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Rosarno

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Intervista con Eva Leitolf / Postcards from Europe

  Prosegue la riflessione attorno al tema delle immagini e della violenza al centro del dibattito svoltosi a Torino il 15/16 marzo. Come dobbiamo e vogliamo rapportarci a tutte queste immagini che pervadono e ossessionano la società occidentale? Che effetto ha il predominio dell’immagine sulla costruzione e tradizione del nostro canone culturale? È possibile formulare un’etica dell’immagine per il XXI secolo? Un'intervista di Silvia Mazzucchelli a Eva Leitolf per contribuire a costruire un dibattito attorno al tema, urgente e fondamentale.     Ho incontrato la fotografa Eva Leitolf al convegno “Etica dell’immagine” che si è svolto il mese scorso a Torino, presso il Goethe Institut. Il suo lavoro, “Postcards from Europe” (Kehrer, 2013), esplora da molti punti di vista il fenomeno complesso e in continuo mutamento della migrazione di migliaia di persone verso le frontiere europee, attraverso l’accostamento di immagini e testi scritti dalla stessa fotografa. Nata nel 1966 a Würzburg, Eva Leitolf vive e lavora a Monaco e nella foresta bavarese. I suoi lavori sono stati esposti in molte istituzioni internazionali, fra cui il Rijksmuseum ad Amsterdam, il Netherlands...

“Stop killing blacks”

La rivolta dei migranti di Rosarno del 7 gennaio 2010 è passata alle cronache come un evento inspiegabile, una fiammata di follia, l'ennesima conferma dell'emergenza immigrazione. In un mondo in cui molte cose sembrano quello che non sono, senza rispetto per una verità sfuggente ma per la vaghezza portata a sistema di conoscenza del mondo, anche in questo caso abbiamo letto e sentito un elenco di luoghi comuni e di menzogne.   Dal 1990 nella piana di Gioia Tauro, in Calabria, a lavorare nei boschi di aranci ci sono i primi ragazzi immigrati in Italia. Inizia così lo sfruttamento di manodopera a bassissimo costo per la raccolta delle arance calabresi. Con lo sfruttamento inizia la violenza della 'ndrangheta che controlla anche il settore agroalimentare. L'elenco dei ragazzi africani feriti o uccisi negli agrumeti di Rosarno dal 1990 al 2010, l'anno della rivolta, è impressionante. La 'ndrangheta spara per mantenere il controllo, per spaventare, per fare capire che una volta finito il lavoro è meglio che gli immigrati se ne vadano altrove.   Il 10 settembre 1990 non è una di quelle date che si ricordano...