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Oggettivare la soggettività / Curriculum

Che tipo di testo è un curriculum? La questione, avendo investito Giuseppe Conte, nostro Premier prossimo venturo, è tutt’altro che accademica. E la risposta, stando agli innumerevoli usi che dei curricula si fanno oggigiorno, e alla miriade di sue manifestazioni semiotiche – dalla versione narrativa a quello sotto forma di elenco, da quella cartacea a quella on line, dagli endorsement di Linkedin alle videopresentazioni di cui è stracarica Youtube –, è meno ovvia del prevedibile. Soprattutto meno facile e immediata. Sembra un po’ come il solito tempo per Agostino: una cosa che tutti sappiamo cos’è, ma quando dobbiamo definirla ecco che scappa da tutte le parti. Così, internet è piena di gente che ti dà consigli sul miglior modo di stilarlo, di saputelli che sciorinano le regole d’oro per la sua compilazione ideale, ma non c’è quasi nessuno che riporta, non so, le sue origini storiche, le sue trasformazioni nel tempo descrivendo, appunto, la sua forma testuale. L’unica cosa di cui si è certi è che si tratta di un che di freddamente istituzionale, di mediamente azzimato, che fa della persona che esso deve presentare una sommatoria di stereotipate competenze ritenute socialmente...

Ciclo vitale di un’inoccupata

Mi presento, sono una venticinquenne entrata nel girone degli ufficialmente disoccupati in un assolato ma freddo mattino del dicembre 2011. Ricordo ogni nanosecondo di quel giorno e ripensando alla scena oggi avverto un retrogusto che ha un non so che di apocalittico. All’indomani del tanto agognato traguardo della laurea specialistica, mi siedo davanti al computer e compilo ingenuamente una candidatura in rete. Con soddisfazione inserisco il titolo di studio conquistato con tanta fatica e sul più bello… un fulmine a ciel sereno: sullo schermo appare l’espressione situazione occupazionale. Amara scoperta, la definizione di “studente” non mi donava più, e mi calzava a pennello quella di laureata in cerca di prima occupazione.   Dopo la triennale avevo già compilato molte candidature e inviato tanti curriculum, ma volete mettere l’alibi e la rassicurazione di essere ancora una studentessa? E improvvisamente cos’ero diventata? Una nullafacente, bis-patentata, ma pur sempre una nullafacente. Non ero pronta per questa presa di coscienza e i sensi di colpa e la frustrazione col tempo sono diventati insopportabili...

Lezioni spirituali per giovani diversamente occupati

Lao Tzu Da ogni minuscolo germoglio nasce un albero con molte fronde. Ogni fortezza si erige con la posa della prima pietra. Ogni viaggio comincia con un solo passo.Ogni lavoro serio con un contratto serio.   Proverbio Il gioco è bello quando dura poco. Il lavoro è bello quando ti lascia tempo per giocare sereno.   Friedrich Nietzsche Da quando ho imparato a camminare mi piace correre. Da quando sono senza lavoro ho imparato ad amare le fatiche lavorative.   Oscar Wilde La cosa più difficile a questo mondo? Vivere! Molta gente esiste, ecco tutto. E senza lavoro sopravvive a malapena.   Proverbio Una mano lava l’altra, tutte e due lavano la faccia. Se il sapone è terminato andate al discount a piedi, per risparmiare.   Hermann Hesse La vita delle persone che lavorano è noiosa. Interessanti sono le vicende e le sorti dei perdigiorno. Questo era vero quando tutti lavoravano…   Charles Bukowski Solo i poveri riescono ad afferrare il senso della vita, i ricchi possono solo tirare a indovinare. Ecco, a me piacerebbe tanto azzardare a indovinare…   Steve...

Uno scassaminchia di professione

Alle 17.27 del primo aprile 2009 ero a Milano, intento a spedire via mail l’ennesimo curriculum con due righe di accompagnamento. Non sono mai stato particolarmente bravo con le presentazioni, specie se si tratta di presentare me stesso. Quel giorno invece ero particolarmente soddisfatto, in due righe avevo fugato a me stesso ogni dubbio sulla mia natura: “Buongiorno, se vi può servire la collaborazione di uno scassaminchia (trad: autore dolcemente satirico) per professione come il sottoscritto (il cv è una paginetta scarsa, ma non leggetelo se non avete voglia) chiamate pure. Buona vita e buon lavoro”. Dopo sei minuti, alle 17.33, mi risponde una donna, Grazia U., manager di una delle più grandi agenzie di comunicazione di Milano: “Gentile Signor Caldarella, La ringrazio, ma la nostra agenzia è al momento già in sovrannumero di scassaminchia. Forse non satirici come Lei, ma di sicuro più che sufficienti per le ns esigenze. Non mancherò di contattarla in caso si presentasse la necessità di qualche sostituzione. Distinti saluti”. Come potete immaginare, la mia soddisfazione fu massima. Fu...