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parodia

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Bruno Bozzetto. 78 anni di idee con linee attorno

Cannes 1958. Pietrino Bianchi, leggendario critico cinematografico, esce a metà dalla visione di un film che ha come protagonista Sofia Loren e si avvia verso l’albergo. A un tratto è attirato dalla musica proveniente da un’altra sala di proiezione. Entra e si siede. Proiettano Tapum! La storia delle armi. Dura solo tredici minuti. La proiezione lo entusiasma. Va dritto in albergo e scrive il suo pezzo che esce il giorno successivo sul quotidiano “il Giorno”. Vi esalta l’autore del cortometraggio, Bruno Bozzetto, un giovane di vent’anni.   Il pezzo di Bianchi sancisce la nascita di un nuovo regista. Nato il 3 marzo 1938 a Milano, Bozzetto è uno dei molti geniali inventori italiani, in gran parte autodidatti. La sua carriera di disegnatore e regista è infatti inconsueta; iscritto a geologia, passa a giurisprudenza, ma dopo pochi esami lascia. Sta già girando dei film sul mondo degli insetti, sua grande passione: Piccolo mondo amico (1955) e  A filo d’erba (1957). Li ha girati inventandosi, con l’aiuto del padre, Umberto, una tecnica di ripresa casalinga: per tutta la vita sarà un...

Omnia vincit social

L’unica famiglia naturale è quella composta da due Marò arcobaleno   Mentre scrivo queste righe, il pomeriggio di sabato 27 giugno 2015, la mia homepage di Facebook è tappezzata di bande colorate: rosso, arancio, giallo, verde, blu e viola. Oggi, in molte città italiane, inclusa quella in cui vivo, Torino, si svolge la parata del Gay Pride, di cui la bandiera arcobaleno è il simbolo dalla fine degli anni Settanta. Ma il motivo di questa euforia cromatica socializzata, pure legata strettamente al movimento LGBT, è diverso ed esula dalla annuale ritualità legata alla manifestazione.   Ieri, 26 giugno, una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha sancito l’inalienabilità del diritto al matrimonio per tutti i cittadini che vivono sul territorio americano, conferendo pari dignità, come titola l’apertura del New York Times (“Equal Dignity”), al matrimonio eterosessuale e a quello omosessuale. Si tratta di una sentenza storica, che il social network più popolare non ha perso l’occasione di festeggiare: sulla pagina Let’s Celebrate Pride è possibile...

Petronio 2.0

Cos’è un classico? È un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire (Calvino). Cos’è un classico? È un contemporaneo del futuro (Pontiggia). E allora non ci si può stupire che sia uscito in questi giorni per Mondadori un romanzo che si rifà scopertamente al Satyricon di Petronio. Così scopertamente da riprenderne pari pari il titolo, con l’aggiunta però di un significativo 2.0.   Se l’autore del testo, Gian Mario Villalta, invita il lettore a questo gioco – che è quello, piuttosto serio, di misurare l’attualità dell’opera petroniana, cioè di vedere in che misura un’opera di duemila anni fa si presta ad essere usata come guida per il presente – accettiamo l’invito e stiamo al gioco.   Il Satyricon di Petronio è un romanzo (ci si passi l’anacronismo) di scholastici. Questa parola può valere sia per studenti, sia per studiosi sia, pure, per semplici frequentatori abituali di scuole di retorica. Il mondo che si squaderna nell’opera petroniana, mondo di proverbiale decadenza e depravazione, viene...

Roberto Cuoghi. La caricatura dell’identità

Identità ribaltata, deformazione, esplorazione del singolare. Leitmotiv che ormai conosciamo bene se pensiamo ai lavori di Roberto Cuoghi. Considerato uno dei più interessanti esponenti della ricerca artistica italiana, Cuoghi si è affermato creando un linguaggio artistico molto personale e riuscendo a lavorare con tecniche diverse, dalla fotografia al video, passando per pittura, disegno, fino al suono.     L’investigazione dell’identità è un tema che appartiene alla società di questi ultimi decenni e l’arte, come spesso accade, se ne fa portavoce. Riuscire a indagare la propria individualità nelle sue forme molteplici è un’impresa labirintica che a volte genera lavori affascinanti e a volte lascia perplessi. Il concettualismo che regola l’arte di Roberto Cuoghi è sicuramente molto denso, finanche serio e, forse, fin troppo analitico e cerebrale.   Probabilmente il suo lavoro più famoso è la scelta, all’età di ventiquattro anni, di trasfigurarsi nella persona di suo padre, modificando le sue sembianze con barba e capelli grigi oltre...

