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Un’altra repubblica. Palcoscenici con i disabili

Una danzatrice di fama internazionale danza assieme ai disabili   Natsu Nakajima è un’esponente importante della seconda generazione del mondo del Butoh, una dei diretti discepoli di Tatsumi Hijikata e di Kazuo Ono, i leggendari fondatori di questa disciplina d’avanguardia giapponese. Trasferitasi a New York prima di compiere 40 anni, per oltre dieci anni si è esibita attivamente sui palcoscenici di tutto il mondo. Ma nonostante i molti successi e riconoscimenti, dopo anni di attività artistiche dove la perfezione richiesta era unicamente sul piano estetico, si sentì svuotata e circa vent’anni fa ha fatto rientro in patria. Da allora, accanto alle sue ricerche coreografiche, ha cominciato a insegnare danza a persone portatrici di handicap.     Perché una danzatrice riconosciuta nel mondo si mette a lavorare con i disabili? In realtà scopriamo in questa sua scelta una sorprendente coerenza di ricerca corporea.   Una scena della lezione del Corso per la Mente e per il Corpo di Yotsuya. Nakajima sta dando indicazioni per la ginnastica delle dita. Tutto viene accompagnato da ritmiche parole...

Bambini fragili

Insegno da sette anni. Ho iniziato con le supplenze, per gioco e soprattutto per avere un doppio canale, accanto a quello che nei primi Duemila mi appariva come il mio lavoro principale: lo studio, la ricerca, ma anche la scrittura, la traduzione. Dopo un anno di pausa passato a chiedermi dove andare e cosa fare, ho cominciare a fare sostegno ai disabili (al momento giusto ciò che deve ci trova sempre), e quello è stato il momento in cui ho cominciato a fare sul serio. Fin dal primo giorno la scuola è stata per me il luogo in cui agire tutte le mie contraddizioni e imparare, io nella relazione con i miei alunni (io prima ancora dei miei alunni) a non tremare davanti ai compiti difficili e a fare ciò che si deve nel migliore possibile dei modi. Queste note sono nate dalla riflessione su una faglia tra felicità e nevrosi che, pur non essendo né comoda né facile, tutto sommato mi sembra un buon posto in cui stare, oltre che l'unico possibile.   Quando comincia la scuola, nessuno pensa alla sua fine. Durerà in eterno, e sembra certo. Quando la scuola finisce, non sembra possibile che debba ricominciare, prima o poi...