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Petite-Poucette

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1930 - 2019 / Michel Serres, o della gioia di pensare

“Il mare e la matematica”: mi piace pensare che le coordinate entro le quali Walter Benjamin iscriveva l’opera di Paul Valéry si adattino ancor meglio all’avventura del pensiero di  Michel Serres che ci ha da poco lasciati. Nato ad Agen nel 1930, nel Sud ovest della Francia dove le rive della Garonna annunciano le onde dell’Atlantico, Serres entra nella scuola navale, ma ben presto rinuncia alla vita militare, per non cedere, ai tempi della crisi di Suez, alla logica di morte. Dalla terra catara delle origini aveva tratto il senso acuto di una storia umana in preda alle potenze del male e la volontà ferma di costruire una filosofia che fosse anche ricerca delle vie della pace: se il vero significato di filosofia, chiedeva, fosse “sapere dell’amore” più che “amore del sapere”? Amava ripetere che il filosofo che lo aveva maggiormente ispirato era Simone Weil, da lei aveva attinto il rifiuto della forza, quell’atteggiamento di “ritegno”, quel trattenersi che anche l’uomo contemporaneo dovrebbe apprendere dal Dio di Simone, di fronte ai rischi di una tecno-scienza diventata thanatocratica, affidata alla logica delle armi. Non amava la polemica, il cui etimo risale a polemos, la...

L’ultimo pamphlet / Michel Serres. Pollicina ci salverà dal populismo

All’età di 88 anni, Michel Serres è una delle voci più singolari, eterodosse e profetiche del panorama filosofico europeo, che si è contraddistinto, negli anni Sessanta del secolo scorso, per aver annunciato l’avvento della società della comunicazione al posto della società della produzione, e, agli inizi del nostro secolo, per averci reso coscienti che solo da un cinquantennio ci siamo lasciati alle spalle il Neolitico, con la “fine” del mondo rurale e contadino, immettendoci nel solco di una nuova e incipiente metamorfosi dell’umano, che già sta rendendo l’Homo sapiens contemporaneo un genere di animale molto differente se paragonato ai suoi antenati. Improvvisamente sono apparsi uomini che non si sentono più attaccati a questa o quella comunità, conoscono poco il dolore e la sofferenza fisica, godono di un benessere mai conosciuto prima, controllano la nascita e in parte la morte, possono modificare geneticamente i propri alimenti, vivere liberamente la sessualità, ridurre drasticamente il lavoro umano necessario alla produzione e così via. Insomma, una nuova condizione umana che consiste nella condizione di poter cambiare la propria condizione.   E, da alcuni anni, Serres...