Categorie

Elenco articoli con tag:

piazza Tahrir

(5 risultati)

The Square, oltre la rivoluzione

The square viene presentato al pubblico milanese nella popolare "sala di comunità" del Beltrade: un cinema dell'oratorio, dall'autunno casa del cinema indipendente. Il film racconta la rivolta egiziana attraverso le storie delle persone che l'hanno vissuta, narrando la vita e la morte di e in Piazza Tahrir: la regista Jehane Noujaim individua sei protagonisti nella moltitudine della Piazza e li segue quotidianamente per due anni, tracciando così un filo rosso in grado di legare la Storia alle storie.   Tra i sei è Ahmed Hassan a prenderci per mano e a guidarci, lungo tutto il film, nelle strade del Cairo fino a Piazza Tahrir. Ahmed ci trascina con forza negli scontri a lanciare sassi, la vista oscurata dai lacrimogeni, la testa protetta solo con un braccio, facendoci sentire come lui indifesi e indignati. Non è difficile immedesimarsi nel suo viso pulito, dolce, nel suo abbigliamento occidentale, le sneakers, il cappuccio della felpa tirato su, la camera sempre al collo. Ahmed è il narratore instancabile della rivoluzione egiziana.     Iniziata nel gennaio del 2011 con le prime...

Il Cairo, andata e ritorno

L’andata Mi stanno ancora inseguendo quando mi accorgo che Magdy è dall’altra parte del guardrail. Perché sia lì è un mistero al quale non ho voglia di dare una spiegazione ora. Ci saranno quaranta gradi, la valigia, e un gruppo di tassisti egiziani da cui fuggire. Mi divincolo e attraversando sei corsie di auto infuocate e saettanti mi dirigo verso di lui. In altre condizioni avrei chiesto a Magdy per quale motivo non mi aspettava al solito posto, e perché mai mi ha fatto attraversare una specie di autostrada per andargli incontro. Ma sono le due del pomeriggio, è maggio, e siamo al Cairo. Entro in auto, abbasso i finestrini e partiamo per andare a Garden City, il quartiere a sud di piazza Tahrir. Chiedo ad Ahmed per chi ha intenzione di votare tra una settimana. Il 23 maggio ci saranno le elezioni presidenziali, tredici candidati che si contendono il passaggio di turno al ballottaggio per diventare il primo Presidente eletto dopo Mubarak. Per andare dall’aeroporto del Cairo al centro si impiega in auto tra i cinquanta minuti e le tre ore, a seconda del traffico. Oggi siamo abbastanza fortunati, in un’...

Mona Prince. Mi chiamo Rivoluzione

La candidata alle prossime presidenziali egiziane Mona Prince, figura molto discussa, decisamente un’outsider del panorama politico cairota,  ha presentato al Festival Mediterraneo di Scritti Femminili di Rabat (21-23 Marzo 2012) il suo ultimo libro Ismi Tawra – Mi chiamo rivoluzione (2012). Docente di Letteratura inglese e traduttrice, Mona racconta il suo impegno politico, tra scrittura e attivismo, e le sue speranze per il cambiamento democratico in Egitto.     Come mai da scrittrice hai deciso di candidarti alle elezioni presidenziali?   Per cambiare le cose bisogna lavorare sul lungo periodo. So che non diventerò Presidente dell’Egitto, ma il mio impegno attuale serve a ottenere risultati in futuro, magari alle prossime elezioni, tra cinque anni! Attraverso la scrittura [ è autrice di numerosi romanzi, tra i quali So you may see”, in inglese ] ho voluto offrire ai miei lettori una prospettiva diversa e oggi voglio concretizzare questa mia aspirazione. Ma non è la Presidenza che m’interessa, quanto l’essere una candidata! Il mio obiettivo è andare aldilà dei cliché...

Nuovo Egitto: piacere di incontrarti!

Sono stati resi pubblici i risultati del primo round delle prime elezioni parlamentari postrivoluzionarie in Egitto. L’esperienza di questa prima fase merita un attento esame, soprattutto per l’elevatissimo tasso di partecipazione. Statistiche nazionali vogliono che sia stato un buon 62% del totale degli aventi diritto al voto a dirigersi verso le urne gli scorsi 28 e 29 novembre. In effetti non era mai successo – a detta del presidente del comitato competente – che l’affluenza alle urne fosse stata così alta.   Un fenomeno decisamente positivo, considerando che a votare sono stati tutti i ceti sociali dei governatorati coinvolti. Il merito si deve non solo alla preannunciata multa di buoni 500 pound egiziani (pari a circa 60 euro) che in questi tempi di stressante crisi economica non sono certo pochi, ma anche alla nuova consapevolezza, umana in generale e politica in particolare, che anche una singola persona può fare una grande differenza. Ce lo insegnano i 18 giorni di piazza Tahrir. L’andamento del processo elettorale è stato abbastanza regolare, salvo varie quanto scontate eccezioni, che costituiscono la...

L'Egitto

L’8 settembre, al Festivaletteratura di Mantova, ho assistito ad una conferenza dello scrittore egiziano Alaa al-Aswani. Un pubblico di circa 500 persone, molto ben vestito, ha ascoltato con una vera simpatia la rivoluzione raccontata da quest’uomo-microcosmo del suo paese. L’ultima domanda postagli era: “cosa non dobbiamo fare noi occidentali per aiutare la rivoluzione?” Rispose al-Aswani: “c’è un’enorme differenza tra i governi occidentali e i popoli occidentali. Noi egiziani sappiamo che tutti i popoli del mondo sono con noi, e ci basta così. Il vero problema è l’ipocrisia di certi governi occidentali”. Così, il pubblico è tornato a casa molto soddisfatto di sé. Bravi egiziani. Bravi anche noi; è colpa degli altri: noi non possiamo fare niente di utile, ma comunque c’abbiamo pensato almeno un attimo. Prendiamo l’aperitivo?   Con tutta la stima che io posso avere per la saggezza e l’impegno di Alaa al-Aswani, a Mantova è riuscito solo a dare l’impressione che la rivoluzione egiziana sia già compiuta, che noi europei...