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Irpinia

(10 risultati)

Le orme e la ri-scrittura / Camminare lento, ascoltare il mondo

"Nelle notti di maggio inoltrato nelle terre irpine si faceva il fieno. Voleva dire che le erbe per la fienagione, lasciate al sole perché si essiccassero, venivano raccolte in fasci legati in tre punti da liane fatte dello stesso fieno (i truocchi). Le liane si facevano a loro volta con un arnese agricolo, il manganiello, che non aveva nulla a che fare con il suo omonimo fascista o con quello in dotazione ancor oggi alle forze dell’ordine. Era un arnese fatto con legno torto di ulivo uncinato a un’estremità e canna, che ruotando immerso nel fieno, ne raccoglieva una parte e la trasformava in legaccio. A fare compagnia ai lavoratori sotto la luna piena era il silenzio. Bisognava finire il lavoro prima del sorgere del sole che, asciugando la rugiada, avrebbe reso friabile il fieno. Solo le voci sommesse di chi lavorava si sentivano nella notte. Voci che facevano da sfondo al ritmo intenso della fatica e ne costituivano la colonna sonora, insieme al fruscio lento e musicale del fieno ammorbidito dalla rugiada della notte di quasi estate. Il risveglio della natura sarebbe stato lento e silenzioso: con l’arrivo delle prime luci avrebbero iniziato gli altri uccelli coi loro canti a...

Progetto Jazzi / Le esperienze del ritorno in Rete

  Prosegue l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA).    Dagli jazzi (“iacere, giacere”) ­– dimore temporanee, giacigli per il ricovero di animali da pascolo – prende il nome il progetto di “valorizzazione” del Parco del Cilento e del Vallo di Diano, la seconda area protetta italiana per estensione dopo il Parco del Pollino in Calabria. Con i suoi infiniti percorsi naturali, tra il mare e i monti, e un ricchissimo complesso di mulini, frantoi, ripari, stalle, cantine.   Ripari per animali da pascolo, visioni di mari e di monti: una modalità di “abitare la natura”– o di riabitarla in forma di casa, oltreché di paesaggio – che mi fa pensare al Parco intitolato a Francesco Biamonti nel Ponente ligure, i sentieri mediterranei fra gli ulivi, i percorsi degli ovili che ho avuto l’occasione di visitare (con base a S. Biagio della Cima): lì nei luoghi dei romanzi-paesaggio di Biamonti (così li ha definiti Italo Calvino) dove “uliveti abbandonati, muretti a curve, a spigoli, a controtornate (Attesa sul mare)...

Franco Arminio. Geografia commossa dell'Italia interna

Per Franco Arminio, il fondatore della paesologia, il paesaggio non esiste. Non è mai, cioè, un’immagine, uno spazio di contemplazione, o, per quanto l’attenzione alle sue peculiarità sia un requisito importante, qualcosa da descrivere, ma un ambiente di esperienza, che per essere tale passa per l’emozione. È il luogo del fare. Ma siccome per lui nessun fare prescinde da un investimento passionale, diventa immediatamente un luogo appassionato. Il luogo delle passioni. Se non si danno queste condizioni, è la l’accidia, quando non la catatonia. Anche se esse prendono il sopravvento e invadono la scena, peraltro. Come sa chiunque abbia qualche grano di ipocondria in sé.     Molte cose che lo scrittore irpino non si stanca di dire e di declinare sembrano risapute, riconducibili a questo o quell’aspetto della tradizione: cambia solo il nome, il linguaggio che le dice. Ma poiché molti di questi nomi e delle loro combinazioni sono nuovi, lo è anche la realtà che ci mostrano e rappresentano: perché come si sa la parola nuova dice o inventa qualcosa che prima non c...

