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Alaska

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Nastassjia Martin, Croire aux fauves / Attenti all'orso!

“L’orso è partito, ormai da ore, e io aspetto, aspetto che l’obnubilamento si dissolva. La steppa è rossa, le mani sono rosse, il viso tumefatto e lacerato non è più lo stesso. Come ai tempi del mito, è l’indistinto a regnare, io sono questa forma incerta dai tratti scomparsi sotto gli squarci aperti nel volto, ricoperti di umori e di sangue: è una nascita, perché manifestamente non è una morte.” Cosi comincia, senza tanti giri di parole, il bel libro scritto dall’antropologa Nastassjia Martin, Croire aux fauves, uscito l’autunno scorso in Francia e di prossima traduzione in Italia. Fin dalle prime righe, infatti, di questo si tratta: di “credere alle fiere”.   In queste giornate estive in cui le cronache parlano con frequenza di incontri e di scontri con orsi sulle montagne trentine (ma il discorso potrebbe allargarsi anche al lupo), e delle polemiche che li accompagnano, credere alle fiere non vuol dire prenderle sul serio perché selvaticamente pericolose. No. Qui, con uno di quegli spiazzamenti propri all’antropologia, vuol dire piuttosto: prestarvi fede. E, in un certo senso, come fa l’autrice, affidarvisi, consegnandosi all’altrui capacità. Con l’andamento frammentato...

Subhankar Banerjee verso Nord / Il Complesso Artico

Il futuro del Nord   Fine aprile 2017, sala Roosevelt della White House. Trump firma un provvedimento legislativo che, in rottura con la precedente amministrazione, riapre di fatto la possibilità di compiere trivellazioni petrolifere nelle acque dell’Artico e dell’Atlantico. È un regalo all’industria delle energie fossili e alle compagnie petrolifere come Conoco e Shell, i cui interessi sono ben rappresentati nell’attuale governo. Un gesto retorico per produrre “energia americana”. Per l’occasione Lisa Murkowski, senatrice repubblicana dell’Alaska e presidente del comitato del Senato per l’energia e le risorse naturali, esorta Trump a condividere il motto del suo stato: “North to the future”. Che il mito dell’Alaska come ultima frontiera americana o, meglio, come “ultima roccaforte terrestre della grande fauna nordamericana del Pleistocene” (Paul Matthiessen) sia ormai infranto?   L’Alaska è una risorsa naturale: lo è nel senso della sua biodiversità ecologica ma anche nel senso della più grande riserva di petrolio del mondo che resta da sfruttare. A causa di questi interessi economici, l’Artico è già segnato dalla concentrazione di diossido di carbonio nell’atmosfera,...

David Vann. Da dove vengono i sogni

L’isola di Caribou in Alaska in cui costruire un capanno con le proprie mani inseguendo più i propri rimpianti che i propri sogni, una famiglia esplosa da cui ognuno fugge in cerca di un riparo, una terra ostile e di ghiaccio quale terreno ideale per una resa dei conti che non vedrà alcun vincitore, ma solo l’azzeramento di un destino privo di ogni possibile felicità.   David Vann non ha scritto un capolavoro e non è probabilmente nemmeno paragonabile a Cormac McCarthy, come scrivono gli strilli giornalistici pubblicati sulla quarta di copertina del volume; tuttavia racconta con non poca bravura ed efficacia una storia ai margini del successo. Tre passi dopo Jonathan Franzen, i protagonisti di Vann vivono pienamente un fallimento senza possibilità di riscatto, come elementi dispersi su una terra estrema e dura, si ritrovano fianco a fianco in lotta per una sopravvivenza che non sarà mai una vita pienamente desiderata e voluta.   Protagonista assoluta è l’ansia, e con lei la difficoltà di percepire i propri stessi desideri, fino poi a tradirli in uno spietato gioco autodistruttivo, che va...

Recensione / Il grande viaggio in slitta

Nei prossimi anni la storia dell’esplorazione artica diventerà un argomento importante, alla luce del ruolo centrale che l’Artico sta assumendo nell’immaginario e anche per i mass media. Personaggi di grande levatura come il norvegese Fridtjof Nansen, il danese di origine Inuit groenlandese Knud Rasmussen, saranno due dei nomi di riferimento per comprendere il cammino dell’uomo in rapporto a un mondo incantato che è al centro degli interessi economici odierni delle grandi potenze. Il grande viaggio in slitta di Knud Rasmussen è quindi un libro importante, pagine dove l’autore narra l’incredibile Quinta Spedizione Thule, che dal 1921 al 1924 lo condusse a esplorare e incontrare le popolazioni artiche dalla Groenlandia all’Alaska (la mappa di quell’immensa impresa è riportata nel volume, e copre metà della circonferenza terrestre), a raccogliere dati etnografici, fissare per sempre riflessioni fondamentali sulle terre bianche, che già Nansen, quando nel 1888 aveva incontrato gli Inuit della Groenlandia durante la prima traversata di quella meravigliosa terra (Nel Cuore della Groenlandia,...