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Capri

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Vettor Pisani. Eroica / Antieroica

A Napoli, il Museo Madre ospita la prima grande retrospettiva dedicata a Vettor Pisani (Bari, 1934 - Roma, 2011), una mostra che sin dal titolo, Eroica/Antieroica, sembra iniziare lo spettatore allo scenario poetico dell'artista. Un mondo popolato da tensioni dialettiche, coabitato dagli estremi di un pensiero messi l'uno di fronte all'altro; anzi, dove l'uno si riflette inevitabilmente nel suo contrario.   L'estetica di Pisani si nutre di antinomie, di miti e di storia, di spazi e tempi verosimilmente inconciliabili, fagocitandoli e restituendoli all'esterno in espressioni plurali: in “giochi” di idee e visioni imprevedibili; in “rompicapo” per la critica; in accostamenti di forme appartenenti alla memoria collettiva ma presentate sotto mutate vesti, così da apparire spesso enigmatiche e intraducibili.   I soggetti e le immagini che ricorrono continuamente nella produzione dell'artista – l'Enigma, l'Androgino, la Verginità, le Macchine Celibi – gli appartengono sin dalla sua prima personale: Maschile, femminile e androgino. Incesto e cannibalismo in Marcel Duchamp, una mostra...

Capri, Via Krupp

Quasi quasi comincio da Lenin. Cioè, dalla stele di Lenin. Sì, quasi quasi comincio da lì, procedendo sulla schiena di piccoli scalini in pietra che scoscendono dallo spiazzo col bianco monumento al bolscevico, e che tagliano su di un lato i giardini di Augusto, e poi sboccano inaspettatamente qui, sulla strada più bella del mondo. Qui, sulla via Krupp.     Capri è bella quando è dura, è dolce quando è sola, è chiara quando è nuda. Altrimenti è una roccia stanca, stupida, frenetica, mondana. Quando ci vengo, preferisco al rumore del mare il silenzio della polvere, all'acqua la terra: i camminamenti, molti agevoli, certi tortuosi, taluni ardui, da scoprire con calma, con pazienza. Dovessi invitare al cammino, inizierei con uno scivolo, sul liscio, sul facile, ma senza perdere in virtù. Comincerei da lei, da via Krupp, linea che curva e si raddrizza, da percorrere solo e soltanto come Adamo percorreva le sue strade, coi piedi e basta, liberi dal rischio di incrociare macchine o altre complessità che non siano state impastate col fango, in questo paradiso terrestre...

Napoli / Paesi e città

“Il Signore resuscita a Napoli, credete a me, in quale altro paese potrebbe accorgersi di essere di nuovo al mondo, dove potrebbe ritrovarsi più umano, più giovane e più povero, fra gente che sappia egualmente, per antica esperienza, che cosa significhi abbracciare una croce o esserne finalmente schiodati?”.   In quest’anno che ha Pasqua cadente in aprile, a rileggere queste poche parole riviene il sapore di quello che abbiamo deposto, portando in cantina Giuseppe Marotta. I tempi son tali che a sentire quel nome e cognome qualcuno intenderebbe che si parli del direttore sportivo della Juventus. No, qui no: qui parliamo dello scrittore che morì negli anni ‘60. Derubricato a bozzettista e invece titolare d’una penna che come poche aveva una felicità: quella di scrivere. Mandiamo perciò questa cartolina da Napoli, usando parole che sono una dedica a chi l’ha scritte, tratte da San Gennaro non dice mai di no che la Avagliano editore ha meritoriamente riportato nelle librerie in questi giorni. È anche una dedica al popolo di Napoli. In giorni di vento, ma soprattutto di mare....