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Altre velocità

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Fanny & Alexander

Di norma, di uno spettacolo si legge un programma di sala. E di una mostra un catalogo. Del lavoro degli ultimi quattro anni del gruppo teatrale di Ravenna “Fanny & Alexander” (al secolo Chiara Lagani, dramaturg e attrice, e Luigi de Angelis regista: meno di 75 anni in due ma sulle scene da 18…) ci viene invece proposto un Atlante. Anzitutto perché non di un semplice spettacolo si tratta, bensì d’un “viaggio teatrale” in dieci tappe. Da Dorothy. Sconcerto per Oz, all’inizio del 2007, a West, andato in scena alla Cavallerizza di Torino lo scorso giugno e ancora in tournée nei prossimi mesi. Ma on the road da sempre è la vita dei teatranti. Il vero “viaggio” è quello all’interno del testo di F&A, nonché il nostro nel loro continente di immagini ed enigmi.   Il “testo” è Il mago di Oz: la fiaba pubblicata nel 1900 da L. Frank Baum e soprattutto il film diretto nel 1939 da Victor Fleming (con la sedicenne Judy Garland nei panni di Dorothy): un territorio attraversato a tutti i livelli e in tutte le direzioni, con un grado di “perversione...

Il sabato del villaggio / Sarà un giorno di festa

Sarà un giorno di festa; Michael Frame compie gli anni, cinquanta per la precisione, sua moglie sta ultimando gli ultimi preparativi per i festeggiamenti che si terranno il giorno successivo, ma Michael non potrà esserci, infatti sta per fuggire. Scappa perché Michael non è il suo vero nome e perché il suo vero nome è Chris, e perché è inesorabilmente immerso in una storia di illusioni trasformatesi nel tempo in fantasmi, fantasmi pericolosi che stanno per modificare radicalmente la sua vita reale, quella fondata su un’identità fasulla. Così prende avvio Le mie rivoluzioni di Hari Kunzru e così sembra l’Italia lacerata tra l’ansia e l’attesa in questo ultimo sabato di maggio. Un paese che come il protagonista del bel libro di Kunzru sembra confondere in continuazione le illusioni con i propri fantasmi. Incapace più che di vedere di percepire, come ci spiega Ingo Schulze nell’intervista di Stefano Zangrando: “Per capire noi stessi dobbiamo percepire l’altro. Possiamo comprendere realmente le conseguenze della nostra vita quotidiana in Europa soltanto...