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corruzione

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Intervista a Alexandra Irimia / Il risveglio della Romania

Nonostante i riflettori della stampa internazionale si siano spostati altrove, il risveglio collettivo della coscienza civile in Romania avvenuto nei mesi passati continua a mietere i suoi frutti. Anche in questi giorni continuano le partecipatissime manifestazioni politiche contro la corruzione, completamente auto-organizzate ed autogestite dai cittadini rumeni che hanno dato prova di grande coesione, solidarietà e soprattutto efficacia nell'ideare una protesta omogenea e trasversale alle varie aree politiche e alle molteplici realtà sociali presenti nel loro paese.   Ma come si organizza un'azione di piazza efficace nel 2017? Quali sono i retroscena di una protesta pacifica che ha impedito che la corruzione fosse resa legale dalle istituzioni stesse? Come è nato e come si è espresso il malcontento verso la palese corruzione dello stato rumeno? Quali sono i mezzi, i luoghi e le entità coinvolte? Lo abbiamo domandato ad Alexandra Irimia, dottoranda e assistente di ricerca presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Bucarest e attivista coinvolta fin dall'inizio nell'organizzazione delle proteste.   “Il malessere che anima le proteste è partito molto lontano”, dice...

Il suicidio politico di una classe dirigente / Successo 5 Stelle

Tre anni fa, il 25 febbraio 2013, un nuovo attore politico occupava il centro della scena politica italiane ed europea. Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle passavano da zero al 25% dei voti, da zero a 163 parlamentari: il più esplosivo successo elettorale della storia del paese. “Non può durare”, era stato il commento con cui la casta dei politici e dei commentatori politici avevano esorcizzato l'evento. “È un fuoco di paglia, un boom protestatario e populista”. A parere degli esperti, gli elettori avrebbero presto abbandonato l'infantilismo qualunquista per tornare a una visione matura e costruttiva, in cui l'opposizione tra destra e sinistra avesse ancora senso.   Quella previsione autoconsolatoria si è rivelata ridicola ed è stata una catastrofe per il tradizionale sistema politico. Il 19 giugno 2016 il Movimento 5 Stelle ha sbancato 19 ballottaggi sui 20 a cui partecipa, a partire da Roma (con il 67%) e Torino. Quello della Appendino è un risultato politicamente ancora più significativo perché ottenuto in rimonta, sbaragliando una roccaforte del vecchio PD e umiliando l'ex segretario del partito Piero Fassino, il profeta che nel 2009 aveva intimato a Grillo “Grillo fondi...

Dalla Regola alla sregolatezza

Sono rimasto molto colpito della vicenda, di cui parlano tutti i giornali, relativa all'ex-abate di Montecassino, che ho conosciuto e intervistato quando stavo scrivendo Sulle strade del silenzio, e di cui sono stato ospite quando reggeva quel monastero. L’ex-abate è indagato per aver sottratto all’abbazia, dalla quale millecinquecento anni fa si è diffusa nell’Occidente la Regola benedettina, mezzo milione di euro destinati ai poveri e alle opere di culto. Ora si scopre che ha sperperato somme folli in incontri e festini gay, da Roma a Berlino, nei quali era la star.   Mi sembra un'immagine assolutamente vertiginosa, adeguata ai tempi assai interessanti che stiamo attraversando, quella che vede l'abate di Montecassino, tra un incontro col papa Benedetto XVI che visita il monastero e il governo della più prestigiosa comunità monastica occidentale, farsi star delle "dark room" berlinesi, cercare giovanotti nelle chat e portarli nei club e ristoranti più sibaritici di Roma. La vicenda mi conferma nella certezza assoluta che, più che rincorrere plot fantastici, bisogna raccontare la realt...

Sallustio

Sallustio fu un moralista. Sallustio fu un corrotto.   Corruzione e moralismo paiono anche oggi andare di pari passo. Spesso quelli che tuonano e predicano contro la corruzione lo fanno perché ne sono particolarmente intrisi (di corruzione). È una contemporaneità singolare, questa, e anche imbarazzante. Imbarazzante per chi la osservi da fuori, dato che il tipo del moralista-corrotto è notoriamente dotato di faccia tosta o di bronzo o altro analogo materiale.   Ma Sallustio fu prima un politico corrotto e solo dopo fu un moralista, cioè solo dopo essersi ritirato a vita privata, si diede a elaborare disincantate e amare considerazioni sulla decadenza dei costumi dei suoi concittadini romani.   Lo fece nei due famosi prologhi morali premessi alle due altrettanto famose monografie che dedicò alla congiura di Catilina e alla guerra contro Giugurta. E anche altrove naturalmente, nel corpo stesso delle monografie, scritte proprio per individuare la causa o le cause del declino romano, risalendo prima a una ventina di anni addietro (63 a.C.) e poi a una sessantina (105 a.C). Bisogna immaginarselo Sallustio, che medita sul...

