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M5s

(11 risultati)

Ricercatore: il più bel mestiere del mondo

L’anno scorso a Genova l’università, di concerto con il comune e altre realtà regionali, ha promosso un convegno intitolato Il ‘mestiere’ del ricercatore. Testimonianze del lavoro più bello del mondo il cui obiettivo ancora oggi appare misterioso. Mentre l’accademia, giorno dopo giorno, sta ultimando lo scavo della propria fossa, e nel momento in cui anche enti cittadini di ricerca immediatamente e socialmente vitale come l’Ist di San Martino (ricerca antitumorale) elimina a ciclo continuo ricercatori e collaboratori, un convegno del genere non suona solo come un anacronismo, ma si rivela essere un autentico atto di umorismo cinico.   Solo pochi anni fa si parlava di «una carriera attraente per i giovani ricercatori». Ma le promesse non sono più quelle di una volta. Adesso nessuno più neanche ipotizza la possibilità di una carriera attraente. Si invita a intraprendere la professione del ricercatore perché il mestiere è bello, a farlo nonostante la carriera impervia, e lo si fa con il trucco (antiscientifico) di mostrare solo i biglietti vincenti della lotteria. Eppure...

L'antieuropeismo di Beppe Grillo e Marine Le Pen

Lucien Febvre, storico che a lungo ha riflettuto sull’idea di Europa, in un saggio dedicato espressamente a questo tema (Europa. Storia di una civiltà, Feltrinelli) scrive che “L’Europa è sorta nel momento in cui l’impero romano è venuto meno”. La sua nascita, precisa, è un processo lungo che occupa tutta la seconda metà del primo millennio. Un peso determinante, più che l’impero carolingio, l’ha l’espansione della Chiesa verso Est, fino alle soglie della Russia. Conta sia l’atlante storico della diffusione del cristianesimo, sia come si muovono i suoi uomini, sia, infine, dove si trovano i centri che li formano.   La fisionomia cambia nel ‘500. La cristianità non esprime più tutta l’Europa. La riforma obbliga a trovare un nuovo fondamento. Ora sono i laici a insidiare il dominio del cristianesimo. Da quel momento “spazio europeo”, anche se ancora non si chiama Europa, un nome che si afferma dal ‘700, significa espansione verso Est, politica di potenza verso l’Asia, insediamento nel Mediterraneo, ora percepito come il proprio...

Lo stop di Grillo

Anche se il M5S resta la più grande forza d'opposizione, le elezioni europee del maggio 2014 segnano una battuta d'arresto per il “Partito del Grillo”. Soprattutto, i fatti contraddicono i proclami trionfalistici sparati da Grillo e Casaleggio alla vigilia del voto.   Ovviamente il dato principale è l'incapacità del M5S di elaborare una credibile proposta politica – i programmi del partito restano un'accozzaglia di temi sensibili e vaghi obiettivi, speso contraddittori – che si è scontrata con una speranza politica più credibile, quella incarnata dall'avversario Renzi.   Il successo elettorale del 2013 aveva spiazzato anche Grillo e i suoi, che avrebbero preferito limitarsi al ruolo di “cani da guardia” delle larghe intese, impreparati com'erano a qualunque responsabilità governativa. Questo risultato elettorale, se non porterà all'implosione del M5S, lo riporterà in qualche modo al suo ruolo naturale. Ma ci sono altre lezioni che si possono trarre dal risultato elettorale.   Il radicalismo giacobino   Grillo ha imposto al M5S di...

Grillo: oltre il teatro della crudeltà

Due vendicatori si aggirano in questi stessi giorni per l’Europa: lo Scaramouche giustiziere di Incredibili sulle ceneri del Terrore robespierriano raccontato da Wu Ming (L’armata dei sonnambuli, Einaudi) e il Beppe Grillo mattatore della Vecchia Politica sulle macerie di due incompiute repubbliche italiane analizzato da Oliviero Ponte di Pino nel bel libro Comico & Politico (Raffaello Cortina Editore), recensito su queste pagine da Marco Belpoliti.   Entrambi i volumi prendono le mosse (casualmente?) dalla Rivoluzione Francese e dal ruolo che vi ebbero gli artisti di teatro come gruppo ai margini della società costituita, che li aveva in passato ghettizzati; piccola enclave instabile ma dotata di una sapienza antica, disponibile a sovvertire ogni cristallizzazione sociale. Ambedue avanzano l’idea che gli attori, grazie alla loro tecnica dell’emozione e alla loro capacità di rappresentazione, emergono nelle tempeste della storia a cavalcare i venti della rivolta, dell’atto spettacolare qui e ora, del “colpisci uno per educare cento”, esibendosi piuttosto che in spettacolini didattici e consolatori in atti simbolici...

