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giornalismo

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Ragazzo, non fare il giornalista!

Avete mai visto un diciottenne con un quotidiano in mano? Pensateci: avete mai visto una persona fra i quattordici e i venticinque anni entrare in edicola? Se è successo, avete assistito a una rarità. Non si tratta di criticare gli adolescenti di oggi e il loro presunto disinteresse verso la cultura. Tra quelli della loro età, chi si vuole informare e intende leggere le notizie (e ce ne sono) lo fa su internet. Gratuitamente.   A nessun ragazzo passerebbe mai per la testa di andare in edicola ad acquistare un quotidiano. Perché farlo? Le notizie sono lì, gratis sul computer e sul cellulare. Siano essi appassionati di calcio o perché no, vogliano interessarsi per la prima volta alla politica o agli affari esteri (esiste ancora questo tipo di giovani, anche ai giorni nostri, e non bisogna metterlo in dubbio), lo farebbero su internet. Mai e poi mai andrebbero in edicola a comprare la Gazzetta dello Sport, la Repubblica o Internazionale. D’altronde sono tutti e tre accessibili su internet. Certo, hanno alcuni contenuti a pagamento, ma quello che lasciano disponibile gratis sulla rete è più che sufficiente per...

Apocalissi dietro di noi

Un umorismo etico: ecco, molto in sintesi, lo stile di pensiero che Roberto Alajmo mette in gioco nella sua opera letteraria e saggistica, giornalistica e umana. A ripercorrere i molti libri che ha pubblicato – dal Repertorio dei pazzi di Palermo a Cuore di madre, da Notizia del disastro a L’arte di annacarsi –, ma anche a seguire la sua densa attività di cronista ed editorialista, ci si accorge facilmente come il suo sguardo costitutivamente irrisorio nei confronti del mondo si mescoli sempre, non senza ricercati stridori, con una coscienza morale trasbordante nei riguardi di uomini e cose, fatti e situazioni. Si ride parecchio, con gli scritti di Alajmo, e ci si incazza altrettanto. Cosa non nuova, anzi per certi versi classica, nella storia letteraria, ma ogni volta rafforzata da una serie d’altre evidenti ricorrenze nello stile intellettuale e linguistico di questo cittadino palermitano tipicamente fuori posto: l’ossessione dell’elenco (che tende verso un’esausitività palesemente maniacale), quella della trasmigrazione dei generi (che gli permette di zompare dal racconto al romanzo, dal teatro all’elzeviro),...

Gladwell, scrittore post-Apple

Malcom Gladwell ha poco meno di cinquant’anni, scrive articoli brillanti e acuti sul “New Yorker”. Nelle foto che compaiono nei suoi libri – quattro sin qui – appare come un giovane con i capelli crespi e la pelle leggermente scura; somiglia, seppur vagamente, a Michael Jackson. È figlio di una giamaicana, psicoanalista, e di un inglese, professore di matematica, e rappresenta in tutto e per tutto l’anti-Tom Wolfe, ovvero quello che è diventato il giornalismo americano di punta negli ultimi vent’anni. Gladwell ha un grandissimo talento, quello di insinuarsi nei luoghi comuni e di ribaltarli, o almeno di farli ruotare di novanta, o più, gradi. Da poco è stato tradotto in italiano il suo ultimo libro, What the Dog Saw (Avventure nella mente degli altri, Mondadori), una raccolta di suoi pezzi apparsi sul “New Yorker” tra il 2000 e il 2006, piccole e saporite indagini: perché ci sono tanti produttori di maionese mentre il ketchup della Heinz è unico e risulta insuperabile? cosa voleva davvero fare John Rock, il cattolico che ha creato la pillola anticoncezionale? come è stato...

