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pulizia

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Vagone ristorante

Il prezzo fisso della compagnia Cook procura, non tanto un nutrimento, quanto una filosofia. Il suo principio è una scommessa: il viaggiatore consuma nel cuore del viaggio tutto ciò che, costitutivamente, s’oppone al viaggio stesso. Il primo obiettivo è dunque quello di purificare il pasto da qualsiasi finalità propriamente nutritiva, di mascherare – con un complesso protocollo di attenzioni – la contingenza: quella, molto semplicemente, del mangiare in treno. Qui, ogni limitazione sembra produrre la libertà contraria, qualsiasi gesto è una smentita dei suoi limiti originari. Per esempio, lo spazio ristretto genera un’enorme quantità di biancheria: è tutto uno spreco di tovaglie e tovaglioli (che ricoprono anche i cestini del pane), di innumerevoli posate, come se non mancassero né spazio né il tempo per rimetterli in ordine, per lavarli.   Al di là della profusione, quel che ci viene proposto è il miraggio di una solidità: biancheria inamidata, posate massicce, ogni cosa tende a superare teatralmente il semplice utensile, attestando che ci troviamo ancora in...

Via De Amicis, una foresta di simboli a Milano città dell’Expo

Qualcuno tornerà a scrivere «Muri puliti, popolo muto» in via de Amicis a Milano dove il 3 maggio scorso ho osservato la sfilata Milano non si tocca organizzata dal sindaco Pisapia dopo il riot urbano NoExpo del primo maggio. Se così fosse, questa scritta sarà la constatazione di una rimozione e il sedimento di una disperazione per l’irreversibilità di un fatto. Un popolo, se esiste, è muto. I cittadini, se esistono, si tengono per sé pensieri che sono singulti e non discorsi. Tutto il resto è silenzio. Quello che regna in una democrazia dove tutti parlano e nessuno ha voce.       “Carlo Vive” Centinaia di persone, giovani e volontari, e poi borghesi, di sinistra, armati di spugnette e di uno sgrassatore domestico hanno iniziato a scolorire la scritta “Carlo Vive”, supportati dalle potenti macchine idropulitrici dell’Amsa. Una scritta, simbolo di una generazione, ridotta a “sporcizia”, a vandalismo, a segno senza significato. Per questo cancellata.   È doloroso vedere una testimonianza cancellata sotto gli occhi, quattordici anni dopo Genova dove Carlo Giuliani è stato ucciso da un colpo di pistola di un carabiniere. Un atto tanto più forte perché non l’ha...

India: pisciare e non baciare

L’orgoglio è un motore che tiene vive economie zoppicanti, nazioni di incerta identità e può addirittura accendere la crescita. Ma può anche essere usato per darsi una ripulita. È proprio l’orgoglio ciò su cui ha cercato di far leva il premier indiano Narendra Modi per innescare uno dei cambiamenti più importanti per il suo paese in questi mesi. La sua più grande campagna di relazioni pubbliche si chiama Missione India Pulita, o Swacch Bharat Abhiyan, in hindi. È un’arma a doppio scoppio, figlia di una mente furbissima, perché da un lato ha cercato di togliere qualsiasi potere metaforico a un partito avversario, quel partito dell’uomo qualunque, l’AAP (Aam Aadmi Party) di Arvind Kejriwal che da anni usa la scopa come simbolo un po’ “grillino” per spazzare via la corruttela e il passato stantio. Ora Modi ha provato ad appropriarsi del simbolo spogliandolo della metafora e cercando di ridicolizzare chi brandiva lo spazzolone di paglia come icona, invece che per l’uso cui è realmente destinata: la sporcizia per terra. Dopo la vittoria straripante di...

Scope e politica

C’è sempre qualcosa da spazzare nella vita politica. Durante la manifestazione della Lega a Bergamo del 10 aprile scorso, nelle mani dei sostenitori del partito ha fatto la sua comparsa un oggetto inatteso: la scopa. Si trattava di tutto meno che di un’iniziativa improvvisata; era stato annunciato due giorni prima che i “Giovani padani” della Lombardia si sarebbero presentati con delle scope in mano. Era necessario riprendere visivamente l’invocazione che Roberto Maroni aveva scritto su Facebook: “pulizia, pulizia e pulizia”. Insomma bisognava ripulire l’immagine della Lega sporcata dalle notizie provenienti alle inchieste giudiziarie in corso, arrivate fino alla cerchia e alla famiglia di Umberto Bossi.     Scope per fare pulizia, una pulizia metaforica dunque. Del resto, se c’è un’idea che piace da sempre, in politica, è proprio questa di ripulire. Naturalmente una cosa è ripulire al proprio interno, tutta un’altra è rivolgersi agli avversari, tanto è vero che la metafora, da rassicurante, può diventare improvvisamente inquietante (“...

Gli USA nel WC

Una cosa che unisce gli Stati Uniti è la fabbricazione dei bagni pubblici: ogni WC è racchiuso da quattro pareti, alte poco più di una persona in piedi e sospese a circa trenta centimetri da terra. Queste esagerate misure di sicurezza, che rendono fuorilegge i sigillati bagni europei, non tengono conto tuttavia della privacy, bene assai prezioso in tali occasioni, come mi rendo conto in un museo dopo uno sfortunato pranzo Tex-Mex.   Pulita meticolosamente la tavoletta, creato uno strato di carta igienica a lasagna, assumo una posizione innaturale quanto efficace allo scopo. Ma durante i preparativi qualcuno entra nella cabina adiacente. Con tutto questo spazio da terra, parte dei suoi pantaloni sconfina nella mia proprietà. Poiché ha il cellulare legato alla cintura, se dovesse squillare farei prima a rispondere io e a passargli la chiamata. Le piastrelle bianche del pavimento tirato a lucido hanno una fastidiosa qualità riflettente che mi restituisce l’immagine distorta del mio vicino immobile e della sua cravatta penzolante. Ricoprire di carta igienica l’interno del WC sarebbe inutile, perché i capienti...