Cartoline da un funerale

Qualche giorno fa è morto in Irpinia l’editore Elio Sellino. Oltre a fare tantissimi libri, non solo di storia locale, era anche direttore del centro di ricerche Guido Dorso. Camminando per il sud si trovano tante scene che illuminano sulla condizione attuale del sud e di quel sud più grande che è il mondo intero. Volevo scrivere un ricordo per esaltare le virtù del mio amico scomparso, alla fine mi è sembrato che potessero bastare queste cartoline dal suo funerale.     Al funerale di Elio Sellino era evidentissimo che il mondo della cultura in Irpinia non esiste. Ed era evidente che i cosiddetti intellettuali di sinistra qui non si sono mai visti. E che dire delle centinaia di politici con cui ha avuto rapporti? Oggi al funerale ne ho visto solo due. Non solo non hanno idee, ma non sanno neppure più emozionarsi, addolorarsi: sono malati, autistici. Eppure guidano ancora i giochi, anche se sono giochi miserabilissimi.   Al funerale di Elio Sellino ho visto che il suo paese non c’era. Quelli che andavano dietro il feretro sembrano presenti giusto perché hai funerali bisogna andare per guadagnare...

Abbecedario provvisorio di paesologia

Aquilonia, Andretta, Bisaccia, Cairano, Conza, Calitri, Lacedonia, Morra, Teora, Rocca, Guardia, Sant’Andrea, Monteverde, Trevico e altri paesi ancora.   È in Irpinia d’oriente, già terra dell’osso, che la paesologia e il suo fondatore, Franco Arminio, sono nati. E se osso deve essere, la paesologia è una scapola del paesaggio che si lascia corteggiare dalla poesia e dalla geografia. Una scienza malferma, ma in grado di scardinare pregiudizi anche solo invitando ad accarezzare i cardi nei cimiteri, vive dell’infiammazione emotiva che una residenza anche provvisoria in un paese provoca, a volte bastano solo alcuni minuti. La folla che si accalca intorno al discorso la tiene lontana, è la percezione solitaria il suo baricentro.     Alberi Quelli solitari, che non sono cresciuti con l’ansia di primeggiare. Potete girargli intorno ma non vi daranno mai le spalle.   Anziani Storie e rughe stese al sole come lenzuola.   Bar Non quello all’ultima moda, ma quello con l’insegna dei gelati arrugginita; quello dove dietro al bancone c’è un barista che ha l...

Tre domande a Franco Arminio

Giunge oggi alla quarta e ultima tappa Italia piccola, il ciclo di incontri sulla realtà italiana organizzato dalla Libreria Utopia di Milano in collaborazione con doppiozero.   Abbiamo voluto raccontare luoghi e situazioni degli italiani di ieri e di oggi: l’Italia minore, quella che non ha spazio sui media se non quando accadono catastrofi naturali o tragedie, e gli italiani, diventati un popolo attraverso le vicende unitarie, le migrazioni, le trasformazioni del boom.   Oggi alle 18.30 Marco Belpoliti incontra Franco Arminio, uno degli scrittori più originali della nostra letteratura, per una conversazione sullo stato del Sud, sulla paesologia, la scienza che ha inventato per conoscere la vita dei paesi, e sul suo ultimo libro, Terracarne (Mondadori).   Noi abbiamo rivolto all’autore queste tre domande.     Che cosa è la ‘paesologia’? Va ancora bene definirti paesologo o la categoria, peraltro da te inventata, ti sta stretta?   In estrema sintesi potrei dire che la paesologia è scrivere col corpo dei luoghi in cui si vive o dei luoghi che si attraversano. Una forma di...