Il Web non-lineare. Otto mesi di Web Analysis

Dalla primavera del 2011, quando abbiamo inaugurato lo spazio di Web Analysis, sono cambiate molte cose. Il panorama mediatico italiano sembra aver iniziato a scongelarsi, e molti si sono improvvisamente resi conto che sono passati quasi vent’anni da quel gennaio del 1994 in cui le televisioni hanno trasmesso per la prima volta l’inno di Forza Italia – consegnando il paese ad un lungo sonno a reti unificate. Molti hanno visto un’assonanza tra le rivoluzioni della primavera araba, gli indignados spagnoli, il movimento Occupy, e quello che è accaduto in Italia con l’arrivo del “vento arancione” delle elezioni di Milano e Napoli e dei referendum. Tutti fenomeni apparentemente poco prevedibili, caratterizzati dalla spontaneità e dalla partecipazione civica. Nuove forme di mobilitazione, succedutesi nel giro di pochi mesi e che hanno avuto i nuovi media come strumento privilegiato, hanno colto di sorpresa tutti gli osservatori che guardavano esclusivamente al gioco che stavano giocando i “grandi” attori.   La verità è che negli anni del berlusconismo, al di là del sogno provinciale ad...

Reds

L’elezione alla presidenza degli Stati Uniti di Ronald Reagan, rappresentante della destra repubblicana, segnerà la diffusione in tutto il mondo occidentale dell’ideologia ultra liberista i cui guasti sono alla base della crisi economica attuale. Quelli di Reagan, è il caso di dirlo, furono gli otto anni che sconvolsero il mondo.   Reagan era stato preceduto dall’inconsistente Carter, e prima ancora da Ford e dal poco raccomandabile Nixon, tuttavia il risveglio quella mattina per l’America liberal e dissidente fu traumatico. Quelli erano ancora gli anni di John Lennon e Yoko Ono, della New Hollywood e di film come Manhattan in cui Woody Allen metteva in scena esplicitamente un rapporto di coppia tra un maturo intellettuale ed una ragazza minorenne (impensabile anche oggi), e infiniti potrebbero essere gli esempi di vivacità culturale, di lotta sociale, di attenzione alle minoranze che in quegli anni scorrevano nelle vene della, seppur conservatrice, società americana.   Con Reagan il colpo sarebbe stato letale perché non solo i reazionari restavano saldamente al potere, ma perché la sua politica da ex...

Il potere del noir

Le belve, il nuovo libro di Don Winslow che arriva oggi in Italia, è un film imperdibile. E il fatto che Oliver Stone ne stia girando l’adattamento cinematografico è un dettaglio quasi secondario. L’ultima fatica di quello che James Ellroy definisce (con generosità, ma senza esagerare) un “maestro”, viaggia sul filo dell’immaginario da grande schermo sin dalle prime pagine e arriva in fondo mantenendo le promesse. C’è la California del surf, delle belle donne, della dolce vita e dei soldi facili e c’è il Messico crudele dei narcotrafficanti. Lungo il confine di queste due fragili faglie si muovono personaggi così veri, così reali che non puoi evitare di vederli vivere (e spesso morire) accanto a te mentre leggi. Ed è una fatica quasi fisica abbandonare il libro, come appunto nessuno si sogna di uscire da un cinema a proiezione in corso. La sala resta buia per tutta la lettura, che corre veloce, quasi banale. Uno stile che sembra facile, ma che è figlio di tanta fatica e ancora più lavoro, come spiega lo scrittore americano. Alcuni critici parlano di Le belve citando...

Raccontare ai tempi del 2.0. Curation services e nuove forme del giornalismo in Rete

Nell’era dei social network il giornalismo ha subito alcune rilevanti variazioni, destinate ad avere sempre più largo corso nel nostro futuro. Sarà questo il tema del mio intervento, in cui cercherò in particolare di tracciare il percorso che ha portato all’emergere dei curation services: piattaforme che permettono di selezionare, aggregare e presentare in forme narrative articolate le notizie che provengono dalla Rete e dai social network. Su Wikipedia c’è una pagina, dedicata a Andy Carvin, in cui si ricorda come questo senior product manager for online communities della NPR (prima nota come National Public Radio, una sorta di “servizio pubblico” radiofonico americano) sia diventato un’agenzia stampa 2.0 su Twitter (ed ora che “2.0” l’ho scritto possiamo passare alle cose serie). Carvin ha seguito sin dalla fine del 2010 su Twitterle rivolte nordafricane, sviluppando un largo seguito e usando al meglio i suoi precedenti contatti per fornire un importante servizio in tempo reale di informazione e verifica delle numerosissime notizie, prima di tutto in forma di tweet, che provenivano da quei...