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A Venezia la mostra dedicata al grande fotografo / I nudi iperrealisti di Helmut Newton

È una delle più famose fotografie di Helmut Newton. Non a caso l’invito della mostra, che si apre oggi a Venezia (Helmut Newton. Fotografie. White Women Sleepless Nights Big Nudes, Tre Oci), lo presenta come un emblema del suo lavoro. S’intitola: Autoritratto con la moglie June e le modelle. Lo scatto è del 1980. Si vede la modella di schiena, le sue natiche in primo piano, il braccio e la mano appoggiata ai fianchi, mentre l’intero corpo nudo si riflette nello specchio al centro della foto: un’immagine dentro l’immagine, il davanti e il dietro; ma anche il cambio di dimensione: la donna in primo piano è più reale di quella riflessa nello specchio; la seconda donna è più “immagine” della prima. Fotografata di schiena è nuda, mentre di fronte è un nudo. In fondo allo specchio, dietro alla modella, c’è poi lui, il fotografo. Indossa un’impermeabile e sta guardando dentro l’obiettivo della macchina fotografica. Sul lato, sempre dentro lo specchio, s’intravedono due gambe nude che indossano scarpe dai tacchi altissimi; sul lato opposto, fuori dallo specchio, ma sempre dentro il riquadro della fotografia, c’è un’altra donna. È June, la moglie di Newton, è vestita e seduta su una sedia...

Femen. L'Ucraina non è in vendita

Ukraine Is Not a Brothel,  l’Ucraina non è un bordello. È questo il titolo originale del documentario d’inchiesta sul gruppo “femminista” ucraino (oggi parigino) Femen, firmato dall’australiana Kitty Green e dal 12 giugno visibile anche in alcune sale italiane.   Chissà perché il nostro distributore, I Wonder Pictures di Bologna, ha sentito il bisogno di edulcorare (e falsare) il titolo di un’operina che rispecchia senza travestimenti teorici la strategia mediatica e le armi comunicative delle quattro attiviste ucraine fondatrici di Femen – Inna Shevchenko, Sasha Shevchenko, Anna Hutsol, Oksana Shachko – e del loro guru o leader storico, Viktor Svyatskiy.   Chi andasse a vedere il film per sapere quali sono i moventi e i riferimenti politici e intellettuali del gruppo si disponga placidamente a essere deluso da un lato e incitato a pensare in proprio dall’altro. Le attiviste Femen, belle e astratte come manichini, incorporee benché il loro strumento di lavoro sia proprio il corpo, gelide e ardite come kamikaze, non sanno dire granché di se stesse, delle forme di...

Pasolini ritratto da Dino Pedriali

Elio Grazioli e Marco Bazzocchi presentano il volume che raccoglie gli scatti di Dino Pedriali dedicati a Pier Paolo Pasolini (Johan & Levi, pp. 128, 38 €, progetto grafico Studiopaola ).   Oggi la Triennale di Milano inaugura la mostra Pier Paolo Pasolini con fotografie di Dino Pedriali.     Durante la seconda e terza settimana di ottobre del 1975 un giovanissimo ma già acutissimo Dino Pedriali ingaggia un corpo a corpo fotografico con il grande Pier Paolo Pasolini, all’apice del suo successo, che verrà assassinato di lì a pochi giorni. Una prima sessione fotografica ha luogo a Sabaudia, nello studio del Poeta, intento al lavoro, per le strade della città, in automobile – la “mitica” Alfa 2000 – e a piedi. Una seconda sessione si tiene pochi giorni dopo nella casa immersa nella vegetazione che il poeta ha fatto costruire ai piedi della Torre di Chia, vicino a Viterbo, cui Pedriali dedica alcuni scatti. Qui Pasolini di nuovo scrive, disegna anche, poi dialoga silenziosamente con il fotografo, guarda in macchina, lo fissa, infine si spoglia e si muove per casa...