Categorie

Elenco articoli con tag:

Pisa

(7 risultati)

Margherita di Brabante. Elevatio animae

Tutto era cominciato a Pisa. Di ritorno da Roma, dove era stato incoronato imperatore, Arrigo VII di Lussemburgo stava facendo il proprio ingresso trionfale nel duomo di quella città, quando l’occhio gli era caduto sul ritratto celebrativo che uno scultore gli stava eseguendo proprio sopra la porta di S. Ranieri. Ne rimase estasiato. Mai aveva veduta scolpita nella pietra un simile vividezza d’espressione e un così vivace dinamismo nei panneggi. Quella sua statua gli pareva viva, sebbene vi fosse stato ritratto in ginocchio. Perciò, senza por tempo in mezzo diede ordine che l’autore fosse condotto immediatamente al suo cospetto. Voleva commissionargli il monumento funerario a Margherita di Brabante, sua stimata consorte e “carissima al suo cuore”, morta a Genova di peste due anni prima, fra 13 e 14 dicembre 1311, all’età di trentasei anni.   E l’artista accettò. A indurlo non fu soltanto il prestigio dell’incarico – si trattava della prima tomba su commessa imperiale in territorio italiano – ma anche, e soprattutto, la sfida personale che vi intuiva insita. Difatti, sebbene egli...

Limerick

C'era un premier pisano, in quel di Drò, che a fare un bel governo si provò: «Non voglio ci sian quivi ministri divisivi». E quindi non divise. Ma imperò   Coda   «Larghe le intese, stretti si stia: ma quanto costò la crostata di zia?»   (apparso su L'Espresso di venerdì 3 maggio)       Sei il premier ch'è venuto dopo Monti e oscilli senza posa tra due fronti: «Abbasso l'Imu o l'Iva?» La scelta è tassativa, e questa è già la pena: che tu sconti.      

Dai Cicli infelici ai Versi ciclabili

Mi hanno rubato la bicicletta pieghevole stamattina. Quattro giorni fa, invece, due ruote e il sellino di un’altra bici, quella col seggiolino dove porto Sara, mia figlia. Mi trovo a scrivere queste righe per raccontare il mio rapporto con la bicicletta proprio nei giorni dei furti subiti, per uno strano e avverso allineamento dei pianeti delle due ruote, anelli ciclistici, di un Saturno decisamente a me contrario, o contrariato.     Abito a Pisa, città sufficientemente ciclabile. Migliaia di biciclette, tra residenti, pendolari, studenti. Nel 2005 iniziai a prestare attenzione ai telai delle biciclette abbandonate in città. Ne trovavo ad ogni angolo. Conoscevo raccolte fotografiche di bici derelitte a New York, ma non avevo ancora visto album simili per l’Italia dove, in quel periodo, non era ancora esplosa in rete una certa moda letteraria, saggistica o poetico-narrativa, intorno al mondo delle due ruote. Creai un blog dal titolo I cicli infelici, aggiornato tra il 2005 e il 2007 con il contributo di foto inviate da blogger e non, da tutta Italia, e a volte anche con avvistamenti esteri: i cicli infelici erano per me le biciclette abbandonate, i telai smembrati e...

Roan Johnson. I primi della lista

Hitchcock diceva che per fare un buon film servono tre ingredienti: una buona storia, una buona storia e una buona storia. E se questo è vero l’opera di questo trentasettenne pisano di padre inglese è decisamente un buon film. Forse non entrerà nella storia del cinema - come Hitchcock... - o nei libri che questa storia studiano, forse non introdurrà nuove sfide formali o sposterà i confini della narrazione, ma la storia che racconta è davvero una buona storia. E di questi tempi ci pare già un miracolo.   Johnson narra di questo soggetto capitatogli tra le mani quasi per caso e scritto da tale Renzo Lulli, classe 1951, residente in Marocco e produttore di sculture in legno: già solo su carta un personaggio. Il Lulli racconta di una disavventura piuttosto bislacca occorsa, nel giugno del 1970, a lui, al compagno di lotta politica e musicale Fabio Gismondi e all’allora già celebre, almeno localmente, Pino Masi, cantautore impegnato noto per aver fondato il Canzoniere Pisano, avere scritto la Ballata del Pinelli e composto l’inno di Lotta Continua.     Il Gismondi e il Lulli...

