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Il tempo delle istruzioni

I frames del Natale sono noti. Comportamenti tipici, sequele preordinate di azioni e passioni, modi di dire e di fare, personaggi stereotipati. Ci sono quelli che finalmente si possono riposare, quelli che me ne sto solo a casa e vaff, quelli che mandano lo stesso sms o la stessa cartolina via mail a tutta la rubrica sentendosi tecnologicamente avanzati, quelli che tanto io me ne parto, quelli che un regalino anche piccolo va fatto a tutti, quelli che dopo le feste mi metto a dieta…. Passato lo tsunami festivo, si torna al tran tran in una condizione psicologica di sproporzionata euforia o assoluta tristezza, si ricomincia il ritmo solito, con le sue selezioni etiche e le sue rinunce esistenziali. Antropologicamente più interessante, forse, il tempo intermedio fra le feste e la ripresa, quei giorni sonnolenti e vuoti tra Natale e Capodanno che sono feriali senza esserlo, festivi senza esserlo. Che sono, in tutti sensi, neutri. Sono giorni in cui, in primo luogo, si cambiano nei negozi del centro i regali ricevuti, come quel pigiama dal colore troppo sgargiante, quel maglione fuori misura, quel disco che abbiamo già. E poi? Che fare poi? Poi, immancabile e...

In ricordo di Lidia De Federicis

  All’inizio della scorsa estate è scomparsa Lidia De Federicis. Ottantunenne, torinese, per lungo tempo insegnante di lettere al Liceo Gioberti, ha legato il suo nome al manuale di letteratura per la scuola superiore Il materiale e l’immaginario, progetto condiviso con Remo Ceserani. Un monumentale libro-antologia per il triennio, ormai mitologico, edito da Loescher nel 1981, rivoluzionario nell’impostazione e straordinario per l’offerta, capace di mettere in moto virtuosi circoli testo-critica e di fungere da soglia che dischiude mondi per moltissimi studenti. De Federicis lo considerava un’opera ‘illuminista’, nata nel mondo della scuola, e di fatto è il precipitato della sua attività letteraria e della passione civile e politica, nella sinistra socialista, nella Cgil, nel Comitato per la laicità della scuola.   Era un’intellettuale che ha sempre considerato strategico e prioritario il momento pedagogico ed educativo della scuola rispetto a quello della ricerca che pure ha praticato con gusto e perizia, a una certa distanza dall’Accademia. E dopo la scuola si è dedicata...