nell'infinitamente piccolo delle particelle subatomiche venivano meno le certezze delle misurazioni e una sorta di terreno paludoso si spalancava sotto ai piedi degli scienziati alle prese con la straniante consapevolezza di una conoscenza oggettiva, che, così come era stata vissuta lungo la inebriante cavalcata iniziata con Galileo, non era più la stessa. La novità era destabilizzante: misurare contemporaneamente la posizione e la velocità di una particella non era possibile (a differenza di un satellite o di una palla di cannone) perché l'azione stessa del misurare alterava le caratteristiche di ciò che si cercava. Posizione e velocità di una particella potevano essere descritte "insieme " solo come una funzione matematica di probabilità... mentre ogni tentativo di una misura accurata di posizione o velocità rendeva ignoto l'altro elemento e "...

Crisi dell’editoria e diffusione del digitale

Questo intervento riassume alcune considerazioni sul tema della promozione del libro e della lettura, in particolare in ambiente digitale. Si tratta delle considerazioni che ho avuto occasione di svolgere nell’aprile scorso in occasione di una audizione informale presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame della Proposta di legge Giordano e altri, A.C. 1504 del 7 agosto 2013 ("Disposizioni per la diffusione del libro su qualsiasi supporto e per la promozione della lettura").   Sono osservazioni che cercano di muovere dal generale al particolare; in questo articolo di sintesi ho comunque eliminato quelle legate alla formulazione dei singoli articoli della proposta di legge, che chiudevano il documento consegnato alla Commissione ma che hanno probabilmente un interesse più limitato per il lettore.   Per motivi di lunghezza, l'intervento è stato diviso in due; la prima parte si trova qui.   Nella sua audizione alla Commissione Cultura di qualche settimana fa, il Presidente dell’Associazione Forum del libro Giovanni Solimine ha già ricordato e discusso i dati –...

La cura e la passione per l’editoria

Quando si prova a ragionare sul futuro di qualcosa, di qualsiasi cosa, ci si inviluppa quasi sempre in un’infelice polarizzazione: le opinioni più svariate – perché, ricordo, quando si parla del futuro abbiamo solo opinioni, e nessuna certezza – si agglutinano come elettroni nostalgici intorno a due posizioni di per sé opposte. É successo lo stesso con la diffusione degli ebook, i libri digitali: all’angolo destro i sostenitori indefessi del libro di carta, i partigiani della cellulosa, gli sniffatori di copertine, gli editori sbeffeggianti; all’angolo sinistro i futuribili promotori della lettura in digitale, i devoti di ciò che vuole la tecnologia, gli scartati alle selezioni della pubblicazione che nel digitale trovano la loro rivalsa. Succede. Poi finalmente arriva il momento della pace, della sintesi dialettica, degli assestamenti: si piangono le vittime – come in ogni scontro ci sono sempre delle vittime – e le cassandre si fanno belle con i “ve l’avevo detto io”.   Chi ha a cuore il destino dell’editoria farebbe bene allora a dotarsi di pazienza e precisi...

C’erano una volta le biblioteche scolastiche

  Proprio mentre si svolgono gli esami di maturità, l’Invalsi, dopo aver visionato insieme all’Accademia della Crusca un campione di circa 500 temi svolti durante l’esame di stato del 2008/9, ci informa che sostanzialmente la maggior parte dei nostri studenti adolescenti sono semianalfabeti e che molti hanno nulle o scarse capacità ortografiche, logiche, argomentative. Scelgo deliberatamente di non approfondire la questione per non dover sentire i soliti professionisti di scuola e di cultura giovanile parlare di cose che non conoscono, ricordando a tutti dati altrettanto preoccupanti sulla popolazione adulta di questo paese: scrive De Mauro commentando dati Ocse che “il 38% della popolazione italiana in età di lavoro ricade in condizioni di analfabetismo, il 33% è a rischio e solo il 19% conserva i livelli minimi di competenze necessarie in società moderne” (da Internazionale, 24 giugno 2011). Se non bastasse ricordo a tutti qual è il rapporto con la cultura di chi ci governa e cosa sta facendo in questi giorni con la nuova manovra economica alla scuola pubblica, non contento di averla già...

Trani / Paesi e città

Noi, a Trani, abbiamo avuto un’infinità di bandiere. Siamo stati Apuli – o meglio: Peucezi – Greci, Romani, Bizantini, Longobardi, Svevi, Saraceni, Angioini, Veneziani, Aragonesi, Borboni, francesi. Oggi siamo italiani. Lo siamo da quando Garibaldi occupò militarmente, per conto dei Savoia, il Regno delle due Sicilie. Son passati tutti, di qui. Eravamo lo snodo naturale dei traffici commerciali sull’Adriatico: il collegamento fra l’Europa e il resto del Mondo. Se volevi andare in Terra santa, dovevi passare da Trani, dal suo porto, che è un’insenatura creata dalla natura, e sembra che c’abbia ragionato su, la natura, che l’abbia disegnato, il porto, per farci stare le barche.   Son passati tutti, da Trani. Una volta Ferrante II, re Aragonese, aveva bisogno di ducati, per combattere gli Angiò, e li chiese alla Serenissima. In pegno, diede Trani, per quindici anni. E i Veneziani sono stati qui, dal 1495 al 1509, e hanno costruito due chiese, coi leoni di San Marco. Federico II di Svevia, invece, costruì un castello, sul mare.   Questa è la storia, e la storia dice tante...