Dario Fo. La figlia del papa

Che si ricordi, nessun premio Nobel per la letteratura aveva mai esordito nella narrativa a 88 anni. Ci voleva Dario Fo, che esordisce nel genere con una biografia romanzata di Lucrezia Borgia (La figlia del papa, Milano, Chiarelettere, 2014. Pagg. 190, 13,90 euro).   In una fra le mille e mille interviste concesse durante il lancio dell’opera, il drammaturgo luinese ha confessato: “Quando ho iniziato a scrivere, non pensavo a Franca Rame. Pagina dopo pagina, però, mi sono accorto che Franca era lì accanto. Allora, sì, la mia Lucrezia è anche Franca. Le due donne hanno in comune la discrezione e il pudore con cui hanno combattuto tante battaglie al fianco dei più deboli”.   Nella ricostruzione di Dario Fo, Lucrezia Borgia è proprio questa. Non già l’avvelenatrice impietosa, la donna dissoluta, quella che, secondo l’autore, è protagonista del secentesco Tis pity she’s a whore, di John Ford. No, qui si racconta di una donna ricca e sfortunata, moglie sì di più mariti, è vero, e tuttavia dedita a opere di bene, capace di opporsi alla corruzione e propriamente...

L'onestà e i suoi miti

Poco dopo l'uscita del mio saggio Onestà (Cortina Raffaello, 2014) ricevo l'invito a partecipare a un dibattito sull'omonimo tema, da inserire all'interno di un tal calendario di iniziative. «Quando?» chiedo io. «Ah, pensavamo nel 2015» è la risposta che ricevo, «tanto l'argomento non passa di moda».   No, non passa proprio di moda il tema dell'onestà, davvero un evergreen, almeno in alcuni paesi, mi dicevo qualche tempo dopo ancora, vedendo e ascoltando, ai primi di giugno, i notiziari della CCN e della BBC nei quali scorrevano immagini di Venezia, non sott'acqua ma sotto corruzione, immagini in cui comparivano palazzi, canali e gondole, nonché la laguna, con quei grandi cassoni gialli che dovrebbero impedire l'ingresso dell'acqua in città, e infine un uomo con la barba bianca e la fascia tricolore. Ancora un caso di disonestà e corruzione, anzi di grande corruzione, se vale, come vale, l'equazione: grandi opere = (rischio di) grande corruzione.   Di questi temi ho parlato nel libro, non con intento omiletico quanto descrittivo, e in parte anche...

La talpa

Il principe delle spie   Mi ero perso sulla strada verso casa di un amico così chiesi ai passanti e mi dissero: gira a sinistra vedrai delle spie alle tue spalle svolta alla prima spia e un’altra ne troverai che prepara un’imboscata vai dritto alla spia che sta di fronte alla spia che tende l’agguato conta fino a sette poi fermati troverai la casa dietro l’ottava spia partendo da destra. Sia benedetto da Dio il principe delle spie perché ha reso più sicura la terra dei Musulmani.   Gente dormite tranquilli le vostre porte sono controllate in ogni momento quindi entrate in pace e sicurezza.   (Ahmed Matar; traduzione e adattamento dall’inglese di Paolo Massari. Titolo originale: أمير المخبرين)     “Quell’uomo pensa che io sia una spia!” “Ma chi?!” “Quello che ha il piccolo negozio di alimentari di fronte alla casa di Hisham…” “Ah, quello! Ma è lui che è una spia!!!” Così mi rassicurava Abdallah, e così è la vita in un campo di rifugiati palestinesi in Giordania: spie che si nascondono...

