festival scarabocchi 2020

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Erba

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Il sabato del villaggio / Manovra economica

Mai come in questi giorni, l’Italia sembra proiettata verso il futuro. Il ministro dell’economia ha presentato in consiglio dei ministri la manovra economica per stabilizzare il debito e rilanciare l’economia. Una manovra doppia quindi, che stabilizza e rilancia, ma soprattutto che punta tutto sul futuro, rimandando al 2013 i provvedimenti più impegnativi. Se la paura per il futuro prima lo immobilizzava, oggi rinchiude letteralmente il Paese in una sorta di illusione in debito, qualcosa di molto simile ad un’ansia adolescenziale perennemente tesa tra i sensi di colpa per i compiti da fare rimandati a dopo e un’apatia consumata davanti ai programmi televisivi pomeridiani. Dalla televisione al telefono: questa la mutazione di un Paese che fu di 60 milioni di c.t. della nazionale e che oggi è più vagamente composta da 60 milioni di manovratori. Tardoadolescenti anni Novanta cresciuti con troppa tv e niente internet.   Ed è agli anni Novanta che ci riportano le immagini e anche le telefonate di Luigi Bisignani, manovratore gattopardesco sempre alle spalle dei potenti per meglio sussurrare alle loro orecchie. Giorgio...

Erba / Paesi e città

Ci devi arrivare in treno. E poi, dalla banchina, con il profilo del Resegone che chiude a destra il campo visivo, seguire con lo sguardo la linea della ferrovia, i binari che subito dopo la stazione proseguono sotto il ponte, quasi inghiottiti dalle pareti di terreno che si fanno più alte, per poi scomparire dietro la curva, verso quelle montagne che in certi giorni particolarmente tersi potresti proprio giurare che si siano fatte più grandi e più vicine, e che ti consegnino così allo sguardo ogni dettaglio, la forma degli alberi, dei sentieri, dei rifugi.   Ci devi arrivare in treno. E poi, lasciarti alle spalle la piazza, e camminare in salita costeggiando la ferrovia, i Corni di Canzo davanti a te, guardando distrattamente i SUV che ti sfrecciano davanti, e quel cartello “Piazza Padania (ex Piazza Roma)” che campeggia sulle pareti della vecchia stazione, testimonianza fastidiosa di due retoriche che si scontrano sul nulla. Ma è proprio per questo ed è proprio così, arrivando in treno, che puoi prendere Erba da lato, e circumnavigarla piuttosto che attraversarla. Non c’è un’identit...

C’era una volta la scuola serale

Da dieci anni il mio lavoro ufficiale inizia alle 17.30 e termina alle 22.25. Durante la giornata perlopiù leggo e scrivo, di sera e di notte insegno italiano. Ho due bambini piccoli che sempre più perplessi mi chiedono perché io esca di casa quando molti papà vi fanno rientro. Cerco di dargli delle spiegazioni ma sono sicuro che non capiscano, le loro smorfie tra il divertito e l’annoiato sono lì a dimostrarmelo.   Al serale sono approdato per scelta. Quando arrivò il momento dell’immissione in ruolo, dopo molti anni di “apprendistato” trascorsi in mezzo a studenti inselvatichiti, mi dissi che probabilmente quella era la soluzione meno opprimente per uno come me, che chiedeva al proprio lavoro di insegnante soprattutto la possibilità di dedicarsi anche ad altro senza eccessive azioni di disturbo. Non avevo nessuna “vocazione” al recupero di chi voleva rientrare nella scuola per ottenere il titolo di studio. Neanche l’ombra di una seppur fievole volontà missionaria. Volevo solo stare tranquillo, facendo il mio dovere. Così iniziò l’avventura in una delle...