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Fukushima

(3 risultati)

Sognando l’atomo

Sono passati settant'anni. L’atomica non finisce mai di incombere su di noi. Per questo ricordare la prima volta in cui è stata usata su obiettivi civili, a Hiroshima, e poi la seconda, a Nagasaki, non è un dovere di memoria e di pietà puro e semplice ancorché necessario: è una meditazione obbligatoria sul presente e su un sempre possibile futuro prossimo, sull’infinita capacità di male delle società e dei singoli.   Doppiozero ricorda le due tragedie con le riflessioni di Yosuke Taki oggi e di Giuseppe Previtali domani.     A Nuclear Story   In questi giorni ho avuto modo di collaborare alla traduzione di un film su Fukushima (Fukushima: A Nuclear Story) di e con Pio D’Emilia, il noto giornalista italiano che vive in Giappone da più di trent’anni. È un film bellissimo che avrebbe dovuto fare un giapponese, ma soprattutto è stata un’occasione per rendermi conto di quanto un’intera generazione di giapponesi, dopo gli anni Cinquanta, sia stata allevata sotto un’ingannevole pioggia di messaggi subliminali, nemmeno tanto celati, per indurci a...

Hiroshima: per non dimenticare

Shinichi Tetsutani aveva tre anni e stava giocando nel giardino di casa con il suo triciclo quando apparve la pika, luce di morte. Nella teca del Memoriale a Hiroshima il suo triciclo, assieme a un elmetto, sembra un'opera d'arte.     Lo splendido diario di Machihiko Hachiya – tradotto, sulla base del testo ufficiale inglese di Neal Tsukifuij del 1955, da Francesco Saba Sardi - si comprende fino in fondo solo dopo avere visitato il Memoriale. Dove sta il piccolo triciclo devastato di Shinichi, in una teca, insieme a tante altre memorie. Quel triciclo non è opera d'arte, è opera umana, ma non appartiene a un autore. Sembra esserlo, come la pika. Chi l'ha veduta la descrive come un bagliore:   All'improvviso fui abbagliato da un lampo di luce, seguito immediatamente da un altro. A volte, di un evento, si ricordano i più minuti particolari: rammento perfettamente che una lanterna di pietra nel giardino si illuminò di una luce vivida, e io mi chiesi se fosse prodotta da una vampa di magnesio, o non piuttosto dalle scintille di un tram di passaggio. (Hachiya, p.13)   Descrizione di un momento,...

Twitter Revolution? Social Network e cambiamento politico

Con questo articolo doppiozero inaugura una serie di riflessioni sul ruolo della Rete, dei social networks e delle nuove tecnologie nei cambiamenti sociali, culturali e politici degli ultimi anni. In seguito alla pubblicazione di alcuni articoli sul tema si è sviluppato un animato dibattito, sia all'interno della redazione che sul sito e sui social networks. Le posizioni sono eterogenee e si basano su interpretazioni anche molto diverse tra loro. Dato che intendiamo doppiozero soprattutto come uno spazio di confronto per la critica culturale, abbiamo deciso di chiedere ad alcuni autori di riflettere sull'argomento, in modo da restituire la complessità con cui si articolano le posizioni. Buona lettura.     Fin dai giorni delle rivolte iraniane del 2009, i media tradizionali si interrogano sul ruolo avuto dai social network negli stravolgimenti sociopolitici degli ultimi due anni. Ad ogni nuovo stravolgimento che vede gli attivisti impegnarsi anche attraverso i nuovi media, vengono riproposte due letture dicotomiche. Da un lato c’è chi parla di Twitter Revolution, un cambiamento sociale spinto soprattutto dalla facilit...