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Brindisi

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Mappe e territorio / Dell’invisibile

L’altro giorno, a Brindisi, ho scoperto un mondo invisibile. Si tratta di una rovina imponente che si indovina appena da varie parti della città, ma che resta quasi totalmente sottratta alla vista. L’edificio in questione, il Collegio Tommaseo, ovvero l’Accademia Marinara dell’Opera Nazionale Balilla, è una realizzazione dell’architetto Gaetano Minucci. Edificato con la magna pompa tipica degli edifici di epoca fascista, l’insieme ha attraversato una lunga fase di decadenza. Oggi, chi si inoltra nella piccola giungla che lo circonda può scoprire un universo tarkovskiano, caratterizzato dalla rivincita della natura sugli artefatti umani, cioè dall’invasione della vegetazione sul corpo dell’immenso complesso abbandonato. La vera sorpresa, dopo una complicata deambulazione nella struttura, le cui innumerevoli finestre affacciano su un esterno quasi surreale, è data dal generoso cortile o “piazzale” del Collegio.     Sui muri pesantemente erosi dal tempo si intravedono segni strani. Graffi? Graffiti? Decorazioni? Pitture? Uno sguardo più acuto permette comunque di identificare questi segni di grandi dimensioni diventati inquietanti: si tratta di mappe che rappresentano – o...

Marsiglia 2013: la danza utopica di Virgilio Sieni

Davanti a tutti c’è Aulo, artigiano alabastraio di Volterra, 82 anni, con cappellino di carta, sgorbi, ceselli, lime. Virgilio Sieni con lui ha portato a danzare a Marsiglia sogni santarcangiolesi e arlecchini picassiani, signori baresi e ragazzine di undici anni, contadini di Pezze di Greco (Puglia) con i loro pomodori e orecchiette, madri e figlie di vari paesi e colori, non vedenti italiani e catalani, donne nate e cresciute sotto le esalazioni micidiali dell’Ilva di Taranto, anziane signore di San Gimignano, di Firenze, di Marsiglia e Catalogna, un boxeur maghrebino di Marsiglia, giovani neri dai corpi di dei residenti in Toscana, il coro di Carpi.     Un popolo, composito, fatto di più di centocinquanta persone, che danzano o semplicemente mettono in scena i loro gesti antichi o contemporanei. È la conclusione del progetto itinerante Art du geste dans le Méditerranée, che ha visto il coreografo fiorentino muoversi per alcuni anni a scolpire danza dai movimenti quotidiani tra Italia, Francia e Spagna, in un lavoro sulla memoria e sul futuro di spessore unico.   Per Marsiglia 2013 capitale europea...