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Il gattopardo

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L’indimenticabile Nicòle Finzi-Contini / Bassani. Ritratto di uno scrittore

Uno dei tanti effetti perniciosi della caduta del gusto estetico, ossia della confusione tra i gioielli e la bigiotteria, è l’incapacità sempre più diffusa di distinguere l’insulto gettato alla cieca dalla satira, o comunque dalla critica magari unilaterale e violenta ma acuta: genere nel quale, come in qualunque arte, intuizione, forma e contenuto si fondono per produrre un aumento di conoscenza. Quando Franco Fortini, in uno dei suoi epigrammi anagrammatici e allitteranti, fa rimare il nome di Stefano Agosti con “Da immani fumi minimali arrosti”, coglie con felice economia stilistica il punto debole di un accademico che sforna ponderosi tomi di chiose semiologico-analitiche per stringere appena qualche scialba tautologia.   Quando Giovanni Raboni dice che Pasolini è stato poeta in tutto fuorché nelle sue poesie, ci consegna una stroncatura faziosa ma penetrante, vista l’effettiva pretesa, da parte dello scrittore corsaro, di redimere le opere fallite o difettose col carisma del proprio personaggio. Semplicemente insipida, dato che esprime un giudizio generico e non individualizzante, come ogni caricatura riuscita dovrebbe fare, è invece la battuta con cui i neoavanguardisti...

La donna della domenica quarantaquattro anni dopo

La donna della domenica di Fruttero e Lucentini si posiziona nella magica, e sempre più agognata, intersezione tra giallo e bestseller. La sovrapposizione, oggi quasi scontata dopo Camilleri e molti altri autori con buoni numeri di vendita, non lo era affatto nel marzo 1972 in Italia, dove tra l'altro mancava una solida ed emancipata tradizione dei generi. In tal senso La donna della domenica rappresenta un capostipite, come Il gattopardo per il romanzo storico, doppiato negli anni ottanta da Il nome della rosa. Accostabile Eco a Lucentini per l'origine neoavanguardista del Gruppo 63 e a F&L per l'attenzione alla narrativa popolare ottocentesca e a quella di massa nata nei sessanta del Novecento; l'uno con una vocazione teorica, i due con il pragmatismo dell'esperienza editoriale. L'attività di traduzione ha permesso loro l'accostamento al mondo anglosassone che ha inventato e sempre accolto in modo aperto e, per così dire, laico i generi. Segue la selezione antologica de L'ora di Fantascienza da aggiungere alla gloriosa direzione di «Urania» e, tra le altre, le Storie di fantasmi. Mani in pasta, sanamente...