Storia

Pensiero e azione pubblica / Hammarskjöld: la Buona politica

Il 18 settembre del 1961, in un incidente aereo molto sospetto e mai chiarito, vicino all'aeroporto della città di Ndola, dove si stava recando per cercare una soluzione alla crisi provocata dall'insurrezione indipendentista del Katanga dopo la dichiarazione d'indipendenza del Congo, morì l'allora Segretario Generale delle Nazioni Unite Dag Hammarskjöld. Sull'incidente non è stata ancora fatta chiarezza, nonostante la pubblicazione in anni recenti di un'accurata ricerca (cfr.Susan Williams, Who Killed Hammarskjöld? The UN, the Cold War and White Supremacy in Africa, 2011) abbia spinto l'ONU ad aprire una nuova indagine. Negli anni Sessanta, d'altra parte, non ci si facevano molti scrupoli ad eliminare personaggi scomodi, come ad esempio il monaco trappista Thomas Merton, grande e...

Musei dell'Est (2) / Lo charme della Repubblica Popolare Polacca

Così recita uno degli appellativi che hanno caratterizzato nei suoi non molti anni di vita l’attuale Muzeum Życia w PRL (Museo della vita nella RPP), altrimenti noto (per il pubblico anglofono di turisti) come Museum of Communism. Ma arriveremo gradualmente a dissertare delle sue denominazioni. Il caso mi ha portato in Polonia per visitare questo museo di domenica, domenica 1° agosto 2021, per la precisione. Sei ore di treno diretto (ferrovie polacche) che separano Berlino da Varsavia e poi il primo impatto con la città. Appena fuori dalla stazione centrale il benvenuto mi fu dato proprio dalla gigantesca mole “comunista” di un grattacielo staliniano, il Pałac Kultury i Nauki imienia Józefa Stalina (Palazzo della cultura e della scienza intitolato a Iosif Stalin). Costruito tra il 1952 e...

2 ottobre 1821-2 ottobre 2021 / Nino Bixio, una vita da romanzo

Cominciata a Genova il 2 ottobre di duecento anni fa la vita di Giuseppe Bixio è stata, come si soleva dire, un romanzo. E la racconta gustosamente nel 1875, due anni dopo la morte, il suo primo biografo Giuseppe Guerzoni, a partire dai contrasti con l'istituzione scolastica e familiare: espulso più volte da entrambe, in particolare ad opera della matrigna cattiva che lo fece arrestare perché non voleva sostituire il fratello, in carriera ecclesiastica, sotto le armi. Poi si arrese e annodò su una nave militare i due filoni decisivi della sua esistenza: il mare e la guerra. Il primo lo aveva già incontrato a tredici anni come mozzo per le Americhe e gli donò, tramite i più maturi compagni, l'eterno nome di Nino. Il Risorgimento lo fece per intero dal Quarantotto, come adepto di Mazzini...

Storia d'Italia attraverso i sentimenti (16) / Molti sogni per le strade

Accade talvolta che poche parole, e le immagini che quelle parole evocano, stringano in sintesi un’intera epoca. È il caso del titolo del film di Mario Camerini del 1948: “Molti sogni per le strade”. Dopo le fonde notti degli anni di guerra, e i neri incubi che le hanno inquietate, gli italiani ricominciano a sognare. Dino Buzzati rievoca l’euforia travolgente, l’onirico visibilio, dei giorni che seguono alla Liberazione: “Tutti sono diventati pazzi, ridono, si abbracciano. Ricominciamo a dire domani, a dimenticare la morte”.  Questo è lo stato del Paese, e il subbuglio dei suoi sentimenti. Larve di desideri attraversano le strade, prendendo d’assedio le mura dell’indigenza quotidianamente sofferta. Le incrinano. L’Italia è ancora inchiodata al cumulo delle sue rovine, i corpi si...