I Purissimi grillini non sono la cura

Niente di nuovo, sotto il cielo che sta sulla testa dei cittadini italiani. Anzi, qualcosa di arciitaliano, come la nostalgia di un’era di purezza (sì, ma quale?), il vittimismo che diviene identità politica, il complotto come entità superiore, che tutto determina senza nemmeno il bisogno di essere dimostrato. È il grillismo, signore e signori, che è nipote di una storia lunga, di riflessi linguistici e di mentalità che affondano le radici in una storia iniziata ben prima che Grillo fosse, ben prima – addirittura – che ci fosse la nostra Repubblica frutto dell’antifascismo e della vittoria sovietico-americana. È dentro a questa chiave interpretativa del fenomeno politico di questi anni, naturalmente il Movimento 5 Stelle, che si muove lo storico sociale delle idee David Bidussa, col suo ebook I Purissimi (1,99 euro, nei primi posti delle classifiche di Amazon), tutto dedicato a Grillo e ai grillini, e alla genealogie politiche da cui discendono. Il movimento guidato da Beppe Grillo e GianRoberto Casaleggio non è più guardato con la lente dell’entomologo che ne studia il saltellare tra rete...

M5S: Un po' broadcast, un po' network

Romperò un computer con la mazza a ogni spettacolo. (Beppe Grillo)   Tra le tante letture che si possono dare del fenomeno Grillo – e sicuramente quella di Oliviero Ponte di Pino, in Comico & politico. Beppe Grillo e la crisi della democrazia, è una delle più affascinanti – proverò a concentrarmi sul rapporto di Grillo con la rete e con la cultura digitale. Un comico che nel 2000 si dichiarava luddista è diventato il profeta della democrazia digitale. Come è possibile? Blog, streaming, meetup, web 2.0, democrazia diretta online, sono le parole chiave ripetute come dei mantra e rese popolari dal comico genovese, dopo che nel 2004 ha fatto la conoscenza dello stratega digitale Gianroberto Casaleggio. La mia tesi però è che, nonostante la trasformazione in un “teologo” della Rete e del suo potere, Grillo rimanga un personaggio dell'epoca broadcast, figlio della comunicazione di massa. L'efficacia e il successo del suo movimento, in Italia, è dovuta, tra le tante cose, a questa strana commistione di cultura broadcast e cultura di rete, network. Grillo è un personaggio reso...

Micah White: oltre Occupy

Sabato 5 ottobre. Alle 13.40 il Cinema Apollo a Ferrara brulica in attesa dell’incontro “Le relazioni pericolose”, su stampa e finanza in tempo di crisi, organizzato e promosso da Banca Etica e Arci, in occasione della settima edizione del Festival di Internazionale.   Moderato da Mauro Meggiolaro, giornalista e blogger per Il Fatto Quotidiano, l’evento è introdotto da Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica, che dà ufficialmente inizio alle relazioni pericolose, incoraggiando la platea a scrollarsi di dosso lo status di “analfabeti finanziari e utenti passivi di conti in banca” e a cercare di capire le dinamiche della finanza, in ragione della rilevante influenza che questa esercita sulla società. E, insiste, spetta proprio al giornalismo economico imparare a raccontarla, volgendo occhi, orecchie e penne non solo agli esperti di economia internazionale ma anche verso la gente comune, ascoltando l’avviso di chi ne vive le conseguenze ogni giorno. È su queste nobili intenzioni che si apre il dibattito insieme a Micah White, attivista statunitense, tra i fondatori di Occupy Wall Street.  ...

