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G8

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Di cosa parliamo quando parliamo di Genova 2001

Quando non so da che parte iniziare, perché gli eventi sono talmente difficili da inserire in un racconto di senso, o in un’opinione politica, o in un pensiero compiuto, allora, di solito, mi affido alle parole di altri, più autorevoli, che permettono di guardare gli eventi con lenti diverse e trovare, spesso un sottile filo di senso. È così per Genova e per i fatti dei giorni del luglio 2001. Avevo diciannove anni, litigato per settimane per poter andare.   Alla fine avevo ceduto e accettato di finire sul lago di Garda, a passare un week end lontano “dai pericoli”. Così, il televisore di quei giorni mi ha raccontato un pezzo della mia storia che si è incrociato indissolubilmente con il mio presente di quei giorni, e soprattutto con l’oggi. Perché, a distanza di 13 anni, non si può non parlare, riflettere, ragionare o non pensare a Genova. Quando le questioni restano aperte, solo molte parole condivise possono cercare di dare un senso, o una posizione, o provare a costruire qualche pezzetto di narrazione politica, facendosi aiutare.   Stanley Cohen è stato un sociologo sudafricano...

La Maddalena / Paesi e città

La Maddalena è un’isola nell’isola, a nord-est della Sardegna e a sud della Corsica. Vista su una carta geografica ha la forma di una fiamma pietrificata con le lingue del fuoco diramate verso l’alto. È la più grande e abitata di un arcipelago composto da isole e isolotti. Un ponte la collega come un cordone ombelicale all’isola di Caprera, e fino a poco tempo fa un traghetto portava in Corsica attraversando le Bocche di Bonifacio dopo una breve sosta a Santa Teresa in Gallura. Nell’Ottocento questo collegamento era più frequente di quello con la Sardegna e del resto corsi furono i primi pastori a installarsi nell’isola.   La Maddalena si gira in fretta. Quello che si è appena visto ritorna, ma leggermente modificato dalla luce o dalle ombre e come ogni lieve scarto può farti impazzire. Forse per questo gli abitanti sono bruschi e non sempre gentili. Il vento li ha abituati a gridare anche quando non è necessario e c’è sempre come un’urgenza nelle loro voci. Anche il clima è difficile, e il maestrale soffia anche per nove giorni di seguito. Allora si vede...

Il pensiero positivistico di Expo 2015

Dal 31 marzo 2008, giorno in cui la città di Milano si è aggiudicata Expo 2015, quel pensiero positivistico che ha determinato nel XIX secolo l’origine delle esposizioni internazionali quali manifestazioni di progresso economico e produttivo si è manifestato diverse volte, in diversi luoghi e sotto diverse spoglie. Tale pensiero trova oggi le proprie ragioni in una curiosa idea secondo la quale le condizioni di eccezionalità determinate dai grandi eventi - Olimpiadi, Campionati Mondiali o Europei di calcio, Giubileo, Esposizioni internazionali, G8, ecc... - costituiscono automaticamente la possibilità di tracciare delle nuove prospettive evolutive.     È indubbio che Expo 2015 costituisca per Milano e per la Lombardia l'occasione per realizzare in tempi ristretti una serie di importanti opere infrastrutturali - quali ad esempio le Metropolitane o le autostrade Pedemontana e BreBeMi - tuttavia innumerevoli sono gli elementi che mostrano la metamorfosi che i tanto osannati effetti di Expo 2015 subiscono nell’accedere nel “territorio” milanese. Un dubbio doveva già insinuarsi nel 2009...