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decadenza

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Petronio 2.0

Cos’è un classico? È un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire (Calvino). Cos’è un classico? È un contemporaneo del futuro (Pontiggia). E allora non ci si può stupire che sia uscito in questi giorni per Mondadori un romanzo che si rifà scopertamente al Satyricon di Petronio. Così scopertamente da riprenderne pari pari il titolo, con l’aggiunta però di un significativo 2.0.   Se l’autore del testo, Gian Mario Villalta, invita il lettore a questo gioco – che è quello, piuttosto serio, di misurare l’attualità dell’opera petroniana, cioè di vedere in che misura un’opera di duemila anni fa si presta ad essere usata come guida per il presente – accettiamo l’invito e stiamo al gioco.   Il Satyricon di Petronio è un romanzo (ci si passi l’anacronismo) di scholastici. Questa parola può valere sia per studenti, sia per studiosi sia, pure, per semplici frequentatori abituali di scuole di retorica. Il mondo che si squaderna nell’opera petroniana, mondo di proverbiale decadenza e depravazione, viene...

La canotta

Umberto Bossi è il politico dei gesti: il dito medio, la mossa dell’ombrello, la pernacchia, o il gimme five!, “dammi cinque”, tipico dei giocatori americani. In tempi recenti ha più volte reiterato il gesto del dito medio, la “spinta del medio”, come è chiamata, un gesto fallico, di erezione, vecchio di oltre duemila anni, noto ai Romani, i quali si riferivano, scrive lo zoologo Desmond Morris, al dito medio come dito imprudente ed osceno. Nel caso del Senatur si collega invece a una retorica leghista di tipo maschilista, di cui Bossi si è fatto più volte promotore: l’affermazione che i Padani “ce l’hanno duro”.     Uno studioso dei gesti, Claudio Franzoni, ha sottolineato come si tratti di gesti da bar: far ridere la compagnia dei maschi al Bar Sport. Il senso di queste posture è perfetto: il politico è uno di noi, è come noi. Non, dunque, un intellettuale, un professore, un professionista della politica, uno probabilmente migliore di noi, da ammirare, bensì proprio uno identico a noi, se non addirittura uno inferiore a noi. Segna un...

Baldesar Castiglione / Il libro del cortegiano

Il Cortegiano è stato al lungo ritenuto il trattato che per eccellenza illustra e idealizza il profilo del perfetto uomo di corte rinascimentale, la summa dell'eleganza letteraria dell'umanesimo italiano, ma anche la testimonianza della abdicazione ad ogni mandato civile da parte dei letterati italiani, Il paradigma esemplare della lunga 'decadenza' della nazione. Ma questo caposaldo della moralistica di antico regime va considerato anche libro della crisi: mentre celebra i fasti della cultura rinascimentale, del neoplatonismo e del classicismo, risuona altresì del trapasso epocale del mondo che celebra, come attesta il capitolo selezionato. Castiglione consegnava allo stampatore il suo capolavoro nell'aprile del 1527; il 6 maggio Roma veniva messa a sacco. L'opera sarebbe stata pubblicata un anno dopo, l'indipendenza degli stati italiani di lì a poco perduta. La stagione declinante del Rinascimento era ormai in corso.   Così, continuando il ragionamento di questi signori, il quale in tutto approvo e confermo, dico che delle cose che noi chiamiamo bene sono alcune che simplicemente e per se stesse sempre son...

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