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Le nuove frontiere della finanza etica

Qualche anno fa, quando ancora era all’apice del settore bancario, di cui era considerato il manager più capace, Alessandro Profumo sorprese una platea di studenti dichiarando che «lavorare in banca è noioso». Non aveva torto. E la considerazione vale anche per la finanza etica. Che, comunque la si guardi, significa fondamentalmente acquistare e rivendere denaro. Se non siete Ebenezer Scrooge è difficile trovarlo divertente.   Per fortuna nella finanza etica c’è qualcosa che va oltre. È, o dovrebbe essere, la permanente tensione verso la ricaduta concreta, diretta, delle operazioni realizzate nei confronti degli obiettivi sociali che ci si è dati. Qualcuno parla anche di impatto. Che però non sempre è così visibile. Un conto è una pratica di affidamento, con la quale prestiamo denaro a soggetti cui con tutta probabilità altre banche non avrebbero dato alcuna fiducia. Vediamo con i nostri occhi l’effetto prodotto da quel prestito, possiamo seguirne le evoluzioni nel tempo, gestirne le relazioni che ne derivano. Altro è un bonifico, la gestione di un dossier...

Contro il no profit. A che pro?

Pubblichiamo con piacere la replica di Giovanni Moro alla recensione al suo libro scritta da Nicola Villa e che potrete leggere qui.     Nella sua recensione pubblicata in questo sito qualche settimana fa, Nicola Villa giudica il mio libro Contro il non profit «un testo in ritardo, fuori tempo massimo, un’occasione persa», e ancora «deludente e superato». Ohibò. Sinora mi ero solo sentito dire: "È il libro che avrei voluto scrivere", e: "Finalmente qualcuno ha tirato il sasso nello stagno". E le stesse critiche di alcuni addetti ai lavori mi hanno fatto pensare che il libro almeno un po’ abbia colto nel segno. In questo caso, invece, il mio lavoro riceve una vera e propria stroncatura globale, che va dal linguaggio ai contenuti.   Non conosco il recensore né il suo lavoro e di questo faccio ammenda. Però cerco di capire le ragioni di tanta hybris, non prendendo nemmeno per un attimo in considerazione la ipotesi che essa sia dovuta al semplice gusto di stupire e di cantare fuori dal coro. Sfuggo quindi alla tentazione alla moda di dire che me ne farò una ragione, perch...

Giovanni Moro: contro il non profit, ma in ritardo

Nella Bibbia si legge che quando Gesù andò verso Gerico, Zaccheo, che era basso di statura, salì su un albero di sicomoro fuori dalla città per vedere per primo il profeta e annunciare alla popolazione della città il suo arrivo. Il "vedere prima" non è una caratteristica degli individui egoisti, ma al contrario è una dote di quei soggetti sociali che capiscono prima degli altri il nuovo, le trasformazioni del proprio tempo. Con altre parole Margareth Mead alla vigilia del '68, analizzando il nuovo ruolo degli studenti, parlava in modo più calzante di prefiguratori. Il "vedere prima" è stato il talento dei nuovi soggetti sociali in diverse epoche storiche, e anche una responsabilità delle avanguardie politiche e sociali. Per questo, si potrebbe dire, Zaccheo è uno dei primi avanguardisti sociali della storia, o almeno il simbolo di questi.   Dalla saggistica sociale e politica ci si aspetta questa capacità. Il saper leggere, prima di tutti, i cambiamenti e le tendenze della nostra realtà sociale. Tuttavia, leggendo Contro il non profit, il provocatorio pamphlet...

La forza aggregante di una comunità attiva

Segue l’approfondimento sull’argomento delle Fondazioni di Comunità, frutto della collaborazione fra le redazioni de il Giornale delle Fondazioni e Doppiozero. Ascoltiamo le parole di Paola Pessina, Consigliere della Fondazione Comunitaria Nord di Milano, membro della Commissione di Beneficenza di Fondazione Cariplo e in passato Sindaco di Rho, che ci racconta come l’istituzione è nata e lavora nella metropoli lombarda.       Come nasce Fondazione Comunitaria Nord di Milano? Con quali obbiettivi?   Fondazione Comunitaria Nord Milano è una delle ultime nate tra le 15 ad oggi promosse dal progetto di Fondazione Cariplo, partito già nel 1998. Quest’anno compirà 8 anni di vita, e dall’ottobre 2012 ha acquisito anche la qualifica di Onlus. Come le Fondazioni sorelle, ha lo scopo di diffondere la cultura del dono e migliorare la qualità della vita della comunità di riferimento: comunità di hinterland, nello specifico, densamente popolata e non omogenea. E questo spiega il perché della sua nascita relativamente recente: sul piano sociologico, le aree...