Il nodo di tutte le cose / I sette talismani dell'impero

Per un uomo del passato, greco o romano che fosse, il mondo era, nei suoi disparati aspetti, più significativo che per noi. Molto più significativo. Anzi, a rigore, tutto era dotato di un senso allora. Lo stormire di una fronda di quercia o di alloro, la direzione del volo di un uccello, il moto di una fiamma, il precipitare di una pietra, una voce captata a caso nell'aria, il bagliore di un fulmine. Tutto parlava. Anche un riflesso di luce in uno specchio, lo sgusciare di una serpe, un ragno e la sua tela iridescente, uno starnuto, persino un semplice starnuto poteva rivestire importanti significati. E questo perché tutto era pieno di dei. “Omnia Iovis plena” scriveva Virgilio, mentre Petronio faceva dire a un suo personaggio: qui tutto pullula talmente di divinità che è più facile...

Musei dell'Est (1) / Comunismo per turisti

Nella capitale della Repubblica ceca un Museo del comunismo esiste già dal 2001 per volontà di un giovane imprenditore americano, Glenn Spicker, laureato in relazioni internazionali, frequentatore dell’Europa fin dagli anni Ottanta, precedentemente cimentatosi con un jazz club e poi una catena di ristoranti detti Bohemia bagel. La prima sede del museo era passata alla storia, prima di ogni altra ragione, per la sua sensazionale collocazione: tra un casinò e un Mac Donald’s su una delle vie più frequentate della città, na Příkopě.   L’ingresso al primo Museo del comunismo (giugno 2008). Pareva voler sottolineare, fin dalla sua posizione topografica, l’assurdità del proprio contenuto in netto contrasto con la realtà post-socialista che la città stava affrontando. Eclatante era pure...

Vent'anni dopo / Le rovine di Wall Street

Sono trascorsi vent’anni dall’attentato alle Twin Towers. È il caso pertanto di domandarsi quali siano le conseguenze di quel catastrofico evento. Oggi appare senz’altro evidente che Al Qaida è stata sconfitta dagli Stati Uniti e dall’Occidente sul piano militare. Su quello dell’immaginario, però, ha decisamente vinto la sua sfida con l’industria cinematografica hollywoodiana, che ha cominciato da allora un lento declino. Su questo non ci può essere alcun dubbio: le immagini televisive dei due Boeing che s’infilavano con precisione chirurgica all’interno delle due Torri Gemelle del World Trade Center di New York provocandone il crollo hanno manifestato una tale forza simbolica che sembravano superare l’impatto suscitato da un qualsiasi film di genere catastrofico prodotto da Hollywood. Si...

Un libro di Gilles Kepel / Il ritorno del Profeta o l’eclisse dell’Occidente?

Un libro sul presente raccontato giorno per giorno, riportando quasi in tempo reale gli eventi accaduti, non è stato a mio avviso scelta felice da parte dell’arabista Gilles Kepel (Il ritorno del Profeta, Feltrinelli 2021). La cronaca dei mille episodi che caratterizzano il Medio Oriente nel 2020 potrà forse servire agli storici del futuro ma non ci offre alla fine la chiave di lettura promessa sul dramma in corso. Come scriveva Savinio in Sorte dell’Europa (1943-44) all’epoca di un’altra crisi europea come fu quella bellica, occorre uno sguardo “al di là delle cose” per capire il presente. Eppure il libro era iniziato con una splendida citazione dell’Aleph di Borges che vale una profezia! Il guerriero longobardo che durante l’assedio di Ravenna abbandonò i suoi e morì difendendo la città...

Storia d'Italia attraverso i sentimenti (14) / Una volta c’era il pudore

Una volta c’era il pudore. Una volta i sentimenti scorrevano sotterranei, trattenuti da alti argini, talvolta soffocati nel silenzio. E questo, forse, li rendeva più acuti, più sofferti. Forse. Poi, gli argini del pudore si sono rotti, i sentimenti sono tracimati, trascinando nella loro corrente una lunga scia di parole. Così l’indiscrezione ha sostituito il pudore; al silenzio ha fatto seguito la verbosità. Quando è accaduto? Probabilmente quando il sentimento della sopravvivenza, che aveva fagocitato gli anni della guerra e, subito dopo, la dura ricostruzione, ha attenuato la sua morsa alleggerendo il cuore. Allora si cominciano a sentire altre voci. I sentimenti prendono la parola. E si fa spazio quello che qualche anno più tardi verrà chiamato il privato.   Ma c’è un primo passo...

