Categorie

Elenco articoli con tag:

cinese

(2 risultati)

Manganellate tramviarie (con piccola cinese e due mostre)

Sale sul tram un signore sui settant’anni, se non più. Ha una faccia da topastro manganelliana, la corporatura robusta anche se non debordante come l’originale, le guance un po’ meno gonfie, lo sguardo appena appena meno vivace: per il resto ci siamo. Si avvicina al sedile dove sono accomodato un po’ di traverso, le gambe accavallate, e sto leggendo. Postura da gran signore. Ma c’è spazio. Lui si installa di fronte senza guardarmi. Con la destra si regge al corrimano del sedile davanti a me, mentre la sinistra impugna un bastone verso cui inclina impercettibilmente il corpaccione. Alzo lo sguardo per vedere se qualcuno ha intenzione di cedergli il posto, ma poiché nessuno si muove, mi offro io, che sono il più anziano tra tutte le persone sedute nello scompartimento. Lui mi ringrazia, ma rifiuta. Sedersi e poi alzarsi gli creerebbe più difficoltà che stare in piedi. Le parole sono cortesi; il tono e lo sguardo tradiscono un remoto fastidio. Mi pare. Fatto sta che quasi subito si sposta sul lato opposto del tram, accanto a un tizio dai capelli grigiastri, lunghi e sporchi, con il quale scambia un paio di...

Abitare Milano

Per i meridionali che salirono a Milano ai tempi del boom, il luogo di maggiore attrazione era lo zoo comunale che si trovava nei Giardini di Porta Venezia (ma i milanesi li han sempre chiamati Giardini Pubblici). L’idea di possibilità, ma forse anche di straniamento, di una metropoli era comunicata dai leoni in gabbia nel cuore della città, probabilmente l’ultima eredità dei diorama ottocenteschi che illustravano le meraviglie del mondo a pochi metri da casa. Oggi non è facile immaginare l’effetto che fanno nello Szechuan, il distretto cinese da cui proviene la maggior parte di loro, le foto e i filmati dei matrimoni milanesi dei loro connazionali. L’iconografia è sempre la stessa: la Galleria, il Duomo, la fontana che ha come sfondo il Castello Sforzesco. In entrambi casi c’è l’urgenza di comunicare a chi è restato a casa il nuovo, l’inaspettato, senza troppe mediazioni culturali.     Per noi milanesi nati negli anni del boom, finita la febbre della ricostruzione, l’idea di città divenne ben presto, e senza che ce ne accorgessimo, quella del passato. Il...