Altopiano del Formicoso / Paesi e città

Il cielo sopra l’altopiano del Formicoso nasce a nord, alle spalle del Gargano. L’Adriatico fa lievitare l’impasto e la bora lo spinge verso sud. La foce è oltre la sella di Conza, un anello mancante tra la catena dei monti Alburni ad oriente e quella dei monti Picentini ad occidente. In questa terra ci sono tante chiese ma l’unica cattedrale è il paesaggio e l’altopiano è il suo altare dove decine di pale eoliche ruotano per crocifiggere il vento.     Sono un pattinatore. Perdere e ritrovare con continuità l'equilibrio è alla base del pattinare e vivere in bilico in un paese ai margini di un altopiano è un ottimo allenamento. Pochi posti sono accoglienti come l’altopiano del Formicoso per un pattinatore, anche quando l’inverno lo abbraccia con generosità. Lungo le strade statali 91 e 303 ho tracciato il mio percorso.                                          ...

Letterina alla Befana…

Cara Befana,   scrivo a te perché ho inventato una scienza inesistente che si occupa di sparizioni. Il mondo in fondo è tutto un gioco di apparizioni e sparizioni, non ti pare? Potrei chiederti: come mai tu sei sparita e i cardinali sono ancora al loro posto? Potrei chiederti cose di questo mondo, ma immagino che a te interessino poco e forse anche a me. Quello che indugia a esistere diventa presto palude, fango. E allora ti chiedo di mettere nella tua calza la voglia di sparire o quanto meno di tacere. Ti sto scrivendo alle sette del mattino dal mio paese, un paese sparito. Sono rimaste le case, è rimasto il paesaggio intorno alle case, ma il paese non c’è più. Ieri sera facevano una tombolata al paese nuovo. Ogni volta che si prova ad adunare la comunità, si sente che il secchio è rotto. Io avevo mangiato più del necessario, come succede a tanti. I nostri possiamo chiamarli gli anni di Berlusconi, ma forse è più corretto chiamarli gli anni del reflusso esofageo. Epoca indigesta, mia cara Befana! Stamattina ti sto scrivendo solo perché me lo ha chiesto doppiozero. Sono molti giorni che...

Ritratto di Franco Arminio

È difficile fare un ritratto di Franco Arminio. Servirebbe che stesse fermo almeno un attimo, che si limitasse a fare una cosa, o due, non di più. Ma per fermarlo bisognerebbe legarlo. Anche a scattargli un’istantanea verrebbe solo una scia: di un atto o di un gesto, più che un’incerta silhouette della figura; la traccia di una sfaccettatura più che di una faccia. Ma proprio questo potrebbe essere un tratto che lo caratterizza. Invece della descrizione di come è, a definirlo meglio è allora l’insieme di ciò che fa, con i suoi effetti: cosa che negli ultimi decenni agli scrittori capita sempre meno, e con sempre minore incisività. Normale, con i mutamenti della società e delle forme di comunicazione, spiegano gli esegeti più autorevoli. Ciò non toglie che a molti, incluso il sottoscritto, questo non piaccia. Senza nostalgia; per l’oggi e per il domani. Armino, mi pare, è uno che la pensa così: e si comporta di conseguenza.   Comportarsi con coerenza, qui, significa agire nei campi di competenza in modo che l’effetto dell’azione non si fermi ad...

Ho fame di paesaggio

1. oggi ho capito che ho fame di paesaggio. prima se andavi da bisaccia ad andretta quello che stava in mezzo era il vuoto adesso il vuoto è dentro i due paesi e il pieno è nello spazio che li divide. la conferma mi è venuta provando più tardi un’altra via, quella che da andretta porta a calitri. è solo in parte asfaltata e non ci passa nessuno. la terra sembrava più buona e l’ho mangiata assieme alla luce. per il resto è stata la tipica giornata invernale dell’agosto irpino.   2. un amico mi dice che è tempo di alzare lo sguardo verso altri luoghi. non obbedisco resto qui e lo abbasso sempre di più verso la terra.   3. quando la terra non era minacciata si guardava ad altro ma ora guardatela bene guardatela ogni giorno. la vita della terra ormai pare più breve della nostra.   4. nessuno può più stare dove sta. l’esilio è irrimediabile da ogni paese da ogni città. la residenza è solo una forma di diplomazia ormai l’unico luogo possibile è...