Polo del ‘900 / 1944: l’estate partigiana di Nuto Revelli

Nell’ambito della programmazione culturale 2021 del Polo del ‘900 Dove portano i Venti. Crisi, transizioni, opportunità del nuovo decennio, la Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci propone e coordina il progetto integrato Archivi con-nessi. Un progetto di valorizzazione dello straordinario patrimonio archivistico e bibliografico degli enti partner del Polo del ‘900, che prevede la pubblicazione sull’Hub 9centRo di percorsi tematici multimediali connessi. Le risorse presenti sull’Hub, le pubblicazioni disponibili sul Catalogo del Polo Bibliografico della ricerca, le fonti esterne di approfondimento (voci di Wikipedia, bibliografie online, video), con l’aiuto di storici, archivisti, bibliotecari e ricercatori confluiranno in un ecosistema...

Polo del ‘900. Archivi con-nessi / Dall’8 settembre a Cefalonia

Alle ore 19.45 dell'8 settembre 1943 il Maresciallo Pietro Badoglio, nominato dal re Vittorio Emanuele III capo del governo al posto del destituito Mussolini, proclama solennemente per radio l'armistizio con gli Angloamericani, aggiungendo sul finale che “le forze italiane reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza”. L'ambiguo messaggio, su cui si sono scritti fiumi d'inchiostro, spinge la maggior parte dei soldati a dar corso al profondo impulso del “tutti a casa”, icasticamente reso dal film di Comencini, magari intercettati e incarcerati dai nazisti come appare in questa fotografia:   Militari italiani catturati dall’esercito tedesco e avviati alla deportazione, ca. 1943. Alcuni comandanti (come per esempio Junio Valerio Borghese), specie dopo la creazione...

Storia d'Italia attraverso i sentimenti (13) / Bambini in manicomio

Qui è l’orrore. Ben oltre quello che possiamo immaginare. Un bubbone putrescente tenuto nascosto nel sottosuolo della nostra storia. Troppo a lungo.  Parlo dei “manicomi dei bambini”, discarica di vite difficili, o rifiutate. La loro esistenza si è protratta fino ai primi anni settanta, quando le mura dell’istituzione manicomiale hanno cominciato a sgretolarsi.  Il frenetico sviluppo del paese nel corso degli anni cinquanta, si era spento da tempo, ma da quelle terre estreme non è mai passato. Lì tutto è rimasto fermo, la violenza esercitata uguale nel tempo. E uguali nel tempo il disagio e la sofferenza. Adriano Sansa, giudice al Tribunale dei minori di Torino a metà degli anni sessanta, ha raccontato l’“enorme turbamento” entrando a Villa Azzurra, il “manicomio dei bambini” di...

Centenario della resistenza antinazista / Sophie Scholl e la Rosa Bianca

Nel giugno del 1942 almeno un centinaio di persone a Monaco di Baviera trova nella buca delle lettere un volantino firmato dalla Rosa bianca. I destinatari non sono casuali, sono borghesi e intellettuali che i giovani del gruppo di resistenza attorno ad Hans Scholl e Alexander Schmorell considerano i responsabili morali di una nuova Germania. Per sei mesi cercheranno di diffondere un messaggio di ribellione contro un regime che considerano intollerabile e suicida recapitando altri volantini.  Negli ultimi due si rivolgono a tutti i tedeschi e, infine, agli studenti: forse saranno loro a risvegliare quel popolo di sonnambuli. Invece, non accade nulla; solo in pochi rispondono, ma tra questi c’è Sophie Scholl, la sorella di Hans, studentessa di filosofia e biologia, ventun anni, oltre...

