Categorie

Elenco articoli con tag:

soldi

(4 risultati)

Scene interattive / Zona K: lo spettacolo del denaro

BTP, BOT, BCE, Derivati, Bond, Spread, ETF (Exchange-traded fund), FMI (Fondo Monetario Internazionale), LBO (Leveraged BuyOut), Margine Operativo Lordo (MOL), Margine Operativo Netto (MON), Obbligazione, Opzioni, Plusvalore, Plusvalenza, PIL, Ratink, Tasso annuo effettivo globale, Volatilità...   Tutti i giorni siamo bombardati da sigle e parole dai significati ambigui tratte dal dizionario economico. Un intercalare linguistico ignaro ai più, ma che regola l'andamento del mondo, e coloro i quali dovrebbero aiutarci a districarci in questo scenario di sigle e numeri non sembrano interessati a darci le basi per la comprensione. Tutto rimane aleatorio e finto, nonostante le bollette a fine mese ci siano veramente: il denaro diventa uno svago per chi ci sa giocare. Basti pensare alla formula “giocare in borsa” per indicare quei broker che, come nei film degli yuppies anni '80, urlano all'impazzata per vendere azioni, titoli, o altro, mentre nel mondo reale, come abbiamo visto dopo il 2008, c'è chi per colpa di quegli stessi soldi si toglie la vita.    E proprio attraverso il gioco il teatro ci viene in aiuto attraverso quella formula che Erika Fischer-Lichte ha...

Il controllo dell’aria e dell’atmosfera / Arte e denaro. Da Duchamp alla “foam city” contemporanea

Il 22 gennaio 2017 è morto l’artista statunitense J.S.G. Boggs, specializzato, a partire dagli anni’80, nella creazione di banconote personalizzate, i Boggs Bills, con le quali cercava di pagare beni e servizi, usandole come vero denaro. La riproduzione della banconota era affiancata da scritte decontestualizzate, come “Do you hear anything being said here, or am I empty now? Is anybody home? Hello?”.Queste opere erano funzionali a vere e proprie performance che declinavano la tipica interrogazione contemporanea sul valore artistico nella sua intima dialettica con il valore economico.   Se da queste banconote, che coprono per intero lo spazio dell’opera, si tornasse indietro per fare una caccia al tesoro in cerca della luccicante presenza del denaro nella tradizione artistica, si rischierebbe, letteralmente, di non finire mai e di dirigersi fino all’inizio, fino all’invenzione del quadro come oggetto separato e incorniciato per potere transitare anche nel mondo dei commerci. Il denaro si è sempre intrecciato con la produzione artistica, sia nel soggetto sia nella costituzione stessa dell’opera attraverso la committenza, il collezionismo, i mercati, che non sono accidenti...

No

Prima di cominciare a fare un altro lavoro che non mi riguarda dico no, stavolta no, stavolta anche se non mi pagano continuerò a impiegare il mio tempo a scrivere articoli, a organizzare il festival e la mostra, a preparare le interviste. Anche se  il mio dottorato è senza borsa e l'università non sgancia una lira manco per le trasferte ai convegni, anche se è vero che al sito dell’associazione non ci lavoro tutti i giorni ma centocinquanta euro sono pochi per gli aggiornamenti dei contenuti, io continuerò a farli questi lavori perché sono i miei lavori e no, stavolta no, stavolta non ci torno a lavare i piatti al ristorante né a far il commerciale per le assicurazioni. No.   Tuttavia quella chat che lampeggia esige una risposta entro breve, lo stomaco comincia a brontolare, la bolletta è ancora sigillata nella cassetta della posta già da due settimane, non parlo più con Cristian perché mi deve dieci euro, divento un animale, un egoista, un cinico. Rubo le sigarette agli amici, papà mi ha mollato cento euro l'altro ieri, c’ho pagato il condominio. La chat lampeggia...

Dal diario di un disoccupato

15 dicembre 2010   Oggi visita dei miei. Un’ora e quaranta di puro nulla. Chiacchiere sul maltempo per evitare altri argomenti. Sei dimagrito. Berlusconi. Con Lietta come va? Ogni tanto mio padre ride scoprendo il vuoto osceno di un molare. Poi annunciano di dover andare via. “Ah giacché ci siamo…” si volta mia madre sulla soglia, come se un’idea improvvisa l’avesse tirata per la giacca e non fosse invece quello il motivo della visita. “To’, tieni”. Mi mette in mano un assegno. “È in bianco. Se hai qualche problema scrivici su la cifra che ti occorre”. Mentre intasco il pezzo di carta – qualche secondo di imbarazzato silenzio – intercetto mio padre con la coda dell’occhio. Un intrico di rughe in faccia. Mani dietro le spalle. Di tanto in tanto sorride con la sua bocca bacata. Non faccio in tempo a ringraziarli che lei, furtiva come un pusher, mi ha già rifilato un paio di banconote arrotolate. “Tieni anche questi. Se ti servisse del contante”. Tossisco. Mio padre si gratta la nuca con l’indice. Stacca una squama di pelle bruciata dalla psoriasi. Le...