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Due cose (o tre)

Due cose. Non perdere mai di vista le bancarelle, e questa è la prima cosa. L’altra è passare un dito sulla schiena del libro prima di riporlo. Due cose che sono un percorso, una strada da fare, una strada che fin qui ho fatto volentieri. Mi è sempre parso che trovare (e poi comprare) un libro su una bancarella, magari tra vecchie tazzine o fotografie, come quella volta che trovai un Paul Éluard ingiallito in Campo San Maurizio, a Venezia, o quel Bertolucci a Port’Alba, fosse come rifare una carezza a mia nonna, o un altro modo di pensare a lei. E poi toccare il libro, con una leggera pressione sul bordo e spingerlo al suo posto nella libreria di casa. Entrambe le cose hanno a che fare con i gesti. Tra un gesto e l’altro si passa dalla rinuncia alla perdita, dalla pazienza alla scelta, dal tatto alla cura. Entrambi i gesti conducono qui: «Ecco, questo è il posto che ho scelto per te. Non ti dimenticherò». Tra le due cose, se va bene, accade la grazia, la faccenda più personale del mondo, perché riguarda solo te, te che ti meravigli e sottolinei, te che leggi.

La generazione peggiore

Quando il contratto non c’è, i topi ballano. Stanno tutti in fila davanti al nuovo Trony di Ponte Milvio, i topi, fanno rumore puntando al formaggio, sgomitano, rosicchiano altri dieci centimetri verso la linea gialla, perché quella è la cosa più vicina alla pensione a cui possono aspirare: è la dignità dell’arrivo, il conseguimento del legittimo risarcimento per tutta quella fatica fatta. D’altra parte si sono presentati lì alle cinque del mattino e quando hanno girato l’angolo si sono accorti di non essere né i primi né i soli. Hanno dormito in macchina, hanno accampato tende, si sono portati i fornelli da campo e sul farsi dell’alba hanno riscaldato fette biscottate col burro: se la meritano la linea gialla, se lo meritano di guardare negli occhi l’addetto alla fila che ne fa entrare due o quattro alla volta. Sono anche loro lavoratori, tutto sommato: devono arrivare a timbrare il cartellino per tempo e devono riuscirci da soli. Non si possono dare il cambio, altrimenti non vale: a uno che ha provato la carta della furbizia hanno urlato tre vaffanculo e hanno rotto gli...