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Magnum

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René Burri e il sigaro di Che Guevara

Era il gennaio del 1963 a L’Avana. René Burri racconta di essere entrato nella stanza insieme alla reporter americana Laura Berguist della rivista Look, invitata a vedere di persona, sul posto, il successo della rivoluzione castrista. La stanza è in penombra, le veneziane abbassate. Lui è lì tutto preso da quello che stava facendo, quasi non si occupa di loro. Sta guardando delle carte. Sono trascorsi pochi mesi dalla crisi missilistica che ha portato il mondo sull’orlo della guerra nucleare. Letizia Berguist, bionda, bella donna, comincia a intervistarlo. Burri inizia quasi subito a scattare.     Che Guevara ogni tanto si alza dalla sedia ed esce. Torna sempre indossando gli anfibi e quella camicia militare. Fuma il sigaro, senza togliere il sigillo di carta. È un bell’uomo, naturalmente fotogenico. A un tratto porta la mano alla faccia e con un gesto di stanchezza l’appoggia agli occhi e al naso. Posa, sa di essere sotto gli occhi del mondo. Burri lo capisce. Scatta in rapida successione, senza mai sbagliare un colpo.     Fissa anche le mani del capo rivoluzionario mentre scrive: i fogli, la...

Scianna e la fragilità esistenziale del selfie

Chiunque ami la fotografia ha formato il suo sguardo con le immagini di Ferdinando Scianna. Scianna è stato il primo italiano ad entrare nell’agenzia Magnum. Di lui, Leonardo Sciascia scrisse: «È il suo fotografare, quasi una rapida, fulminea organizzazione della realtà, una catalizzazione della realtà oggettiva in realtà fotografica: quasi che tutto quello su cui il suo occhio si posa e il suo obiettivo si leva obbedisce proprio in quel momento, né prima né dopo, per istantaneo magnetismo, al suo sentimento, alla sua volontà e – in definitiva – al suo stile».     Eppure sono pochi i grandi fotografi che hanno anche scritto molto sulla fotografia e che hanno riflettuto sul suo linguaggio. C’è chi fa foto e chi scrive di fotografia, così come c’è chi fa cinema e chi ne scrive, chi suona e chi fa il musicologo. Il confine fra l’artista e il critico, non solo in fotografia, è molto discusso e lo scambio dei ruoli poco praticato e spesso deludente. Quando questo scambio di ruoli e di casacche avviene, è più facile che un...

Magnum. La scelta della foto

Riproponiamo questo articolo in occasione della mostra Magnum Contact Sheets presso il Forte di Bard che aprirà al pubblico in anteprima mondiale a partire dal 21 giugno sino al 10 novembre 2013.     Henri Cartier-Bresson è seduto su uno sgabello vicino a un tavolo, su cui sono accumulate in modo disordinato delle cartelline. Sta osservando con la lente d’ingrandimento un rettangolo: provini fotografici. Lo fa con la posa di un collezionista; meglio: di un investigatore alla ricerca delle prove del delitto. L’immagine è stata scattata nel 1959 da un altro celebre fotografo, René Burri, negli uffici della Magnum a New York. Cartier-Bresson sta svolgendo il suo lavoro: individuare tra gli scatti quello che merita di essere stampato, e quindi riprodotto su un giornale. Il rettangolo che tiene tra le mani, tra pollice e palmo, è una stampa a grandezza naturale di spezzoni di un rullo o di una sequenza di negativi, e rappresenta secondo Kristen Lubben, curatore di Magnum. La scelta della foto (Contrasto), il primo sguardo che il fotografo getta su ciò che è riuscito a catturare con la sua macchina....

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