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toccare

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Mantenere le distanze / Noli me tangere

Non troppo vicino, non troppo lontano: in questa distanza media si trova il luogo dell’individuo tardo-moderno, che non desidera stare (troppo) solo, ma non vuole nemmeno sentirsi in pericolo nella propria intangibilità ed essere toccato.  Sfiorarsi senza toccarsi è il nostro destino, così come fanno le punte degli indici delle mani di Dio Padre e della sua creatura nell’affresco di Michelangelo della creazione di Adamo (Eva no, non c’era ancora, e comunque una volta creata se ne sarebbe stata là sotto a intrecciare le dita non con il Padreterno ma con la serpenta avvolta intorno all’albero). Se c’è una parte del corpo che oggi rappresenta la situazione precaria dell’uomo tra benessere e disagio, tra piacere e dolore, sono le punte delle dita, la parte del corpo che prevalentemente usiamo. Toccarsi è percepito come una minaccia e allo stesso tempo come un bisogno; il contatto di pelle è importantissimo, e in ogni caso indispensabile per lo sviluppo dei bambini e per il benessere degli anziani, eppure sembriamo illuderci di credere che sfiorare le lucide superfici degli schermi di smartphone e tablet o essere accuditi da robot con un sistema di riscaldamento che intiepidisca...

Il filo di lana dell’amore e della filosofia / Il “tocco” di Socrate

Il tema del 2017 del Festival di Filosofia “Filosofi lungo l'Oglio”, che ogni anno propone ai relatori un tema da declinare secondo le loro personali competenze, conoscenze e intuizioni filosofiche, è “Toccare”. Gesto automatico o voluto, percezione aptica che fa da ponte tra noi e la realtà, il toccare è essenziale nel nostro abitare il mondo. Ed è essenziale anche riguardo alla conoscenza, perché è importante che le persone e le cose ci tocchino affinché possiamo e vogliamo conoscerle. Ci tocchino secondo alcuni aspetti della ricchissima polisemia del termine: perché ci coinvolgono (ci riguardano da vicino), perché ci interessano (ci colpiscono e ci affascinano) e perché coinvolgono (investono e sfiorano) i nostri sensi e la nostra mente. Diciamo che il toccare è indispensabile all'esperienza e alla conoscenza e alla relazione affettiva, eppure ci rendiamo tutti conto anche senza essere degli specialisti che oggi tocchiamo sempre meno sia le cose sia le persone. Che cosa ciò può significare? Di fatto tasti e schermi sono le cose con le quali entriamo maggiormente in con-tatto,  con la punta delle dita e con lo sguardo, e che sostituiscono oggetti artificiali e naturali,...

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