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Salone del Libro di Torino

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A piede Lìberos

Lìberos ha un anno di vita, ma solo da sei mesi è una vera start up. Quando siamo nati eravamo una buona idea tutta da sviluppare, un gruppo di lavoro su base volontaria che si muoveva a tentoni e una road map puramente ipotetica, che certo non prevedeva che arrivassero risorse economiche forti in tempi brevi. Grazie alla vincita del premio cheFare quei soldi sono arrivati subito, ma la nostra vera fortuna è che meritarli non è stato per niente facile: c'è voluta una lunga fase di riprogettazione che ci ha permesso di mettere meglio a fuoco gli obiettivi da raggiungere, le azioni da intraprendere e i tempi e le risorse non solo economiche di cui davvero disponevamo. Abbiamo scoperto così che l'organizzazione di queste informazioni si chiama business plan ed è uno strumento banale nella progettazione delle aziende; solo che noi non siamo un'azienda e se non ci fosse stato richiesto per la partecipazione al premio non l'avremmo probabilmente mai fatto, né creduto ci servisse; che se ne fa un'associazione no profit di una cosa che si chiama business plan? Con il senno di poi ci siamo chiesti quante sono le...

Salone, icone e reliquie

  Anche quest’anno il Salone del Libro di Torino ha fatto il pieno: di visitatori (a centinaia di migliaia) e di attenzione, da parte di tutte le pagine culturali. La conferma di connotazioni che si replicano di anno in anno a volte fa sottovalutare l’imporsi di modalità che a poco a poco si fanno strada con sempre maggiore chiarezza e che rivelano non poche cose. E non solo sul mondo dell’editoria e sul rapporto tra libri e lettori. In un certo senso il Salone sta alla società italiana, anzi, alla parte di questa società che ha qualche rapporto con la lettura, come le discoteche di Rimini e Riccione stanno all’universo giovanile: test rivelatori dove prendono corpo, in nuce, le nuove mode, i nuovi trend che poi si estenderanno e prenderanno il posto delle vecchie connotazioni.  Al Salone del Libro, al tempo delle icone più o meno mediatizzate, si va a caccia di reliquie. Accanto alle folle che fanno la fila per acquistare il biglietto d’ingresso sostano le “blindate”, quelle dei magistrati che intervengono nei dibattiti e degli altri ospiti minacciati dalle oscure potenze del Male. Dunque...

Torino e i libri. Una scelta politica?

Le classifiche, come le liste, sono fatte per essere discusse, per vedere chi c’è e chi invece ne è escluso, ma soprattutto per capire quale logica presiede alla stesura dell’elenco dei salvati e dei sommersi. Mi sto riferendo alla serie di libri scelti dal Salone del Libro che si apre tra poco a Torino, libri che hanno fatto l’Italia, esposti in una mostra che dovrebbe costituire la base di un futuro Museo del Libro.   Un gruppo di studiosi e professionisti dell’editoria ha selezionato i 150 Grandi Libri e i 15 Super Libri – ovvero, i Best seller e i Mega seller per usare il linguaggio del massmarketing, oggi così consueto. Se la seconda lista, i Super Libri, include i libri che al loro apparire hanno rappresentato una svolta, un cambio di passo nella rappresentazione del nostro Paese, come è detto nella spiegazione che appare nel web, cominciare con Nievo, con le sue Confessioni, è perfetto, per quanto sia un libro postumo e la sua importanza, come capita spesso ai grandi libri, si sia imposta lentamente nel tempo, cosa che è accaduta a Primo Levi di Se questo è un uomo, uscito nel 1947 e...