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cecità

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Arturo Mazzarella e le pulsioni umane / Relazioni pericolose

La ripresa del titolo del celebre romanzo di Laclos induce per un istante a credere che l’argomento sia il sentimento amoroso ma fin dalle prime pagine di questo originale esperimento saggistico di Arturo Mazzarella (Le relazioni pericolose. Sensazioni e sentimenti del nostro tempo, Bollati Boringhieri) si capisce che così non è. Allora di che relazioni si tratta? E dove sta il pericolo? Appare subito altrettanto evidente che l’autore compie un percorso assai più esteso e complesso in cui la trama sentimentale che egli esplora costituisce una sorta di correlativo soggettivo del mondo delle relazioni economiche globali che contraddistingue la nostra epoca. Pur nella sua brevità, il saggio fornisce una mappatura accurata delle diverse articolazioni di quelle che Cartesio aveva chiamato les passions de l’ame, e che oggi, dopo Freud e la psicoanalisi e soprattutto dopo Lacan chiamiamo più spesso le pulsioni umane.   Queste molle dell’agire sono, come già sapeva bene l’antropologia del Settecento, intimamente connesse con la nostra sfera mentale: il commercium mentis et corporis è il fondamento del nostro esistere come individui senzienti e capaci di elaborare razionalmente gli...

La grande cecità, il cambiamento climatico e l’impensabile / Esercita il dubbio e stai a vedere cosa offre il caso

  Derive dell’intuizione e della magia. Un prologo semiserio   Comodo è affidarsi a quello che è intuitivo e si presenta più facile da comprendere. Creature fantastiche o magie soddisfano il bisogno che abbiamo di trasgredire, però quanto basta, all’interno di un gioco dalle possibilità regolate, e allora tutto questo ci appaga, assolvendoci dalla responsabilità della verifica e della falsificazione. Ecco che l’impensabile si propone a noi, soddisfatti dalla completezza che, per quanto fasulla, ci avvolge come un manto e si presenta persino confortevole. Giungiamo così a dire che una cosa è vera perché è causa di un’altra, ma non ci impegniamo a verificare se non esistano altre cause che la rendono quella che è, in modo da escluderle tutte, tranne una. Questo è il punto, caro il mio mago. Mi rendo conto che tu hai buon gioco ad accattivarti la maggior parte delle persone: proponi loro vie per la conoscenza che costano poco e sono comode; non richiedono impegno e sono facili da capire e da ricordare. Il fatto è che sono false.   C’è stato un tempo in cui sembrava che finalmente potessi passartela male. È durato poco. Poi l’umanità ha iniziato a diventare sempre più...

Helen Keller, Il silenzio delle conchiglie

Il racconto della vita di Helen Keller, sordocieca, attivista, figura centrale nel Novecento americano – cosa ha realizzato, quanto lontano si è spinta nel Novecento appena trascorso malgrado la sua radicale infermità, o forse proprio grazie alla spinta propulsiva della malattia, e indubbiamente grazie a un’energia, un coraggio e un’intelligenza fuori dal comune – richiede prima di tutto il tentativo di descrivere la potenza dei segni. I sensi sono qualcosa che tradizionalmente diamo per scontato; diamo per acquisito il legame che un bambino stabilisce attraverso la vista e l’udito tra l’oggetto e la parola che lo rappresenta, certo arbitrariamente, ma in modo stabile. Lo racconta il film di Arthur Penn sulla vita di Helen Keller The miracle worker (1962), di cui esiste una versione italiana (1968) interpretata da Anna Proclemer con il titolo Anna dei miracoli; entrambi i film sono trasposizioni della sua autobiografia, da poco pubblicata dall’editore e/o con il titolo Il silenzio delle conchiglie, traduzione dell’originale e ambizioso Story of my Life. Nella storia di Helen Keller il momento che rappresenta lo...

Firenze / Paesi e città

La cecità, l’unica risorsa che mi concedo in città. L’anelito cittadino dovrebbe essere sempre quello di ritrovarsi gli occhi. Di capire chi te li ha rubati: Firenze stessa, per gelosia. O chi la visita giornalmente, in uno stupro di ciglia. O chi l’amministra, per prototipi venduti al chilo d’occhio autoctono. I vostri bulbi ingrassati dall’aria corposa della valle fiorentina sono stati forse strizzati da un qualche Ermete locale sul seno di una studentessa americana, nella cripta di una chiesa segreta, come Santo Stefano al Ponte, o la mimetica e devastata San Pier Scheraggio. Un rito già previsto dalle pagine degli editori locali, appagati dal segnaposto, dal fitto dato storico, dalla scoperta della reliquia. Firenze non solo città d’occhi rubati, ma del segnaposto. In ogni angolo: bandierine, memoriali, ordinanze, cifre, rebus, bestemmie. Non occulta, città totalmente forata, bucata, sbandierata.     Cieco è così l’unico modo con cui si può fare un nuovo slalom per la città, con la voglia di descriverla coi sensi, non con la vista. Scendete con la...