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rimpianto

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Il suonatore Jones

Diventando vecchio, la mia preghiera quotidiana – il mio motto, il mio proposito – sono diventati quel verso bellissimo che Fabrizio De André mette in bocca al suonatore Jones. Sì, lui. Jones il suonatore, «che fu sorpreso dai suoi novant'anni, e con la vita avrebbe ancora giocato». Il motto di Jones dunque è questo: «ricordi tanti e nemmeno un rimpianto». È un bellissimo bilancio di una vita, e per me anche la memoria ha questa accezione: non rimpianto, non nostalgia (almeno nella sua versione lamentosa), ma una montagna, un mare di ricordi. E nemmeno un rimpianto. Perché se memoria deve essere il rimpianto per «il bel tempo che fu», be’, a me non interessa, anzi, penso che il bel tempo che fu quasi mai era stato bello davvero. Infatti, allora, nel presente di allora, non lo percepivamo affatto così luminoso; bello lo diventa solo quando e in quanto passato, per noi che amiamo così tanto lamentarci, e così tanto mitizzare e rimpiangere la giovinezza. I ricordi invece sono tutt’altra cosa.   Faccio ritorno spesso al mio paese d’origine, nella...

Anna Maria Ortese

Scrivere è sempre un dialogare con la morte, calarsi in un antro di voci che in realtà chiedono insistenti di esistere e di far esistere il mondo, a dispetto di tutto, e che, sospendendo la vita, domandano per una follia loro propria di far brillare ancor più la vita – di farla viva e tenace – come se passare per quello strano gorgo di parole tra l’ironico e il beffardo che sottrae il tempo e lo consuma, non sia che il modo necessario per ritornare a vivere, per dirsi vivi. È il potere di evocazione, di richiamo, proprio della scrittura che può fare della morte non il tragico evento di una perdita, il gambo reciso di una dipartita, ma la distanza in cui la parola si confronta per tenere insieme, per ricondurre ai viventi le loro perdite – per salvare – in un territorio in cui vita e morte davvero convivono. E questa morte, già inscritta in vita dentro il doloroso presentimento di un abbandono, nella cognizione di una perdita, in ogni triste cenno di congedo, appare di volta in volta nelle storie di quei personaggi ortesiani – bambini, innamorati, esclusi e poi principi, folletti e maghi, fanciulle...

Andrés Barba. Agosto, ottobre

Tomàs è in vacanza con la famiglia al mare, il suo sarà un agosto torrido e complicato, fatto di nuove amicizie e brutali violenze, paure e improvvise fughe verso un’età adulta quale ultimo rifugio possibile. Nel tentativo di quietare le continue eccitazioni sessuali alternate a repentini sensi di colpa, Tomàs vive uno sdoppiamento tra la propria vita individuale complicata e ricca di sensazioni e la propria vita sociale pulsionale e inconsapevole: un nuovo gruppo di amici, la prima esperienza sessuale e l’appartenenza ad un branco come segno di una conquistata virilità.   Andrés Barba (Agosto, ottobre, Mondadori, 129 p., € 10,00, trad. di Matteo Colombo) delinea i caratteri di un adolescente contemporaneo con la consapevolezza che poco lo separa dagli adolescenti del passato. Una dichiarazione in tal senso è la forte somiglianza di Tomàs con il padre più volte ribadita nel testo, una somiglianza che lo imbarazza, ma anche lo rassicura come una strada già tracciata. La durezza della vicenda narrata tramite un uso puntuale e raffinato della lingua catapulta il lettore...

Nekrosius. Inferno e Purgatorio

Anche il genio dei maestri a volte latita. Questa è la prima sensazione davanti alla Divina Commedia di Eimuntas Nekrosius. Lo spettacolo che ha debuttato in prima mondiale al teatro Verdi di Brindisi sta al poema di Dante come To Rome with Love di Woody Allen sta alla complessità odierna di una città come Roma. Una cartolina innamorata e falsificante, una scelta degli episodi bizzarra per un lavoro con qualche momento d’incanto, come solo il regista lituano sa creare, e troppi altri decisamente insistiti, banali, al limite dell’ingenuità teatrale e interpretativa.     Lo spettacolo, una coproduzione della compagnia Meno Fortas innervata con giovani, ha debuttato in pompa magna nell’ambito di Puglia Showcase, una vetrina, organizzata dal Teatro Pubblico Pugliese, degli spettacoli prodotti in una delle poche regioni italiane che negli ultimi anni ha investito, in controtendenza con il resto del Paese, sulla cultura e sul teatro. La Regione Puglia ha promosso un capillare progetto di residenze che ha portato all’apertura di spazi in molte città, alla creazione di nuovi lavori, alla circuitazione, alla...

Pier Paolo Pasolini / L'umile Italia

Il Pasolini assiduamente evocato e invocato – e altrettanto spesso banalizzato – a suffragare le tesi dell'italianologo di turno è quasi sempre lo scrittore corsaro, il polemista eretico dell'abolizione della scuola dell'obbligo, del romanzo delle stragi, della mutazione antropologica. Forse sarebbe il caso di prendersi la briga di rileggere, con le Lettere luterane, anche questa sezione delle Ceneri di Gramsci: è da questa lirica e appassionata descrizione dell'Umile Italia che molte delle sue tesi discendono (“Questa è l'Italia, e / non è questa l'Italia”). Magari solamente per non trascurare l'ipotesi che il Paese rimpianto – insieme alle lucciole, – da Pasolini sia anche un'invenzione letteraria.     I   Qui, nella campagna romana, tra le mozze, allegre case arabe e i tuguri, la quotidiana voce della rondine non cala, dal cielo alla contrada umana, a stordirla d'animale festa. Forse perché già troppo piena d'umana festa: né mai mesta essa è abbastanza per la fresca voce d'...