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Matriarcato / Il primato delle donne e il mito dei Mosuo

Mi ha colpito una pubblicità RAI per l’8 marzo 2021, festa delle donne. Proponeva lo slogan: “Un futuro egualitario è un futuro al femminile”. Era un modo per dire in maniera abbastanza esplicita che si vorrebbe un futuro (egualitario) sognato dalla sinistra a predominanza femminile. Le donne realizzerebbero finalmente la società egualitaria. Non eguaglianza solo tra uomini e donne, quindi, ma eguaglianza un po’ in tutto. In effetti “la giornata delle donne” fu un’iniziativa del partito socialista americano che risale al 1909. Questa festa insomma conserva un marchio di sinistra rivoluzionaria. (E non è un caso che in alcuni paesi ex-sovietici – come Russia e Ucraina – molti vorrebbero abolirla perché ricorda il passato sovietico.)   Da qualche tempo a questa parte si diffonde una teoria precisa, secondo la quale il sesso femminile è superiore a quello maschile. Anche se la natura di questa superiorità resta per lo più tema dibattuto. Quindi sarebbe meglio se le nostre società fossero dirette da donne piuttosto che da uomini. Sottolineo che si tratta di un pronunciamento soprattutto maschile; certamente anche molte donne lo condividono, anche se non possono dirlo...

Donne inadeguate

Dietro la storia de Le piene di grazia (Rizzoli 2015) sembra di cogliere gli echi delle molte donne vittime di violenza. È un grido forte, ma composto. Il silenzio delle pinete e il frinire delle cicale nascondono un terribile segreto, ma il suono dei lamenti risulta ovattato dalla bellezza del paesaggio, da una piccola comunità apparentemente integra e inoffensiva. Ritornano in mente i lucenti campi di grano tra i quali era imprigionato il bambino-ostaggio del celebre Io non ho paura di Niccolò Ammaniti. L’ambientazione del romanzo infatti rassicura e spaventa contemporaneamente; è lo specchio di un' Italia del sud chiassosa e stereotipata che preferisce celare i suoi soprusi nel silenzio dell’omertà.   La realtà tratteggiata dall'autrice da una parte si rivela una piacevole madeleine che riporta involontariamente alla memoria il folklore del meridione, il pane con le olive e le buffe superstizioni di paese, dall'altra prende la forma di una vicenda di cronaca in cui si consuma un atroce femminicidio. Tra processioni e pranzi domenicali – “Ho mangiato la pasta e il bis della pasta. Ho mangiato le salsicce e le braciole. I peperoni, il formaggio, il salame. Ho mangiato tutto...