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Italia e lavoro precario / Nel limbo dello “stage”

Grandi aziende del panorama nazionale propongono “contratti” fittizi o addirittura sprovvisti di retribuzione. La convinzione è che un giovane oggi lavori per aggiungere qualifiche al proprio curriculum e non necessiti di uno stipendio per mantenersi. Viaggio nelle testimonianze reali degli stagisti 2020… Modalità di lavoro full-time, cercasi candidato con esperienza, retribuzione mensile: 300 euro.    Questo è solo uno dei tanti annunci lavorativi in cui capita di imbattersi ogni giorno. E non è neppure il peggiore; anzi, è già una fortuna che la retribuzione sia specificata e non lasciata all’immaginazione del candidato, oppure espressa tramite una perifrasi poco incoraggiante quale retribuzione commisurata al livello di esperienza. La maggior parte delle volte, difatti, al termine di una job description pubblicata sul web si trova la dicitura: «Livello di retribuzione non disponibile: al momento non sono disponibili informazioni sulle retribuzioni». Se sei fortunato riesci a svelare l’arcano dopo uno o due colloqui, quando finalmente viene il momento di parlare di un ipotetico contratto ed è allora che la realtà si rivela in tutta la sua triste evidenza: 300 euro...

Cadute di stile e cadute con stile

Dovrebbero decorare il soffitto, penso mentre aspetto. Che senso hanno i quadretti e i poster alle pareti? Tanto i pazienti stanno sempre in posizione orizzontale. Spinti sui carrelli, come le valigie all'aeroporto, e altrettanto spesso persi e dimenticati tra una tappa e l'altra.   Sono piuttosto rilassata, da quando una siringa formato famiglia di antidolorifico mi ha spedita in un mondo migliore, dove non si boccheggia contorcendosi per le fitte lancinanti. A disturbarmi è soltanto il tizio calvo parcheggiato accanto a me sulla sua sedia a rotelle, cellulare incorporato nell'orecchio. Sta raccontando a tutta la sua rubrica, con dovizia di particolari, come ha fatto a rompersi il bacino cadendo da uno sgabello. Finalmente chiude la comunicazione. Per attaccarne subito un'altra. Dal vivo:   «Ciao. Io ho una frattura al bacino. E tu?» «Lo stesso.» «Come hai fatto? Io sono caduto da uno sgabello.» Le prime venti volte non l'avevo capito. «Io da cavallo.» «Oh, vai a cavallo?» No, stavo facendo un giro in mongolfiera e sono precipitata sulla sella, così, per caso....