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A Londra il giorno dopo / Il buco nero di Brexit

La notte prima del referendum una tempesta ha colpito il sudest dell’Inghilterra. Mentre la pioggia cominciava a cadere nella tarda serata l’ufficio meteorologico rilasciava allerte per l’est e il sud di Londra, da Kingston e Croydon fino all’Essex e al West Sussex. Ha piovuto tutta la notte, incessantemente, come non capita spesso in questo paese di perturbazioni volatili. La mattina pioveva ancora. Mentre facevo colazione, guardando in TV le notizie che mescolavano l’apertura dei seggi alle scene di inondazioni e disagi provocati dal maltempo (una donna portata in salvo su un canotto a Barking; una cantina allagata; piccole polling stations nelle remote campagne a nord del Paese), pensavo che se avessi avuto qualche fiducia in una lettura soprannaturale della realtà avrei detto che tutta quella pioggia era di cattivo auspicio per il giorno in cui il Regno Unito era chiamato a prendere la decisione più importante della sua storia dalla fine della guerra. Ma i sondaggi davano Remain in testa, con un margine pericolosamente assottigliatosi durante le ultime settimane di campagna e poi riallargatosi dopo il brutale omicidio della parlamentare Jo Cox per mano di un estremista di...

People make Glasgow

Glasgow non ha una bella fama. Dentro e fuori il Regno Unito, si porta addosso ancora oggi lo stigma di città violenta e povera, duramente colpita da un processo di deindustrializzazione che a partire dagli anni ‘80 ha fatto a pezzi la sua un tempo gloriosa e compatta working class e ha portato numerosi quartieri a livelli impensabili di disagio sociale e deprivazione.   Allo stesso tempo, oggi è una delle città europee più vibranti dal punto di vista artistico e musicale. Alcuni fra i gruppi più famosi della scena musicale indipendente contemporanea vengono proprio da qui e da anni giornalisti e critici culturali si domandano come sia possibile che il premio Turner, il principale concorso britannico per l’arte contemporanea, finisca così spesso nelle mani di un Glaswegian.   Gli amici a cui dicevo che sarei andata a trascorrere un periodo di ricerca nella seconda città della Scozia si dividevano coerentemente fra un perplesso “Mmmh, ma perché a Glasgow?” e un entusiastico “Salutami i Mogwai e mi raccomando non ti perdere quel negozio di dischi…”.   Questa...