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ridicolo

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Il senso del ridicolo / Del confine serissimo tra moda e ridicolo

Il confine tra moda e ridicolo appare labile, in quanto demarcato da un lato dal gusto – buono o cattivo –, dall’altro dallo scorrere del tempo. In letteratura ridicolo e moda hanno rappresentato e rappresentano una coppia di termini affini, su cui ragionare e da cui trarre ispirazione per la costruzione dell’immagine pubblica: in Ivanhoe di Walter Scott torna utile per acquisire fiducia, tanto che “il principe Giovanni si guadagnò molto credito presso Waldemar Fitzurse per non essere scoppiato in una risata davanti a uno spettacolo che la moda del tempo rendeva ridicolo”, o ancora, leggendo Ugo Foscolo emerge che “passata la moda, chi la serba è ridicolo, però l'età ecc. non salvano le nostre vecchie dal ridicolo — e se la moda vecchia sta più ne' costumi che nelle vesti, allora s’è ridicoli e infami”. I due esempi, pur se provenienti da generi differenti, sono accomunati da un’unica, sebbene parziale, verità: il ridicolo germina nel fuori moda, non è una questione estetica o di gusto.   Foscolo, però, opera una distinzione interessante tra ridicolaggine dell’abbigliamento e del costume, quest’ultimo inteso come habitus, comportamento, che “infama” chi lo pratica. Dunque,...

La comicità dei copioni / I tempi del comico

    Il testo di Walter Fontana che qui pubblichiamo è stato pronunciato il 12 aprile 2018 nel corso della tavola rotonda "La comicità dei copioni", organizzata presso la IULM di Milano da "Il senso del ridicolo" in collaborazione con SIAE. Il titolo “La comicità dei copioni" vuole sottolineare quell'intreccio fra comicità e lavoro creativo che è tornato prepotentemente al centro della discussione con l'avvento del web. Twitter ci ha resi davvero tutti più spiritosi? Come si concilia la dimensione partecipativa della rete con l'idea di autorialità? È possibile pensare di dare vita a un'idea comica originale in un contesto come questo? Le relazioni presentate saranno disponibili in un apposito e-book scaricabile gratuitamente, in formato pdf, sul sito del festival, a partire dal 28 settembre.  Avendo scritto molti sketch per Mai dire gol, posso dire che in televisione il cappio è avere due minuti e mezzo a disposizione e dover far ridere subito. E molto presto capisci che la battuta, alla fine, non è così importante. Almeno per me. Le battute belle, quasi sempre, si appoggiano a qualcosa. Le cose che funzionano di più sono molto legate alla...

Livorno, dal 28 al 30 settembre / Il senso del ridicolo

  Dal 28 al 30 settembre si terrà a Livorno la terza edizione del festival IL SENSO DEL RIDICOLO, dedicato all'umorismo, alla comicità e alla satira.   Il festival, diretto da Stefano Bartezzaghi, si aprirà venerdì 28 settembre alle 17,30 con Bianca Pitzorno e Davide Tortorella.   Il programma è consultabile sul sito, tra gli ospiti Bianca Pitzorno e Davide Tortorella, Vera Gheno e iBruno Mastroianni, Fabrizio Gifuni, Marco Ardemagni, Sandro Paté, Rocco Tanica, Ernesto Assante, Adriano Favole, Simone Lenzi, Concita De Gregorio, Irene Soave, Michele Smargiassi, Loredana Lipperini, Francesco Costa, Giuseppe Civati, Lucia Poli, Matteo Caccia, Giulia Addazi, Gabriele Gimmelli, Walter Fontana.   A partire dal mese di agosto, Doppiozero pubblicherà approfondimenti e anticipazioni legate ai contenuti del festival.

Parigi. Sarkozy nel blu dipinto di blu

L’uso dei media aggressivo e spregiudicato accomuna di certo Sarkozy a Berlusconi, la resa decisamente no. Se Berlusconi si è garantito una lunga permanenza al potere grazie anche al controllo di giornali e televisioni, Sarkozy è stato subito messo sotto pressione dall’informazione, nonostante i suoi evidenti tentativi di assoggettarla. Ha peccato di presunzione e probabilmente d’ingenuità: il sistema berlusconiano è valido sotto molti aspetti, ma non è facilmente esportabile. Il presidente francese che si era posto come l’uomo della rupture, del cambiamento radicale della Francia, è stato costretto ad una continua ed incessante serie di giravolte. Il suo mandato, inizialmente aperto a sinistra con l’inclusione nel governo e nelle commissioni di importanti esponenti socialisti, si è poi fortemente radicato a destra, nel disperato tentativo di recuperare un consenso da sempre in calo.   Sarkozy non va sottovalutato; è un leader scaltro e fortemente carismatico che ha attraversato la propria carriera politica senza mai temere le cadute. A sconfiggerlo non sarà un’inchiesta...