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Internet meme

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Il meme che non fa ridere

Venerdì 4 settembre 2015. Scrivendo su Google le lettere “ay”, la prima parola suggerita dall’autocomplete è “Aylan”. Tutti sappiamo della foto del “bambino che dorme”, tutti abbiamo visto l’immagine che ha “commosso il mondo” e “scosso le coscienze”, pubblicata da tutti i quotidiani, mostrata da tutti i media, rimpallata tra le polemiche su tutte le bacheche di tutti i social. Tutti conosciamo il nome del bambino (“scognomato” come si conviene a praticamente tutti i “piccoli” costruiti dal discorso giornalistico), tutti ne conosciamo la storia. Aylan (in realtà, Alan) è entrato nell’enciclopedia globale: la sua voce su Wikipedia è stata creata la notte tra il 2 e il 3 settembre. Cioè, subito. Schema dell’immagine del “bambino che dorme” È da ingenui – o romantici del cinismo – pensare che la foto non avrebbe dovuto essere pubblicata. È un’immagine troppo fotograficamente e giornalisticamente perfetta. Un frammento della disperazione del mondo impaginato in una composizione di sorprendente essenzialità, rigore formale, compostezza. E per questo ancora più potente, perché capace di fare scattare immediatamente un meccanismo empatico, identificativo fortissimo: “...

:-) come emoticon

A chi non è capitato di sperimentare in prima persona situazioni di “messaggistica inter-generazionale” alla “When Parents Text”? Gli “Ok” di mia madre, per esempio, in risposta a messaggi più o meno chilometrici e dettagliati, sono diventati proverbiali per me e mia moglie. Per noi hanno ormai lo stesso effetto comico del colpo di pistola sparato da Indiana Jones in risposta alle acrobazie dello spadaccino. Le prime volte che ho ricevuto questi “Ok” ammetto però di essere rimasto un po’ così, perché non sapevo bene come interpretarli. Mi chiedevo: sono un semplice “Ricevuto”, un laconico “Va bene, figliuolo” o un implicito rimprovero (magari con sottinteso un mugugno di disapprovazione in stile Marge Simpson)?   When mama texts   Le emoticon servono a – cercare di – risolvere problemi di questo tipo. Sono strumenti impiegati nella comunicazione mediata (sms) e online (forum, chat, post) nati con lo scopo di disambiguare il tono delle affermazioni degli utenti ed evitare fraintendimenti e liti. La loro invenzione si fa risalire a un post di...