La passeggiata filosofica

Nelle colline tra Pisa, Livorno e Volterra spicca il piccolo paese di Lari che tenta la strada della “ri-esistenza” attraverso la scoperta del suo genius loci con l'aiuto di cinquanta artisti che vivranno, respireranno, e interpreteranno i suoi luoghi attraverso site specific, reading, spettacoli, concerti, passeggiate filosofiche e incontri poetici creati ad hoc.   La filosofia e il camminare condividono una condizione essenziale: si possono scoprire cose nuove, o vedere diversamente le stesse cose, solo spostando il proprio baricentro e apprendendo a governare la semi-sospensione del corpo e della mente che ogni passo e ogni domanda provocano. Non ci si muove e non ci si trasforma se non passando attraverso equilibri instabili, tra salite e discese, tra percorsi già battuti e sentieri ancora da aprire, mentre l’orizzonte si sposta con l’osservatore. Viste da questa angolatura, in modi e luoghi fatti “ad arte”, una camminata, la filosofia e la poesia sono tutte, ciascuna a suo modo, esperienze estetiche, e come tali si incontrano nella passeggiata filosofica e poetica di Lari, sabato 30 luglio, nell’ambito della...

Panta rei?!

È sempre bello tornare nel proprio paese natale, dove il pane è il più buono, i pomodori sono più pomodori e l’acqua disseta meglio di tutte le altre. “Panta rei” afferma Eraclito e sono d’accordo, certo! Non ci si può bagnare due volte con la stessa acqua, come non si può fare la stessa medesima esperienza due volte giacché ogni cosa nella sua realtà apparente è sottoposta alla inesorabile legge del tempo. Già, già. Ma allora come si spiega quello che mi è successo lo scorso week end quando, tornata nella mia Pisa in cerca di colori e suoni familiari, mi è capitato di portare mia figlia a sciacquarsi gli stinchi, rigati di sangue in seguito ad una rovinosa caduta sulla ghiaia, alla fontanella che si trova davanti a casa di mia nonna.   La fontanella, o meglio “la fonte” come la chiama mia nonna, è lì da sempre ed è sempre uguale, anonima nel suo modo camaleontico di confondersi con lo sfondo ma così attenta a ciò che le succede attorno, ritta e vigile nel suo aplomb discreto. La nonna ha sempre abitato...

Scampia / Paesi e città

Undici turisti provenienti da Pisa sono stati arrestati per aver comprato droga nell’outlet di Scampia. I compratori alloggiavano in buoni alberghi napoletani, poi, due di loro in taxi, arrivavano nelle piazze di spaccio, acquistavano e tornavano in albergo. Stanotte sono state arrestate altre sette persone, quest’ultime provenienti dalla Basilicata e dalla Calabria, identica, s’immagina, la metodologia d’acquisto. Un nuova moda quindi? Una specie di turismo esotico con pacchetto brivido cocaina incluso nel tour? Non sono casi isolati, se ne sentono raccontare parecchi.   A Scampia il prezzo della droga è basso e questo spinge le persone a spostarsi anche da altre Regioni per comprare in regime di sconto. Naturalmente, se devo mettere in conto l’autostrada, il prezzo della benzina, il pernottamento è chiaro che devo ottimizzare il viaggio e quindi sono portato ad acquistare molte dosi di droga, altrimenti il bilancio è negativo. Ciò, in pratica e dal punto di vista giuridico, vuol dire che la dose di droga comprata è di gran lunga superiore a quella concessa per uso personale, quindi per l’acquirente...