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editoria digitale

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L’arraffalibri, il pirata e l’editore

L’arraffalibri, il pirata e l’editore stanno seduti allo stesso tavolo, e brindano alla salute. Non è l’incipit di una barzelletta per addetti ai lavori, ma una possibile descrizione figurata di certe dinamiche complesse dell’economia immateriale del libro, che la retorica legalista del discorso ufficiale sulla condivisione di contenuti digitali tra pari tende a occultare. Presto, però, la strana intesa tra personaggi in apparenza tanto diversi potrebbe diventare di dominio pubblico, banale e scontata quanto uno status o un tweet, grazie a BookGrabbr, web app lanciata nel maggio scorso al Book Expo America di Chicago. L’idea è che il lettore possa letteralmente “arraffare” (to grab) un libro digitale, a patto che lo faccia in pubblico, che cioè pubblicizzi sui social di aver conquistato il bottino. Quando condivide il libro che vuole accaparrarsi, peraltro, ciascuno rende disponibile quel contenuto digitale anche ai propri contatti e ai contatti dei suoi contatti, rendendo tutti quanti, su una curva esponenziale, potenziali “arraffoni”. Legalmente.     Ma perché un autore o un...

La cura e la passione per l’editoria

Quando si prova a ragionare sul futuro di qualcosa, di qualsiasi cosa, ci si inviluppa quasi sempre in un’infelice polarizzazione: le opinioni più svariate – perché, ricordo, quando si parla del futuro abbiamo solo opinioni, e nessuna certezza – si agglutinano come elettroni nostalgici intorno a due posizioni di per sé opposte. É successo lo stesso con la diffusione degli ebook, i libri digitali: all’angolo destro i sostenitori indefessi del libro di carta, i partigiani della cellulosa, gli sniffatori di copertine, gli editori sbeffeggianti; all’angolo sinistro i futuribili promotori della lettura in digitale, i devoti di ciò che vuole la tecnologia, gli scartati alle selezioni della pubblicazione che nel digitale trovano la loro rivalsa. Succede. Poi finalmente arriva il momento della pace, della sintesi dialettica, degli assestamenti: si piangono le vittime – come in ogni scontro ci sono sempre delle vittime – e le cassandre si fanno belle con i “ve l’avevo detto io”.   Chi ha a cuore il destino dell’editoria farebbe bene allora a dotarsi di pazienza e precisi...

Cultura e finanziamenti: verso un nuovo paradigma

Quali forme economiche deve darsi la cultura? Sapendo che il modello del finanziamento pubblico che ha funzionato per tanti anni è ora entrato in crisi (per cattiva gestione e per mancanza di fondi) quali nuove possibilità si possono immaginare? Cosa è realistico attendersi? Come sta cambiando il panorama?   A nostro (di doppiozero, intendiamo) parere sono questi i fondamentali nodi da sciogliere per poter fare cultura negli anni a venire. E su questi temi svilupperemo nei prossimi mesi una serie di momenti di riflessione, anche condivisi e analogici, che contribuiscano a dirimere la questione efficacemente e senza cedere a facili semplificazioni. La partecipazione di doppiozero alla tre giorni dell’OCA - Officine Creative Ansaldo ci ha dato la possibilità di ragionare su questi temi assieme ad alcuni nostri autori ed amici, in un workshop dal titolo “La trasformazione della cultura: empatia e/o soldi?”. Per chi non c’era, annotiamo di seguito alcune delle considerazioni emerse durante l’incontro: un primo, piccolo contributo all’importante dibattito sul futuro della cultura.   I problemi...

A ogni lettore il suo e-reader

Tra le prime cose che mi hanno insegnato alla scuola di biblioteconomia ci sono state le leggi del matematico e bibliotecario indiano Shiyali Ramamrita Ranganathan. Una di esse recita: “a ogni libro il suo lettore” (corollario: “a ogni lettore il suo libro”). Semplice e quasi lapalissiano. Con questa affermazione Ranganathan ha inteso ricordare ai bibliotecari come l’atto di leggere e l’alchimia tra libro e lettore sia un processo complesso.   Ci ho ripensato spesso in questi ultimi tempi in cui di ebook si parla tanto. Non è certo la prima volta che il modo di leggere e fruire dei libri cambia. Come ci ha spiegato Maryanne Wolfe in un bellissimo libro dal titolo “Proust e il calamaro”, l’atto stesso di leggere non è innato ma è solo grazie alla plasticità cerebrale che il nostro cervello, evolvendosi, ha specializzato un’area per permetterci di compiere questa azione. Non abbiamo sempre letto nello stesso modo; la lettura silenziosa è relativamente recente e le parole non sono state sempre separate tra loro, come ha avuto modo di sperimentare chiunque ha avuto modo di leggere...

Ebook: il format e il formato

Da un paio d’anni il mondo dell’editoria discute di ebook, ed è anche il tema del Salone del Libro di quest’anno. Cosa ne sarà dei libri? è la domanda. Giusta, peraltro.   Il problema è che, a ben vedere, tutta la discussione sugli ebook attualmente in corso si sviluppa attorno a questioni tecniche ed economiche: da chi farli vendere e dove, come distribuirli, su quale device, in quale formato, con quali percentuali di guadagno e, soprattutto, come gestire i diritti. Messa così, la discussione rischia di rivelarsi inutile.   In primo luogo i libri sono un prodotto culturale, il piano tecnico è irrilevante. Prima c’erano le pergamene, poi si è pensato che fosse più comodo tagliare i fogli e metterli l’uno sopra l’altro. Un giorno sono arrivati i blog, che hanno levato le pagine e ci hanno fatto tornare alla pergamena (scroll). Ora ci sono gli ebook, che non sono altro che dei blog, ma di nuovo tagliati per pagine (tecnicamente, infatti, un ebook non è altro che un foglio html in cui ogni tot righe c’è un’interruzione, e pagina successiva)....