Mona Prince. Mi chiamo Rivoluzione

La candidata alle prossime presidenziali egiziane Mona Prince, figura molto discussa, decisamente un’outsider del panorama politico cairota,  ha presentato al Festival Mediterraneo di Scritti Femminili di Rabat (21-23 Marzo 2012) il suo ultimo libro Ismi Tawra – Mi chiamo rivoluzione (2012). Docente di Letteratura inglese e traduttrice, Mona racconta il suo impegno politico, tra scrittura e attivismo, e le sue speranze per il cambiamento democratico in Egitto.     Come mai da scrittrice hai deciso di candidarti alle elezioni presidenziali?   Per cambiare le cose bisogna lavorare sul lungo periodo. So che non diventerò Presidente dell’Egitto, ma il mio impegno attuale serve a ottenere risultati in futuro, magari alle prossime elezioni, tra cinque anni! Attraverso la scrittura [ è autrice di numerosi romanzi, tra i quali So you may see”, in inglese ] ho voluto offrire ai miei lettori una prospettiva diversa e oggi voglio concretizzare questa mia aspirazione. Ma non è la Presidenza che m’interessa, quanto l’essere una candidata! Il mio obiettivo è andare aldilà dei cliché...

Matteo Speroni. Brigate Nonni. I ribelli del tramonto

“Zolfo curry orina zafferano sudore”. È con questa sensazione olfattiva che inizia il romanzo Brigate Nonni. I ribelli del tramonto (Cooper, p. 255, euro 14) di Matteo Speroni. E poi con una raffica di kalashnikov esplosa all’impazzata in uno squallido supermarket di periferia. Eppure nulla è come sembra. Niente banditi, niente ladri, nessun criminale. Solo un gruppo di ribelli, una banda che ricorda le sgangherate accozzaglie di reduci, che popolano i romanzi di James Crumley.   Loro sono la formazione denominata Stella del mattino, capeggiata dall’ultrasessantenne Vincent Guerra, la frangia esecutiva più pericolosa delle Brigate Nonni, sorte in seguito al collasso del sistema previdenziale, che non ha più fondi per pagare le pensioni. Il campo di battaglia è il cuore nevralgico del paese: la città di Milano, teatro principale della misteriosa operazione di primavera, organizzata a colpi di “saltarola”: un gioco, ma anche un modo di comunicare attraverso messaggi criptati. E poi c’è l’altra faccia della medaglia, le forze dell’ordine, ancora più...

Ai Weiwei. Un artista recluso

Circa un mese fa, il 3 aprile 2011, l’artista Ai Weiwei (il cognome è Ai) è stato arrestato dalla polizia della Repubblica Popolare Cinese. Si tratta di un evento di straordinaria importanza politica e morale. Per capirlo e per vedere come reagire nella maniera adeguata, vale la pena riflettere sulla figura di Ai, sul suo lavoro, sulle ragioni dell’arresto, sulle reazioni all’arresto stesso e su quello che si potrebbe fare in proposito nel prossimo futuro.   Ai è il più importante artista cinese vivente e uno dei più grandi artisti contemporanei. Figlio di un poeta, diplomato presso l’Accademia del cinema di Pechino, specializzato alla Parsons School of Design di New York, Ai opera adoperando creativamente linguaggi multipli nei più svariati campi dell’arte concettuale, della performance, dell’intervento estetico e politico. Le sue istallazioni a Kassel, Venezia, New York, Londra, Monaco, Pechino, San Paolo hanno fatto discutere la critica e hanno interessato masse incredibili di pubblico. A vederlo, Ai Weiwei appare come un omone di 53 anni dal viso sorridente, incorniciato da una strana...

Italia: un’analisi di Tim Parks

In un articolo apparso di recente sul “New Yorker”, Tim Parks, scrittore e giornalista inglese, professore allo IULM di Milano, si sofferma sul disagio che ha accompagnato le celebrazioni dell’anniversario dei centocinquant’anni dell’Unità di Italia, testimoniato dai conflitti intorno alla decisione del governo di dichiarare il 17 Marzo giornata di festa nazionale (peraltro festività senza diritto alla retribuzione). Al di là delle realtà esplicitamente ostili all’unificazione o quantomeno lontane dall’intenzione di celebrare un evento potenzialmente capace di rinfrancare l’orgoglio nazionale, la Lega Nord in testa, lo scrittore inglese registra una generale scarsa propensione ai festeggiamenti, che connette da un lato al difficile momento storico - c’è ben poco da festeggiare! - dall’altro a qualcosa di più profondo, come se il sentimento legato al progetto di unità nazionale fosse compromesso sin da principio.   Nel suo articolo, significativamente intitolato Booted, insieme stivale (e dunque Italia) ma anche, in gergo, calcio nel sedere (inteso come “...