Two bees or not two bees: convegno sulla traduzione del nonsense

Siamo sicuri che “Lei vende conchiglie sulla spiaggia” sia la giusta traduzione dello scioglilingua inglese “She sells sea shells on the sea shore”, e che invece “Se scii senza scienza sei solo scema” non lo sia per niente? E come si possono tradurre in altre lingue “Il barbone rampante”, “Il bisonte dimezzato” o il fin troppo attuale “Cavaliere inefficiente”? Impossibile? Ma esistono traduzioni davvero impossibili? E, di contro, quali sono le traduzioni possibili? Ancora: come rendere in italiano “Two bees or not two bees”? “Due api o non due api” è meglio di niente, ma non aiuta molto. È evidente a tutti il gioco di deformazione sul dubbio di Amleto, grazie al quale, con minimi scarti grafici e fonetici, il verbo essere (to be) si trasforma in due api (two bees). “Tessere o non tessere”, come suggerisce Gino Patroni, forse il più scoppiettante parodista italiano del Novecento (Il meglio di G. Patroni, Longanesi 1994), potrebbe essere una indiretta traduzione della parodia delle api, anche se qui di api non si trova traccia. Eppure la traduzione...

Ridi, disperato

  Alle prove, in un mercoledì pomeriggio in cui gli altri lavorano, siamo in trenta, quaranta, al Teatro Gobetti del Teatro Stabile, Torino. Sul palco i cinque giovani attori della compagnia guardano scanzonati il Maestro, seduto esausto a un gracile tavolino: ha i lunghi capelli bianchi incollati al cranio, quando s’alza è curvo, si appoggia a un bastone ortopedico. Dice che questo è il suo ‘Finale di teatro’, perché “le restrizioni implacabili della vecchiaia” gli stanno togliendo un diletto durato 41 anni. “È dal ’91 che ho mollato il mio Teatro dei Sensibili, ma tutti continuano a dirmi che io faccio le marionette. Ma io sono un suonatore ambulante di organetto di Barberia! è bello cantare ballate in una strada, mentre la gente passa e poi si ferma e ti ascolta. Una volta, all’Eur, a Roma, passando con il cappello in mano, raccogliemmo 700.000 lire”.   Non ha avuto molto tempo per provare Finale di teatro, il pensatore, scrittore, saggio, filosofo, saggista, drammaturgo Guido Ceronetti: “Effettivamente sì, chiamatelo pure collage, quello che vedrete:...

Raccontare ai tempi del 2.0. Curation services e nuove forme del giornalismo in Rete

Nell’era dei social network il giornalismo ha subito alcune rilevanti variazioni, destinate ad avere sempre più largo corso nel nostro futuro. Sarà questo il tema del mio intervento, in cui cercherò in particolare di tracciare il percorso che ha portato all’emergere dei curation services: piattaforme che permettono di selezionare, aggregare e presentare in forme narrative articolate le notizie che provengono dalla Rete e dai social network. Su Wikipedia c’è una pagina, dedicata a Andy Carvin, in cui si ricorda come questo senior product manager for online communities della NPR (prima nota come National Public Radio, una sorta di “servizio pubblico” radiofonico americano) sia diventato un’agenzia stampa 2.0 su Twitter (ed ora che “2.0” l’ho scritto possiamo passare alle cose serie). Carvin ha seguito sin dalla fine del 2010 su Twitterle rivolte nordafricane, sviluppando un largo seguito e usando al meglio i suoi precedenti contatti per fornire un importante servizio in tempo reale di informazione e verifica delle numerosissime notizie, prima di tutto in forma di tweet, che provenivano da quei...