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Libération

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Mommy fino all'ultimo respiro

Il film “Mommy” (2013) di Xavier Dolan è uscito in Francia l’8 ottobre 2014; il titolo di “film de la rentrée” (“film del rientro”, letteralmente, dalla pausa estiva), attribuitogli all’unanimità dalla carta stampata e il battage mediatico, inedito per quanto riguarda il regista québécois, avevano nondimeno già portato il film a Parigi anche al di fuori delle sale cinematografiche. Durante tutto il mese di settembre, gli incontri-dibattito attorno al film, ai quali hanno presenziato lo stesso Dolan e il cast del film, come anche le presentazioni in anteprima hanno registrato rapidamente il tutto esaurito, com’è normale, del resto, per un film per il quale si è creata attesa, che è stato mediatizzato e in parte già mostrato prima ancora dell’uscita effettiva nelle sale.   Dalla presse alle affiches nelle stazioni del métro, Dolan è arrivato a Parigi da più di un mese, e in modo chiassoso: per nessun altro film “evento”, neanche per l’atteso “Saint-Laurent” di Bertrand Bonello, pure supportato da...

Largo agli eventi canaglia

Pubblicato il 14 aprile 2006 sul quotidiano «Libération», all'indomani della fine di una contestazione che aveva impegnato il governo francese fin dai primi giorni di febbraio, l'articolo di Jean Baudrillard adotta le pieghe della cronaca giornalistica solo per proseguire quanto già esposto in scritti come Carnaval et cannibal (2004) o nel successivo Le mal ventriloque (2006). In ciascuno di questi, l'attenzione concessa al dettaglio visibile di un fatto, sia questo quanto di più attuale o locale si possa considerare, dischiude la possibilità di cogliervi l'intensità propria di un evento inconciliabile con la struttura egemonica in cui esso, suo malgrado, si inserisce.   È in questi termini che andrebbe letta l'attenzione prestata da Baudrillard alle convulsioni che accompagnarono le più recenti proposte della politica istituzionale francese. Il governo presieduto da Dominique de Villepin, il quale si era già distinto l'anno precedente per aver fronteggiato le rivolte delle banlieues decretando uno stato di emergenza della durata di tre mesi («Siamo di fronte a individui...

Libération a 40 ans

“Eravamo in 50 in 30 metri quadri e tutti fumavano Gauloises”, è il ricordo vivido di uno dei redattori. Era il 5 febbraio del 1973, quando il primo numero di Libération debutta nei chioschi. Non c’è ancora il celebre logotipo rosso, ma una fotografia campeggia sulla prima pagina, accanto alla promessa editoriale “Si vous le voulez un quotidien libre tous les matins”, letteralmente “Se lo volete, un quotidiano libero tutte le mattine”. Si presenta così, alla Francia post-sessantottina, il primo numero di Libé, come è affettuosamente soprannominato, un puro prodotto del maggio ’68, concepito in un momento d’ebbrezza, quasi d’incoscienza. Diventato ufficialmente un quotidiano nel maggio del ’73, venduto in edicola al prezzo di 0,80 franchi, Libération ha festeggiato i suoi 40 anni lo scorso anno, celebrando quattro decenni di informazione militante e attivismo.     Per l’occasione, la redazione ha lavorato a uno speciale “libro anniversario”, dove si racconta la storia di un’epoca, si passano in rassegna circa 10.000 edizioni del...

Un orgasmo doveroso

Recentemente su Liberation è apparso un dibattito intitolato Abbasso l'orgasmo. Che succede, ci si domanda: Parigi, la patria indiscussa del libertinismo? Invero gli autori di Abbasso l'orgasmo sostengono che la liberazione sessuale oggi altro non sia  che una variante del sistema capitalistico che vende protuberanze, dildi, vibratori, oggetti in puro lattice, orgasmi telefonici, viagra e cialis  presso pornoshop, farmacie, chirurgie estetiche, linee telefoniche e siti internet. Un sistema di doveri e raccomandazioni che sessuologi televisivi, giornali porno, trasmissioni hard e semi-hard impongono al vasto pubblico. Dai tempi della disputa tra Agostino e Giuliano - vescovo pelagiano, di Eclano - la civiltà cristiana occidentale è ossessionata dall'orgasmo. Agostino lo descrive in questo modo: Questa concupiscenza si appropria non solo del corpo tutto intero né solo esternamente, ma anche internamente agita tutto intero l’uomo associando e fondendo la passione dell’animo con la voglia del corpo; ne consegue quel piacere che supera tutti gli altri piaceri materiali, tanto che nell’attimo stesso in cui si...

La Mummia

“Il ritorno della mummia”, così titolava giorni fa la prima pagina del quotidiano francese Libération che mostrava una foto di Silvio Berlusconi in un’espressione particolarmente corrucciata. Parlare di “mummia” riguardo all’ex Presidente del Consiglio italiano non è solo una boutade, ma coglie qualcosa di profondamente vero. Anni fa circolava la voce che una linea elettrica di grandi dimensioni fosse installata nella Villa di Arcore per alimentare il mausoleo che il tycoon televisivo ha fatto erigere con il contributo dello scultore Pietro Cascella, luogo postmortem ricco di simboli massonici. Secondo questa leggenda metropolitana si tratterebbe dell’energia necessaria per far funzionare una macchina atta a ibernare il corpo del leader politico, e quello dei suoi cari, in attesa di nuove terapie per prolungare ad libitum la vita. Una strumentazione simile a quella che compare in un racconto Primo Levi, La bella addormentata nel frigo, dove viene conservato nei secoli, in stato di morte apparente, il corpo di una bella fanciulla, risvegliata a intervalli di decenni dai proprietari della casa in cui riposa....

Parigi. Libération a République?

République è una delle ultime piazze popolari del centro di Parigi: incrocio di alcune tra le principali arterie viabilistiche della capitale francese, ha in pancia cinque linee della metropolitana. Fast-food, grandi magazzini popolari come Tati e negozi di scarpe a poco prezzo se ne contendono il contorno insieme a grandi alberghi e uffici pubblici. Ex zona operaia, République rischia per sempre di perdere la propria anima, già immortalata nel bellissimo documentario Place de la République di Louis Malle girato nel 1974. Un progetto di rimodernamento e di pedonalizzazione è infatti in corso con l’obiettivo di migliorare sia l’aria, spesso irrespirabile, sia l’estetica, con l’aggiunta di nuovi chioschi bar e la riprogettazione dei giardinetti. Di tutte queste cose la piazza ha certamente bisogno, in modo particolare di una viabilità più efficiente e di spazi pedonali più accoglienti, ma è anche vero che questo luogo, spesso sporco e apparentemente in stato di abbandono, è da sempre in grado di accogliere gli eccessi mettendo in relazione persone lontanissime le une dalle altre....