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Ghana

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Palazzo Lucarini Contemporary, Trevi (4 marzo – 25 aprile 2017) / Biografia plurale. Virginia Ryan 2000–2016

English Version   Se il mondo non è stato creato per finire in una mostra, possiamo però tentare di partire da una mostra per capire qualcosa di più del mondo: si tratta non solo di guardare all’arte, ma di guardare attraverso l’arte. Questa è stata l’ambizione del progetto curatoriale che a Palazzo Lucarini espone l’opera di Virginia Ryan, artista che dal 2000 al 2015 ha vissuto fra Ghana e Costa d’Avorio. Quindici anni sono un periodo considerevole nella vita di una persona; Virginia non è l’artista globetrotter che fa progetti site-specific mordi e fuggi, ma non è neppure un’artista stanziale, che mette radici in un luogo: come lei stessa dice, la sua è la vita di una “nomade riluttante”.   Australiana di origine irlandese, Virginia ha vissuto in Scozia, si è sposata in Italia e si è trasferita poi – con il marito ambasciatore – in Egitto, Iugoslavia e Brasile, per arrivare infine in Ghana e Costa d’Avorio: il suo è un viaggio che dura una vita, un soggiornare nel viaggio. Esistenza singolare, ma non unica, la vita di Virginia può essere vista come una biografia culturale che incrocia e condensa, con la forza simbolica della sua opera, il carattere diasporico...

Palazzo Lucarini Contemporary, Trevi, Italy (March 4 – April 25) / Plural Biography. Virginia Ryan 2000–2016

Italian Version   If the world was not created to end up in an exhibition, we can turn to an exhibition to understand more about the world: it is not about looking at art, but looking through art. This was the aim of a curatorial project presented at Palazzo Lucarini, focusing on the works by Virginia Ryan, an artist who spent the years from 2000 to 2015 between Ghana and Ivory Coast. Fifteen years are a considerable amount of time in a person’s life. Virginia Ryan is neither a globetrotting artist focusing on short-lived site-specific projects, nor an artist rooted in one single place. She describes herself as a “reluctant nomad.”   An Australian of Irish descent, she spent part of her life in Scotland, got married in Italy and moved with her ambassador husband to Egypt, Yugoslavia and Brazil, and then to Ghana and Ivory Coast. Her life is a never-ending journey, a life spent in travel. Her singular but not single-faceted existence can be regarded as a cultural biography that symbolically evokes and reflects the diasporic nature of our present lives. It is a plural biography, one and multiple at the same time, intersecting the lives of others. Her art derives from an...

Tracing Emerging Contemporary Art Practice in Ghana

Versione Italiana   From Ghana to Venice and back   All the World’s Futures, curator Okwui Enwezor’s conspicuous project for the2015 Venice Biennale, certainly served up content-rich, social and political commentary. In one way or another it painted or rather – in true Enwezor fashion – documented a myriad of complexities facing our rapidly globalising planet. And, with Enwezor operating as the first-ever curator from the African continent, it’s no surprise then that many of the press discussions surrounding the biennale took on an African dimension.  Consequently, it felt apt to hear the news that Ghanaian artist El Anatsui was presented with a Golden Lion for Lifetime Achievement –  a deserving recognition for one of the great artists of our time. Yet, Anatsui’s achievement was also an opportunity for me to once again turn my attention towards the arts and culture scene in Ghana. Throughout the biennale proceedings I was repeatedly reminded of one particular thought from an interview earlier this year with ACCRA[dot]Alt’s Sionne Neely. “We are seeing more artists [in Ghana] now thinking...

Arte contemporanea in Ghana

English Version   Dal Ghana a Venezia e ritorno   All the World’s Futures, l’importante progetto curato da Okwui Enwezor per la Biennale di Venezia 2015, ha certamente offerto molteplici spunti di riflessione sociale e politica, dipingendo – o meglio, documentando – nello stile tipico di Enwezor, le innumerevoli complessità che il nostro pianeta, nel suo rapido processo di globalizzazione, è chiamato ad affrontare. Essendo Enwezor il primo curatore della Biennale proveniente dall’Africa, non sorprende che gran parte del dibattito sulla rassegna abbia coinvolto l’intero continente africano. Ci è sembrata inoltre appropriata l’assegnazione del Leone d’Oro alla carriera all’artista ghanese El Anatsui: un degno riconoscimento per uno degli artisti più grandi del nostro tempo. Il premio ad Anatsui è stato inoltre un’occasione per volgere ancora una volta la mia attenzione alla scena culturale e artistica del Ghana. Durante i lavori della Biennale, mi è tornato più volte alla mente un pensiero espresso da Sionne Neely, dell’organizzazione ACCRA[dot]Alt, in...

Open development

“Come assicurarsi che gli aiuti allo sviluppo arrivino effettivamente alle persone che ne hanno bisogno e come si misura l’impatto dei progetti delle ong?” si chiede il vice presidente della Banca Mondiale Sanjay Pradhan in una Ted Talk, che a oggi conta più di 400mila visualizzazioni. Dal movimento per l’open source in informatica all’open government nella pubblica amministrazione, fino alla teoria dell’open journalism che ispira il lavoro quotidiano della redazione del Guardian, non esiste ambito in cui non sia stata usata la parola “open” per indicare una maggiore attenzione nei confronti di valori quali trasparenza e partecipazione da parte dei cittadini/utenti.   Da qualche anno anche nella cooperazione internazionale la parola ‘open’ ha trovato la sua declinazione: è l’open development, nome sotto il quale si raccolgono una serie di iniziative e azioni per rendere “i dati disponibili e navigabili gratuitamente, incoraggiando i feedback degli attori coinvolti e la condivisione delle informazioni”. Così si legge nella sezione dedicata agli open data nel sito della Banca...

New Frisbees 5

La mia gioia sono le parole che si inseguono come biglie dentro e fuori le gallerie di un castello di sabbia.   *   Parole che bisbigliano.   *   Scritto sopra la soglia di una casa a Wa in Ghana: If you think that education is expensive try ignorance! Questo me l’ha mandato un cugino, Giacomo Negri, da là. Sono così richiesta che ho bisogno di  “negri” per i frisbees?   *   È scontato che la merce sia scontata. Non costa niente?   *   Voci di corridoio. Vocabolario  di corridoio?