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Forlì

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Liberty. Uno stile per l'Italia moderna

L’Italia, dopo il Risorgimento, faceva fatica ad essere moderna nelle arti, giunse quindi benvenuta, dopo il 1880, la ventata di un movimento dai tratti generalisti e onnicomprensivi, che altrove si chiamò stile giovane o moderno e da noi, un po’ per pigrizia, un po’ per comodità, prese il nome di Liberty, in omaggio a una celebre ditta londinese specializzata in cineserie, giapponeserie e decorazioni di pregio.   A questa stagione, già riscoperta e esplorata dagli anni ’70 da studiosi del calibro di Rossana Bossaglia, torna oggi la bella mostra ai Musei di San Domenico a Forlì che reca come sottotitolo Uno stile per l’Italia moderna, a cura di Maria Flora Giubilei, Fernando Mazzocca e Alessandra Tiddia (catalogo Silvana-Cassa di Risparmio di Forlì, pp. 407, euri 34). Il logo scelto è Il silenzio di Giorgio Kienerk, sospeso tra eredità macchiaiole e slanci simbolisti. Nell'ampia rassegna vincono le allegorie, i racconti a chiave, le vicende mitologiche: spicca soprattutto la scena onirica popolata di visioni di morte, o aperta alle presenze, sinistre quanto seducenti, delle sirene,...

Tavolate romagnole

Furlé o Forlì è l’epicentro della romagnolità, quel sentimento della dismisura che lega a un tenace filo Rossini e Valentino Rossi, Renato Serra e Mussolini, Pascoli e Fellini, Francesco Baracca e Pantani (anche se non riesco a perdonare a quest’ultimo la frode sportiva, con buona pace del romagnolo Teatro delle Albe). Un contributo decisivo all’unità gastronomica d’Italia venne da Pellegrino Artusi da Forlimpopopoli.   Forlì sconta la vicinanza a Predappio, eppure il welfare autoritario dell’architettura del ventennio non dispiace in quello che i romagnoli chiamano il Zitadon. Io ci sono andato per la riunione nazionale di “Una Città”, piccola rivista, molto meno nota di quanto si meriterebbe e che, attraverso l’uso metodico dell’intervista, tasta il polso dell’Italia e del Mondo. Il quale, come è noto, specie ora, non è che sia granché combinato. Molti di noi sono reduci da tante battaglie, malinconici ma non disincantati, e poi le rezdore del gruppo danno il buon esempio e non consentono più di tanto la deprecatio temporis....

L'estate sul sellino

Quando nel lontano 1936 mio padre acquistò una serie di tubi “Columbus” per costruire una bici, io ero nato da pochi mesi. Questa è la storia che ancora continua di quella bicicletta. La bici fu costruita da un provetto meccanico della città di Forlì di nome Lindoro e, oltre al telaio, fu accessoriata dal cambio Regina Margherita e da ruote leggere con tubolari. Mio padre era un rilegatore di libri e aveva l’hobby della bicicletta come avveniva per molti giovani in Romagna. Con quella bici, il babbo faceva lunghe gite insieme agli amici della U.S. Forti e Liberi di Forlì, sez. ciclismo, con puntate fino a Firenze e a San Marino nei giorni festivi. Molto spesso accadeva che per prendere un caffè, i soci decidevano di andare a San Marino percorrendo circa 130 chilometri. Naturalmente questa bici era un tesoro e in casa veniva tenuta nella camera da letto. Poi venne la guerra e mio padre fu richiamato nel reparto del genio zappatori e dopo l’8 settembre tornò miracolosamente a casa e venne incorporato nella C.R.I. per soccorrere i numerosi feriti e trasportarli all’ospedale. Nel frattempo, la...

Forlì - Trieste

La mattinata è limpida, l'aria frizzante, il cielo sornione, insomma, il solito! E io che mi sentivo, invece, prossimo a una grande prova... Due mesi prima avevo con gran piglio proposto questa impresa, pentendomene un attimo dopo, ed ora ero qui, polpacci pronti e rosario in mano. Perché per alcuni arrivare a Trieste in bicicletta dalla romagnolissima Forlì potrebbe essere una passeggiata, ma per me proprio non lo era. Mi sentivo invece di far parte con tutti gli onori della  schiera di eroi che han fatto grandi le lettere greche, ero pronto a menar fendenti, a far cadere nemici come neve natalizia, a immolarmi in baccanali dagli esiti sulfurei. Tre giorni e mezzo per arrivare a Trieste ed entrare di gran diritto nel mito, tre fulminati in fila indiana sulla romea per vedere la mostra su Nereo Rocco, tre mountain bike sotto a culi irsutissimi come neanche l'orso marsicano.   Si parte tonici, sembriamo veramente una squadra sgangherata e urliamo 'A Comacchio!', credendo che la paludosa cittadina pontuta possa fare da scenario al nostro pranzo a base di anguilla rigorosamente fritta. E invece facciamo il lungo fiume sino a...

Impalze’

Dialetto romagnolo (Forlivese). Persona particolarmente stupida. Di Loris Sarti

S’ciavarel

  Dialetto Romagnolo (Forlivese). Si dice di persona piccola e gracile con atteggiamenti da macho. di Loris Sarti

Snament

  Dialetto Romagnolo (Forlivese). Riferito ai bambini indica il loro giocare, rivolto ad adulti può descrivere l' intenzione di tenere un atteggiamento particolarmente scherzoso.   Di Loris Sarti

Mze’ta

  Dialetto Romagnolo (Forlivese) Termine usato ormai solo dai più anziani che si potrebbe tradurre in boccale.   Loris Sarti

Forlì / Paesi e città

  Forlì è una delle tante città di provincia italiane che, nel tempo, ha mantenuto una continuità con le forme della politica e del vivere civile dell’epoca dei comuni. È stata, sino a non molti anni fa, ghibellina, non solo per la grande prevalenza nel suo tessuto sociale delle forze laiche, quelle comuniste-socialiste e quella repubblicana, ma anche per l’atteggiamento di fondo dei suoi abitanti, interessati in primo luogo a realizzare progetti chiari e autosufficienti. La prima virtù per un forlivese, e per la Romagna in genere, è la concretezza, seguita dalla capacità di fare meglio del diretto avversario. È da queste parti che la dimensione della gara, per esempio della corsa in bicicletta o in moto, acquisisce una valenza assoluta, diventa un modo di vita: non la sfida nascosta e logorante implicita nell’attuale sistema finanziario-informatico, ma quella aperta di chi vuole costruire e far vedere i risultati della sua opera.   Naturalmente, i forlivesi hanno dato sempre il loro contributo ai tentativi di rinnovamento, nel bene e nel male. Al centro della piazza principale c...