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Mito della Caverna

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Tanto più forte è la luce, tanto più agiscono i demoni meridiani / Ombra

Luogo fondativo del teatro filosofico, il mito platonico della caverna dispiega le coppie oppositive a cui l’Occidente è rimasto fedele. Gli uomini in catene non vedono se non le ombre proiettate dal fuoco sulla parete di fronte; sedotti dalle immagini sullo schermo, prendono per verità “vacuità prive di senso”, confondono la parvenza con la realtà, la sbiadita ripresentazione/rappresentazione con la luminosa e stabile identità. Sempre in attesa dell’alba chiara in cui finalmente vedremo Dio (e le sue varianti) faccia a faccia, la filosofia rinnova il gesto sacrale del sacerdote: squarciare il velo per scorgere al di là dell’apparenza ingannevole, portare alla “pianura della verità” quanto si cela nell’ombra menzognera. Aletheia, la verità greca, è appunto un disvelare, un portare all’evidenza il nascosto, sfuggendo alla condizione impura delle immagini incantatorie. L’ombra platonica (skia) condivide l’ambiguo statuto dei riflessi, parvenze senza consistenza, abitatori del regime notturno in cui prendono vita illusoria le immagini evanescenti dei sogni: non è forse “sogno di un’ombra […] l’uomo” (Pindaro)? L’ombra è un’entità minore, definita per negazione rispetto all’oggetto...

Leviathan. L'invisibile abisso del politico

«Ogni cosa è un segno». Questa breve sentenza, che certamente in certi ambienti di cultura “umanistica” è ormai, se non condivisa, molto nota, lascia invero al senso comune (e al senso comune di chiunque, financo del soggetto che la sostiene nei suoi momenti “impegnati”) un sapore di astrattezza e di confusione. «Come sarebbe, risponde l’uomo della strada, una cosa è una cosa – poi ci sono delle cose che fungono pure da segni. Ma che tutto sia segno, suvvia, lo si può sostenere solo per amore di paradosso, di provocazione, ma nessuno davvero ci crede!».   Che le cose si muovano davvero così e non invece altrimenti da come per lo più le si immagina è in realtà niente affatto scontato, ma sarebbe una lunga strada, che non possiamo con tutta evidenza imboccare qui. Basti però ricordare che, ogni volta che noi stiamo in una situazione concreta e determinata, incontriamo sempre gli oggetti non isolatamente, ma in un sistema di rimandi che fa di ognuno di essi ciò che è solo in un rilancio simile a quello che comunemente si intende come “...