Due secoli di storia del Mezzogiorno / Il Sud senza redenzione di Giuseppe Lupo

L’uscita di La Storia senza redenzione. Il racconto del Mezzogiorno lungo due secoli (Rubbettino editore, Soveria Mannelli, 2021) di Giuseppe Lupo, offre la possibilità di un avvincente viaggio nella letteratura del Meridione e di conseguenza nella storia italiana, tuttavia non si tratta di una semplice carrellata sulla letteratura meridionale. Lupo all’interno vi sviluppa una tesi forte, la quale a sua volta tende a fissare dei canoni, dunque siamo al cospetto di un libro coraggioso, nonché di un discorso che divide provocatoriamente il campo e sfida la tradizione.    Per capire il punto di vista dello studioso conviene partire direttamente dalla sua chiosa finale: “raccontare non tanto e non solo la Storia, ma il sogno della Storia, che è utopia progettuale, costruzione dell’...

Storia d'Italia attraverso i sentimenti (12) / Paese mio che stai sulla collina

Un piccolo paese della Calabria, San Nicola da Crissa, sulle serre vibonesi. Tra la metà degli anni cinquanta e i primi sessanta. Come tutti i paesi, San Nicola è un grembo di suoni temperati, che, da sempre, custodisce il ritmo della vita. Dal fitto abitato, non ancora del tutto eroso dall’abbandono, sale un brusio gaio, le onde sonore delle cantilene infantili.  Fra cortili e vicoli, impazza l’“ammuccia”: in Calabria si chiama così il gioco del “nascondino”. Un modo per abitare il paese, e farne cosa viva.  Un bambino, sei-sette anni, si rannicchia in un anfratto, un buon posto per nascondersi, e non è troppo lontano dalla “tana”, gli basta una piccola corsa. Spiando i passi lenti e accorti del compagno che si avvicina, il suo cuore batte colpi “di ansia e di paura”. Resisterà...

Goethe-Institut Torino - Salone del libro / La Russian connection di Chanel

Karl Schlögel sarà al Salone del libro di Torino in collaborazione con il Goethe-Institut Turin e Frankfurter Buchmesse e presenterà sabato 16 ottobre alle ore 15.30 (Sala Internazionale-Padiglione 1)  il suo nuovo libro “Il profumo degli imperi. Chanel N.5 e Rosso Mosca - la storia del XX secolo in due profumi” edito da Rizzoli, che ringraziamo per averci concesso di pubblicare l’ estratto qui di seguito.   Non era scontato che una sarta e modista, per quanto brava, potesse entrare in contatto con ambienti, e soprattutto con uomini, in grado di spianarle la strada da una piccola realtà di provincia al vasto mondo. Doveva esserci uno spazio in cui Chanel potesse non solo incontrare un certo Boy Capel, il ricco amante che la aiutò ad aprire le sue prime boutique, ma anche...

Applausi nel cassetto / Ana Blandiana: scrittrici e spie

La Securitate voleva fare di Herta Müller una spia. La delatrice perfetta, di cui nessuno avrebbe mai sospettato. Ma la futura Premio Nobel per la letteratura, ogni volta che la convocavano al posto di polizia, si aggrappava alla poesia per trovare il coraggio di dire no. Recitava i versi degli autori amati, a bassa voce, come fossero giaculatorie. E non cedeva nemmeno quando la chiamavano cagna, puttana. O la irridevano minacciandola: “Racconteremo a tutti delle orge che fai con i tuoi amici”.      Herta Müller, però, non aveva fatto i conti con quelli che Michel Foucault, nel suo libro Sorvegliare e punire, chiama “i mezzi del buon addestramento”. Ovvero, gli strumenti che il Potere usa per piegare al proprio volere chi si ostina a pensare liberamente. Infatti, quando...

28 giugno 1914 / Miljenko Jergović, L’attentato di Sarajevo

Cesare Lombroso non lo avrebbe degnato di uno sguardo. Perché Gavrilo Princip, il ragazzo che ammazzò l’Arciduca Franz Ferdinand e sua moglie Sophie a colpi di Browning M 1910 calibro 7,65 la domenica del 28 giugno 1914 a Sarajevo, non aveva i connotati dell’“uomo delinquente” delineato dell’antropologo veronese nel 1876. Niente fronte sporgente né orecchie grandi, asimmetrie nel volto o braccia troppo lunghe. Anzi, nelle foto appare come un giovane con la barbetta da hipster ante litteram, gli occhiali da intellettuale, lo sguardo intenso. Amava scrivere poesie e nei quattro anni trascorsi nella terribile prigione di Terezin, dove morirà di tubercolosi prima del suo ventiquattresimo compleanno, confessò che a mancargli più di tutto erano i libri.      Eppure, ancora oggi,...