Vincenzo Latronico: prendere le api per il pungiglione

La mentalità dell’alveare, ultimo libro di Vincenzo Latronico, si potrebbe definire, se il termine non suonasse ad alcuni dispregiativo, un instant book o meglio una instant story. Questo per stessa ammissione dell’autore nella nota introduttiva (“Questo libro è stato scritto di getto in seguito alle elezioni politiche del febbraio 2013”, e più avanti definisce il libro una storia), ma soprattutto per una scrittura asciutta e precisa dal pugno ben saldo, come una partita a scacchi che avvinghia occhi e mente e non ti molla. È una storia instant dunque perché cadenzata all’instante, ritmata sul di-battito di questi tragicomici mesi post-elettorali italiani – e sul battito di cuore e mente, sempre più sballato nel corso della loro storia personale, dei due protagonisti, Leonardo Negri e Camilla Ottolenghi, giovane coppia d’italiani che s’avvitano da subito su salde scelte mature – comprare casa, fare carriera, mettere su una piccola ONLUS... sebbene arriveranno poi a consumarsi fino al divorzio (del quale non saranno i soli responsabili... – non vi preoccupate: l’autore...

Beppe Grillo, il culto dell'esperto contro la «kasta» scientifica

Non è vero che Grillo ce l’abbia coi giornalisti italiani. Laura Margottini, ad esempio, è riuscita ad intervistarlo. Ma lei aveva un asso nella manica: Margottini lavora per la prestigiosa rivista scientifica inglese New Scientist e Grillo non poteva certo tirarsi indietro. Infatti, Il rapporto tra scienza, tecnologia e cittadinanza, cui gli altri partiti dedicano al massimo qualche stanco convegno, è al centro del suo discorso politico. I gruppi che animano il MoVimento discutono molto sui rischi e sulle manipolazioni cui la scienza ci espone. Lo dimostrano le recenti sparate sui vaccini o i tanti messaggi di questi giorni sui forum di www.beppegrillo.it a favore della “terapia Vannoni” basata sulle cellule staminali mesenchimali, da impiegare su quattro bimbi gravemente malati ma unanimemente bocciata dalla comunità scientifica.   Qualunque bufala scientifica ha trovato terreno fertile nel MoVimento, ma sarebbe sbagliato liquidare i grillini come un popolo credulone e oscurantista. Beppe Grillo dà spazio anche a campagne di contro-informazione serie e documentate, come quelle contro il Tav in Val di Susa: d...

Post Grillo

All’inizio (ma l’inizio sta al centro, diceva Kafka) sembrava tutto chiaro: la distinzione fra forze politiche ricalcava la spartizione mediatica. Da una parte la vecchia politica, destra e sinistra insieme, che ha usato i mezzi di comunicazione tradizionali come la stampa e la televisione, col rinforzo delle affissioni pubblicitarie su strada e dell’uso invasivo della posta. Mai come in quest’ultima campagna elettorale leader e leaderini hanno gremito gli studi televisivi di qualsiasi trasmissione di qualsiasi canale di qualsiasi network, trasversalmente dai programmi delle sei del mattino a quelli della buona notte. Dall’altra la nuova politica (o l’antipolitica, come viene chiamata dalla prima), che usa con grande maestria gli strumenti presunti diretti, e sedicenti opposti, consigliati dai guru più svegli della comunicazione: la piazza e la rete. Il Movimento Cinque Stelle ha dovuto parte del suo trasbordante successo proprio a questa sua maniacale attenzione verso quale fosse lo strumento comunicativo più utile ed efficace per veicolare il proprio credo politico; e soprattutto quale non fosse: da qui l’espulsione degli...

Dibattito | Fare caos! Ovvero Accendere la luce!

To be insulted by these fascists it's so degrading And it's no game     David Bowie, It’s No Game (part I)     Febbraio è finito ieri. Il Ventunesimo secolo italiano sembra meno noioso di come l’avevano disegnato negli anni novanta, catch me if you can / I’m going back, cantano i Byrds, le gambe sono deboli e la testa piena: a little bit of courage / is all we lack, continuano a cantare i Byrds, mentre si susseguono le agenzie e i lanci di Beppe Grillo e le proposte, invero inevitabili e apprezzabili come e più di qualsiasi altra scelta, di Pierluigi Bersani. Non possiedo alcuna coerenza nei pensieri politici,  perché la Realtà mi fa cambiare idea spesso e volentieri, anche se di rado la Realtà mette in crisi un principio veramente valido. Da bambino spegnevo la luce all’improvviso, mentre i miei stavano parlando con gli amici, e urlavo: faccio caos!. Talvolta pubblico su Fb status contraddittori, me ne pento e li cancello. Provo a capire, oscillando sempre. Forse sbaglio. Forse no. Non lo so. Chiamo ‘fascista’ Beppe Grillo in una discussione on line, lo chiamo...