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Nuovo cinema paralitico / Incontro a fragili bellezze

In questi giorni straniti in cui tutti siamo diventato dei rifugiati in casa propria capita di riflettere o semplicemente di avvertire la propria fragilità; nuda e cruda assale come qualcosa che abbiamo tenuto nascosto, rimosso, che abbiamo – più o meno inconsapevolmente – voluto dimenticare. L’altro giorno davanti a una farmacia; persone in attesa, guardinghe, qualcuno con la mascherina o anche solo una sciarpa sul viso. Attraverso le vetrine della farmacia, immagini di donne scintillanti, immobili nelle pubblicità di una crema, un siero, un elisir se non di lunga vita, almeno di certa, procrastinata giovinezza.  L’attesa nervosa e le vetrine: non accade nulla ma sono con evidenza due immagini, solo apparentemente distanti tra loro, della stessa fragilità, delle stesse paure.   Nuovo cinema paralitico, visibile sul Corriere online, è un progetto di Davide Ferrario e Franco Arminio. Una serie di brevi episodi girati in luoghi periferici, nascosti, minimali. Un progetto, dice Davide Ferrario, che “...prende la forma di una sorta di viaggio in Italia, fatto di brevi episodi di al massimo due minuti ciascuno. Troupe minima, si gira su un percorso di massima, lontano dai...

Etica estetica politica / Vacanze romane

C’è stato un tempo di grandi e piccoli poteri assoluti in cui il principe godeva del conforto di un consigliere spirituale, frate, prete o abate che fosse.  Il concetto era legare il tutto – governati e governanti – a un ordine superiore, era poter contaminare di giustizia e carità divina l’operare del signore assoluto.  Senza che la parola fosse neanche pronunciata era “impastare” il proprio operato e i propri pensieri di etica. Fosse etica o fosse la frequentazione di valori cristiani, è certo che secoli dopo, in tempi moderni e democratici, ancora diversi grandi della D.C. si avvalevano di assistenti spirituali, si intrattenevano, almeno saltuariamente, con un conforto religioso che aveva comunque come scopo una miglior gestione della cosa pubblica. Da sponde opposte, Enrico Berlinguer dichiarò la “questione morale” come la prima emergenza del paese; nuovamente l’etica dunque.   Ma quella fu la generazione nata nella prima parte del ‘900, che aveva vissuto almeno una guerra mondiale e che era nata libera dal consumismo e dai suoi egoismi. Comunque fosse, quella generazione aveva un senso della collettività, che, quelle che sarebbero seguite, non hanno respirato....

Accudire quel che resta / L’Italia dei paesi fra abbandoni e ritorni

Partire dalla fine, è il punto di avvio del libro fortemente empatico di Vito Teti, Quel che resta. L’Italia dei paesi fra abbandoni e ritorni, con l’introduzione di Claudio Magris, editore Donzelli. Partire, non semplicemente fermarsi a “quel che resta”, perché l’abbandono mette in questione la struttura stessa del mondo che si lascia (aggiungerei anche quello che si va a cercare) mette in tensione le relazioni, cambia la morfologia dell’abitare, il senso stesso dei luoghi (come recita il suo libro precedente, divenuto ormai un classico). Mentre ciò che appartiene al tempo trascorso può essere invece riscattato, oltre le cesure, e le discontinuità del tempo come un mondo carsico di potenzialità sì sommerse ma, al tempo stesso, capaci di esprimere potenzialità diverse, incompiute eppure “suscettibili di future realizzazioni”.   Ecco, allora, filtrare, al di sotto della trama dolente del libro, fatta di vuoti, schegge e ombre di un abitare divenuto buio (riecheggiano, nelle pagine accorate, voci, suoni ormai inerti di tanti paesi, un Sud apparentemente perduto) gli interrogativi, i dubbi di quella sorta di alter-ego che per l’autore è Corrado Alvaro: se sia possibile cioè...