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@ Ray Tomlinson

Per gli italiani è la chiocciolina, per i russi un cagnolino, i greci ci vedono un papero, i tedeschi una scimmia che afferra un ramo, i coreani un mollusco, i giapponesi un vortice, gli israeliani un dolce arrotolato. Si sta parlando di @. Il suo nome inglese è at ed è diventata famosissima grazie alla posta elettronica. È bastato il gesto di un ingegnere elettronico americano, Raymond Tomlinson, detto Ray, scomparso ieri a 74 anni, che la vide su una telescrivente. Era un semplice carattere sulla tastiera, poco utilizzato e collocato sopra la lettera P. Ray non sapeva che aveva una storia antica, semplicemente gli piacque e per giunta non la usava nessuno. La telescrivente era un modello della American Telephone and Telegraph (AT&T); ma @ era già in circolazione dal 1882. Lo tirò fuori dal mazzo dei segni, come scrive Massimo Arcangeli in un breve saggio, Biografia di una chiocciola. Storia confidenziale di @ (Castelvecchi), e lo espose sulla piazza virtuale nel mese di ottobre del 1971. Scrivere @ è come scrivere “presso”; in italiano: c/o. La sua funzione è di separare in un indirizzo di posta elettronica il nome di chi utilizza (user name) da quello del “contenitore...

L'agente immobiliare

È una mattina di fine luglio e sono al lavoro. L’ufficio è bollente, i pessimi infissi e il cemento delle pareti sprigionano tutto il caldo immagazzinato durante la notte, quando lo stabile è chiuso e i condizionatori rimangono spenti. Da un mese, o giù di lì, io e la mia compagna ci siamo messi in cerca di una nuova casa. Non vogliamo solo cambiare casa (il bambino cresce e gli spazi sembra che si rimpiccioliscano ogni giorno di più), vogliamo cambiare quartiere, vita. Abbiamo pochi soldi e molte pretese, e le idee niente affatto chiare.   Un tempo, per trovare casa, si avevano tre possibilità: 1. Indossare un paio di scarpe comode e fare la ronda per ore, sbirciando i cartelli con scritto Vendesi appiccicati sui portoni dei palazzi e sui pali della luce; 2. Comprare un giornale di annunci immobiliari; 3. Rivolgersi a un’agenzia. Oggi la rete è piena di portali specializzati, ma nonostante ciò abbiamo pensato di non precluderci la terza possibilità.   Così, verso le nove e mezza, la mia compagna mi telefona in ufficio e mi dice: “Ha chiamato l’...

La classe creativa va in vacanza

Tra poco staccherò la spina. Imposterò il risponditore automatico sul mio account email: “Sono disperso da qualche parte sui monti del parco nazionale del Gran Paradiso. Non rispondo fino al 10 agosto”. È quasi la fine di luglio, la mattina apro il computer e mi chiedo come mai mi arrivino così poche email. È il segnale che anche gli altri, intorno a me, stanno staccando la spina. Per fortuna. Vuol dire che il lavoro per cui viviamo non ci ha ancora del tutto sopraffatto.   Jonathan Crary ha sostenuto recentemente nel saggio 24/7. Late Capitalism and the end of Sleep che il mix di capitalismo, informatizzazione del lavoro e connessione continua alle reti di comunicazione digitali non solo sta facendo scomparire il tempo libero ma sta anche penetrando nel dominio del sonno. Siamo, secondo Crary, una società senza più tempo libero, senza distinzione tra spazi di vita e spazi di lavoro, e ora anche deprivata del sonno necessario: se il capitalismo degli albori si era annesso il tempo di lavoro degli operai estraendone quel surplus che sarebbe andato ad accumularsi sotto forma di nuovo capitale, il capitalismo...

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