Ritorna il classico di Carla Forti / L’eccidio Pardo Roques

È il primo agosto quando un gruppo di soldati tedeschi fa irruzione nella bella casa di Giuseppe Pardo Roques. A 68 anni è uno degli uomini più in vista di Pisa. Presidente della comunità ebraica locale, è un erudito, un benefattore. In città si favoleggia della sua ricchezza e della sua patologica fobia per i cani e i gatti. È il 1944 e quello che segue è uno degli eccidi più spietati di cui si serbi memoria. I militari arrivano alle dieci del mattino e se ne vanno ubriachi nel primo pomeriggio. Si lasciano dietro i corpi straziati di dodici morti – cinque cristiani e sette ebrei, fra cui Pardo. La dimora, nel quartiere popolare di Sant’Andrea, è saccheggiata. Un furgone torna più volte a fare il carico di dipinti, oggetti preziosi, mobili di pregio. Un mese più tardi Pisa è liberata. Un...

Un libro di Stefano Siviero / Porta Pia: l’Italia a Roma

Narrare, raccontar di storia per mezzo di luoghi e paesaggi è genere letterario nobilmente praticato: penso ad esempio, tanto per rimanere in Italia, a libri recenti come Danubio di Magris, Pianura di Belpoliti, Annibale, un viaggio di Rumiz. Ma l’incrocio di storia e luoghi è lo strumento psicologico utilizzato in molte altre opere, ad esempio nelle pietre d’inciampo poste nelle città europee davanti alle abitazioni degli ebrei deportati dai nazisti con cui si lascia il compito a chi le scorge di immaginare la loro vita e il loro destino. Oppure nelle guide, sia quelle più tradizionali in cui si riporta la storia di un monumento sia di quelle in cui si racconta il passato usando come chiave emotiva un luogo per come ci si presenta oggi, come ad esempio il recentissimo Andare per l’Italia...

Una scrittrice palestinese / Adania Shibli, una storia di violenza dissepolta

Che cos’è un “dettaglio minore”? In psicoanalisi è ciò che può schiudere l’universo dell’inconscio individuale, la feritoia da cui entra la lama di luce, il punto d’accesso al non dicibile.   In storia, come affermava la narratrice e storica algerina Assia Djebar, è proprio il dettaglio minore a rivelare, riportandolo alla coscienza, l’ineffabile, il rimosso, ciò che è stato sepolto per sempre. Djebar parlava del lutto delle donne algerine, murate nel sudario del silenzio e di un’amnesia imposta e autoimposta. Per loro il dettaglio minore poteva essere un cucchiaino di latta ritrovato nella cenere di un bivacco del maquis. Quel cucchiaino, veicolo materiale di una memoria affettiva soffocata e tuttavia non spenta, poteva fare da esca al ricordo, all’espressione del lutto, al pianto,...

Un libro di Alberto Cavaglion / Decontaminare le memorie

Decontaminare le memorie di Alberto Cavaglion è un libro che si pone molti obiettivi: alcuni più diretti e manifesti, altri più profondi. Credo che sia un testo “palestra” su cui convenga fermarsi e sulle cui proposte prendere le misure, non tanto di ciò che abbiamo davanti, ma come spesso capita negli esercizi che implicano un rapporto con la memoria, di ciò che abbiamo alle spalle. I giorni della memoria, dice Cavaglion, sono da tempo in crisi. Prendiamone uno per tutti: il 27 gennaio. Quello del 27 gennaio è in crisi per i contenuti, per le modalità. Lo è perché non corrisponde a un progetto culturale (aggiungo io) o forse semplicemente perché è fondato su un principio “altruista”: quello di riflettere sui morti provocati in tempi precedenti, credendo che quella pratica di rievocazione...