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Goethe Institut Torino / L’immagine (sin troppo verosimile) del terrore

Il 15/16 marzo a Torino due giorni di incontri sul tema delle immagini e della violenza: come dobbiamo e vogliamo rapportarci a tutte queste immagini che pervadono e ossessionano la società occidentale? Che effetto ha il predominio dell’immagine sulla costruzione e tradizione del nostro canone culturale? È possibile formulare un’etica dell’immagine per il XXI secolo? Doppiozero riprende qui un contributo di Gianluca Solla per contribuire a costruire un dibattito attorno al tema, urgente e fondamentale.   Leggendo le raffinate considerazioni di cui Pierandrea Amato costella il suo In posa. Abu Ghraib 10 anni dopo (Cronopio), quest’estate era di fatto impossibile sottrarsi all’interferenza che sovrappone alle fotografie di Abu Ghraib, vecchie appunto di dieci anni, le immagini delle esecuzioni dello IS o Stato Islamico in Iraq e Siria delle ultime settimane.   Già nel 2004 la decapitazione di Nick Berg in Iraq venne presentata come una rappresaglia per le vittime delle torture americane di Abu Ghraib. Eppure nella tortura americana in Iraq e nelle decapitazioni dell’IS differenti sono le messe in scena e diverse le implicazioni di questi atti di guerra. Le foto delle...

Ricercatore: il più bel mestiere del mondo

L’anno scorso a Genova l’università, di concerto con il comune e altre realtà regionali, ha promosso un convegno intitolato Il ‘mestiere’ del ricercatore. Testimonianze del lavoro più bello del mondo il cui obiettivo ancora oggi appare misterioso. Mentre l’accademia, giorno dopo giorno, sta ultimando lo scavo della propria fossa, e nel momento in cui anche enti cittadini di ricerca immediatamente e socialmente vitale come l’Ist di San Martino (ricerca antitumorale) elimina a ciclo continuo ricercatori e collaboratori, un convegno del genere non suona solo come un anacronismo, ma si rivela essere un autentico atto di umorismo cinico.   Solo pochi anni fa si parlava di «una carriera attraente per i giovani ricercatori». Ma le promesse non sono più quelle di una volta. Adesso nessuno più neanche ipotizza la possibilità di una carriera attraente. Si invita a intraprendere la professione del ricercatore perché il mestiere è bello, a farlo nonostante la carriera impervia, e lo si fa con il trucco (antiscientifico) di mostrare solo i biglietti vincenti della lotteria. Eppure...